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Ecco cosa si nasconde dietro a questa immagine

Gioela Saga

di Gioela Saga

08 Luglio 2014

L'immagine che ha fatto il giro del web

Nell’ultimo periodo sono comparse in rete immagini e video abbastanza shoccanti relative agli effetti che una nota marca di shampoo, diversa in vari stati, avrebbe sviluppato sulla pelle.

La visone, diventata presto virale on line, era così disgustosa che molti utenti sono stati molto turbati ed infastiditi ma alcuni anche preoccupati da questa apparente infezione che si poteva contrarre con l’uso del prodotto.

Premesso che bisogna sempre diffidare di immagini o notizie così eclatanti e sensazionalistiche, l’invito è sempre quello di verificare le eventuali fonti ufficiali o quanto meno attendibili e qua non ve ne erano.

Tra l’altro non si tratta solo di una bufala in piena regola ma, partendo dal link originario, si arriva all’apertura di una serie di pagine che aprono la via ad infezioni vere e proprie ma di origine informatica.

Come spiega chiaramente il noto debunker della rete, Paolo Attivissimo, insieme al video, si rischia di caricare un pericoloso malware, che normalmente viene bloccato dai sistemi di protezione aggiornati, ma può comunque portare a dei malfunzionamenti.

Naturalmente la foto è chiaramente un montaggio photoshoppato in modo anche abbastanza grossolano.

Dietro questa spaventosa infezione cutanea, degna di un film di fantascienza, si nasconde la sovrapposizione della fotografia di una spalla con quella di un fiore: il fior di loto o, meglio, il suo baccello.

Il baccello che contiene i semi del Nelumbo nucifera, questo il suo nome scientifico, ha effettivamente una forma particolarissima. E’ una pianta coltivata e consumata in tutta l’Asia per le sue numerose proprietà anche medicinali antidiarroiche, febbrifughe e vitaminiche. I suoi semi, che vedete all’interno, una volta seccati, vengono consumati come salatini.

Del resto, un alone di mistero avvolge questa pianta acquatica dal bel fiore. Oltre ad essere un fiore sacro per l’Induismo e il Buddhismo, chiamato anche giglio sacro, rappresenta nella sua figura i centri energetici  del corpo: i chakra.

Secondo un’antica leggenda, i suoi fiori donavano l’oblio a chi li mangiava, come i compagni di Ulisse narrati nell’Odissea che se ne cibano e si dimenticano famiglia e patria. Probabilmente quest’idea deriva dal fatto che sia un fiore capace di mantenersi pulito autonomamente grazie ad una proprietà quasi impermeabile della sua struttura organica.

Dunque niente di arcano, nulla di apocalittico, nessun virus letale ma un tentativo fraudolento che ci invita a non abbassare mai la guardia davanti a facili clic.

Fonte: Focus

 

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