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Fetus in Feto ovvero il Gemello Parassita

di Gioela Saga

03 Marzo 2015

foetus in feto

La gravidanza gemellare suscita sempre un certo fascino anche misterioso e così anche il legame che può intrecciarsi tra due fratelli gemelli.

Le varianti delle tipologie gemellari sono diverse, si va dai cosiddetti monozigoti, a una o due placente, a dizigoti, gemelli impropri in realtà, e comprendono anche una casistica più particolare e non sempre immune da problemi o esiti nefasti come quella rappresentata dai gemelli siamesi.

Tra questi vi sono anche casi spiacevoli che rappresentano un’incidenza bassa come i cosiddetti gemelli evanescenti e la sindrome del gemello parassita chiamata anche condizione “fetus in feto.

Nel primo caso, pur cominciando la gravidanza come multipla, uno dei due embrioni muore nella prima fase della gestazione, cioè uno dei due gemelli viene assorbito dall’altro e scompare, per questo viene definito evanescente, cioè che si dilegua a poco, a poco. Un gemello assume dunque uno sviluppo dominante a discapito dell’altro, il co-gemello recessivo cessa di svilupparsi e tale processo viene anche definito come “riassorbimento fetale”.

Può accadere che, durante lo sviluppo primario da embrione a feto, uno dei due riceva un apporto di sangue insufficiente e lo sviluppo non avvenga in modo completo, il feto assume così un aspetto mummificato, definito papiraceo.

Un’altra anomalia embrionale che può presentarsi in questo ambito, è appunto quella del gemello parassita, il cui nome già definisce, in modo abbastanza tecnico, ciò che avviene in queste circostanze.

Si tratta di una rara malformazione gemellare atipica che avviene nello sviluppo embrionale: i tessuti che andranno a formare il feto crescono all’interno del corpo di un gemello normalmente sviluppato.

L’incidenza sembra essere maggiore tra gli individui maschi e si presenta in un caso su 500.000 nati vivi.

Il feto così “prigioniero” del fratello avrà dimensioni ridotte e sarà malformato, generalmente presenterà una colonna vertebrale con gli arti superiori e inferiori solo abbozzati. Non sono normalmente presente encefalo e cuore ma vi è un organizzazione elementare degli organi interni riconoscibili.

L’individuazione di questa condizione può avvenire durante le indagini ecografiche oppure successivamente alla nascita.

Per essere certi che il fratello sano non subisca eventuali problematiche, si ricorre all’asportazione chirurgica del gemello parassita. Generalmente la prognosi è buona e permette di riprendere una vita normale. I casi più gravi presentano una localizzazione intracranica che può volgere a leggeri problemi di tipo neurologico associati alla rimozione.

A volte il gemello vitale può andare incontro a disturbi legati alla presenza del suo gemello ritenuto, ad esempio ritenzione urinaria o dispnea, determinati in base alla posizione, anche se la presenza è statisticamente più riscontrabile nell’addome.

Il soggetto presenta allora dolori addominali sempre più forti ed un addome decisamente più grande e gonfio del normale, il gemello parassita infatti, seppur lentamente, può continuare a crescere a livello tissutale e comprimere gli organi del fratello ospite fino a creare seri problemi anche respiratori.

In alcuni casi però la presenza del gemello parassita può essere assolutamente asintomatica e rimanere tale per diversi anni.

Ci si trova così di fronte a casi emblematici al limite con l’incredibile di gemelli parassiti individuati anche dopo molti anni di distanza, anche fino a 47 anni dopo la nascita; anche il peso è variabile, dai 13 grammi fino ai 2 chili, distribuiti su 20 e più centimetri.

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Fonte: Wikipedia, Babymed



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