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Omicidio Loris Stival: le Dichiarazioni Contro la Mamma (VIDEO)

di Federica Federico

11 Dicembre 2014

Panarello

Andrea Loris Stival, 8 anni appena, è stato ucciso sabato 29 novembre, è stato strangolato con una fascetta da elettricista ed è stato ritrovato cadavere in un canalone nell’area di Mulino Vecchio, presso contrada Pierra, a Santa Croce Camerina, paesino nella provincia di Ragusa.

Al momento del rinvenimento del cadavere il bambino era vestito ed aveva ancora indosso il grembiulino con cui sarebbe uscito al mattino per andare a scuola. L’esame del corpo da subito aveva rivelato, però, un dettaglio anomalo: sotto i pantaloni, che erano (assai probablimente) slacciati (ma non calati), il bambino non portava gli slip.

Una mutandina da maschietto, che la mamma non ha riconosciuto come quella di Loris e su cui sono in corso accertamenti, è stata poi rinvenuta, vicino alla scuola del bambino.

I pantaloni slacciati e la mancanza degli slip hanno suggerito agli inquirenti come all’opinione pubblica che dietro quella morte vi potesse essere uno scenario violento.
Oggi la violenza intima sembra una torbida ipotesi completamente estranea al delitto del piccolo Loris. E’ certo che il bambino non avesse subito violenza nel giorno del delitto, sebbene si attendano ancora gli esami autoptici completi e definitivi per appurare se sul corpicino di Loris siano mai stati commessi atti violenti.

Il movente, che appunto pare non essere quello più torbido dell’intima violenza, è allo stato attuale il punto oscuro della terribile vicenda.

 

Perchè Loris Stival è stato ucciso?

Veronica Panarello, la madre di Loris è al momento detenuta nel carcere di Catania dove si trova in stato di fermo con l’accusa di avere ucciso il suo bambino e di averne occultato il cadavere.

La dinamica omicidiaria descritta dall’accusa è complessa e si basa fortemente sulle risultanze delle diverse telecamere di Santa Croce Camerina:
i video che riprendono gli spostamenti di mamma Veronica configgerebbero in maniera evidente con i racconti che ladonna fa di quella mattinata e collocherebbero la signora Panarello nel luogo del rinvenimento del cadavere di Loris nei momenti del delitto.

Ecco come l’accusa ricostruisce l’omicidio di Loris (sulla base in primis del materiale video repertato dalle telecamere):

Loris sarebbe stato ucciso dalla mamma;
Veronica Panarello lo avrebbe strangolato in casa: adoperando delle fascette da elettricista la donna avrebbe prima immobilizzato le mani del bambino, come dimostrano i segni sui polsi, e poi lo avrebbe strangolato;
da sola avrebbe caricato il cadavere in auto transitando dalla casa al garage attraverso una scala interna, lontana da occhi indiscreti;
avrebbe portato il corpicino di suo figlio senza vita (o forse ancora agonizzante) sino all’area del Mulino Vecchio e lì lo avrebbe gettato in un canale nascosto in un canneto;
dopo l’omicidio e l’occultamento di cadavere mamma Veronica sarebbe riuscita a prendere parte ad un corso di cucina;
infine dinnanzi ai cancelli dell’istituito scolastico del figlio la donna avrebbe inscenato la scomparsa di Loris, pur sapendolo morto.

Visto così l’omicidio non sembra essere stato un atto d’impeto ma pare quasi un’azione pianificata

Ecco cosa dice la difesa:

mamma Veronica non ha mai cambiato la sua versione dei fatti, ha sempre sostenuto con fermezza di avere portato Loris a scuola, di averlo lasciato a 10\20 metri dal cancello dell’istituto e di essersi, poi, diretta verso la ludoteca per accompagnare il bambino più piccolo.
Dalla ludoteca sarebbe tornata a casa, lì avrebbe ricevuto la chiamata di suo marito (registrata dai tabulati telefonici e della durata di 2 minuti complessivi).
Da casa a bordo della sua macchina sarebbe infine partita in direzione del castello di Donnafugata per prendere parte ad un corso di cucina, con un’unica deviazione fatta per gettare il pattume in un cassonetto (poiché nell’area di casa Stival non vi sono cassonetti in quanto l’immondizia viene raccolta porta a porta).

L’avvocato di mamma Verinica ieri sera si è seduto su una delle poltrone bianche del noto salotto televisivo di Bruno Vespa lì, pure ammettendo che vi sono prove a carico della sua assistita, ha voluto chiarire più punti nodali e critici:

gli inquirenti basano l’impianto accusatorio su un frame video che alle 8:32 di quel 29 novembre riprenderebbe Loris mentre rientra a casa, il bambino anziché salire diligentemente sulla vettura della mamma sarebbe tornato verso la sua abitazione da solo. Ed intanto mamma Veronica avrebbe accompagnato il bambino piccolo alla ludoteca.

La telecamera riprende una sagoma che sale la strada in direzione di casa Stival ma non riprende Loris che apre il portone ed entra in casa, non dà cioè la certezza che quella sagoma (ipoteticamente identificata nella persona di Loris) sia rientrata nell’appartamento degli Stival.

L’avvocato di mamma Veronica tuona contro i frame video pretendendo che si chiarisca che le immagini non sono nitide e che le sagome che si vedono non sono identificabili. Il padre di Loris in un’intervista (rimandata in onda ieri sera nel corso della stessa trasmissione) conferma che il video mostra delle sagome indefinibili, lui stesso non ha riconosciuto il bambino ed anzi precisa che non si vedrebbe nemmeno lo zainetto non si capirebbe, cioè, se quella sagoma indossa o non indossa uno zaino sulle spalle nel momento in cui percorre la strada che va verso casa Stival.

Se quella sagoma fosse Loris va precisato che il bambino sarebbe rimasto ad attendere la mamma non avendo le chiavi del palazzo. Ciò detto è normale chiedersi: è possibile che nessuno lo abbia visto? E’ ammissibile credere che un bimbo di 8 anni non si faccia in qualche modo notare nell’attesa della madre?

E’ sempre l’avvocato di mamma Veronica a precisare che nel condominio di casa Stival nessuno ha sentito nulla.

Ebbene un omicidio, eventualmente d’impeto, volento, messo in atto da una mamma contro il figlio si può consumare nel silenzio?

La morte per asfissia può configurarsi come una morte silenziosa, questo è vero! Tuttavia è difficile credere che un bambino si lasci serrare polsi e collo senza ribellassi in nessun modo. Anche dinnanzi alla mamma ed anche con il più completo affidamento del figlio alla madre, è improbabile che Loris, eventualmente aggredito da Veronica, non abbia opposto resistenza. Ciò detto sarebbe difficile credere in un omicidio assolutamente silenzioso.

 

Va detto anche che nei frangenti dell’evento omicidiario il telefono di Veronica squillava, era il marito e di fatto, come attestano i tabulati e come le parti testimoniano, la donna rispose e conversò con suo marito per 2 minuti.

Il papà di Loris ricorda bene quella telefonata e (in una video intervista rimessa in onda anche ieri sera da Bruno Vespa) descrive la moglie come tranquillissima, in altre parole dalla voce di Veronica durante quella telefonata il marito non avrebbe percepito nessun segnale.
Durante la conversazione marito e moglie si sarebbero brevemente raccontati la mattinata e Veronica già affermava di aver condotto Loris a scuola.

Oggi il marito di Veronica non può non dubitare della moglie perché dinanzi alle incongruenze evidenziate dal lavoro degli inquirenti sente il bisogno di chiarimenti: “Chi è stato deve pagare. Mia moglie dice di aver portato Loris a scuola, ma ci sono troppe coincidenze contro di lei”, questa la dichiarazione di Davide Stival riportata già da TGCOM24

Davide Stival, come anche sua sorella, intervistata da una giornalista di Porta a Porta, dipingono Veronica come una brava mamma, sottolineano che malgrado il suo difficile passato familiare, la donna non ha mai dato segni né di insofferenza né di squilibrio.

Veronica Panarello sarebbe stata un mamma brava ed affettuosa. Perché starebbe mentendo (quantomeno sugli spostamenti e sull’accompagnamento di Loris a scuola e sempre dando per certa la ricostruzione della Procura)?

La cognata dice che Veronica non ha mai avuto scatti di ira violenti verso i bambini ma dice anche che a fronte delle troppe bugie rilevate dagli investigatori dubitare è normale; e chi ha ucciso Loris, fosse pure la mamma, deve pagare per un delitto così atroce.

Perché Veronica avrebbe potuto uccidere suo figlio?

L’avvocato di mamma veronica, ieri sera a “Porta a Porta” ha fatto una rivelazione choc: Veronica 14 anni fa, quando era ancora una bambina, scoprì una relazione extraconiugale della mamma e rivelò tutto al padre.

La sorella di Veronica rivela che Veronica è da sempre stata un soggetto problematico: a scuola da piccola avrebbe una volta minacciato il suicidio, allora voleva gettarsi nel vuoto da una finestra; in un’altra occasione, anni dopo, avrebbe tentato di impiccarsi.

Le dichiarazioni, tutte visibili nel video della puntata di “Porta a Porta” di ieri 10 dicembre 2014, si concludono con un’ipotesi non trascurabile: se Veronica ha avuto un ruolo nella morte di Loris certamente non ha agito da sola, ciò secondo la sorella. Anche la mamma di Veronica sembra orientare la sua opinione in questo senso affermando con decisione che non ritiene la figlia capace di un simile atto.

Potrebbe mamma Veronica tacere oggi per coprire qualcuno?

Al marito è stato apertamente chiesto se la relazione con Veronica fosse così stabile e serena da escludere la possibilità che la donna intrattenesse rapporti fuori dal vincolo coniugale. A questa domanda il marito non ha dato una risposta netta ha fatto, piuttosto, riferimento a voci di paese chiedendo ai compaesani di rompere ogni eventuale muro di omertà e di raccontare ciò che sanno se hanno visto o sentito qualsiasi cosa.

E’ anomalo il fatto che nessuno abbia visto o sentito nulla, è strano che un simile omicidio si sia consumato in pieno giorno in un lasso di tempo “trafficato” e in una città viva senza che neanche un occhio abbia visto niente e senza che nessun orecchio abbia udito nulla.

 



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