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Utero in Affitto: Donna Costretta a Partorire per Vendere i Bimbi

di Alessandra Albanese

12 Maggio 2015

Da quando aveva 13 anni ha dovuto concedere il suo utero in affitto, ridotta in schiavitù e costretta a fare da madre surrogata.

E’ la tristissima storia di una giovane di 31 anni, scoperta da una organizzazione non governativa attiva nel territorio indiano che si occupa di promuovere e difende i diritti umani nel secondo stato più popoloso del mondo.

 

L’ong si chiama SHAKTI VAHINI e si occupa anche di contrastare il traffico umano, una realtà purtroppo presente in quell’angolo di mondo, dove ancora la gente è ridotta in schiavitù.

L’hanno chiamata Phulmani, ma il suo vero nome è rimasto anonimo, per questioni di sicurezza, era stata attirata dal suo remoto villaggio, Patru, nel distretto di Gumla, e condotta nella capitale Delhi, con la promessa di un nuovo lavoro.

Durante il suo primo anno nella capitale la ragazza prese servizio come domestica in un’elegante residenza, prima che iniziasse il suo incubo.

utero in affitto

Dopo questo periodo la ragazza venne costretta a dare il suo utero in affitto per partorire bambini su commissione

6 bambini per la precisione, da quando aveva 13 anni, costretta a portare avanti la gravidanza, partorire, e lasciare che questi piccoli venissero venduti a chissà chi, e per chissà quanto denaro.

Una nuova forma di schiavitù che prevede un utero in affitto di una ragazzina che sforna piccoli da dare in adozione a chissà quale coppia facoltosa, il tutto ai danni di persone fragili, deboli e incoscienti.

Negli anni di schiavitù (perché è così che dobbiamo chiamare il periodo che Phulmani ha passato nella capitale indiana), la ragazza teneva i bambini per circa sei mesi dopo il parto, poi gli “agenti” dell’organizzazione li prelevavano e li vendevano.

Grazie all’intervento di questa ONG oggi Phulmani ha potuto liberarsi e ritornare nel suo villaggio, ma le sue ferite, fisiche e psichiche sono segni indelebili sul corpo e sulla mente di questa donna.

“Mi trattavano come una macchina per fare soldi – racconta la giovane donna coprendo il suo sguardo per paura e per vergogna – non gli importava niente di me, volevano solo che facessi bambini per loro”

Lei non sa a chi fossero destinati i piccoli, ma adesso chiede giustizia, e ha denunciato tutto al comitato della sua regione.

Purtroppo però l’ONG che l’ha tratta in salvo non è la sola organizzazione che tenta di combattere questa forma di traffico umano e questa moderna schiavitù.

utero in affitto

Secondo le stime infatti nella sola regione di provenienza della ragazza circa 10 mila bambini ogni anno vengono tolti alle madri, usate come utero in affitto, e venduti.

Le cronache infatti riportano di un caso simile, avvenuto sempre nella stessa zona: una bambina di appena 8 anni condotta a forza a Delhi e costretta per ben 20 anni a fare da utero in affitto per i loschi traffici dei contrabbandieri di neonati.

 

Lei oggi ha 29 anni, è tornata nel suo villaggio, ha raccontato di essere stata costretta a partorire 10 bambini, e niente potrà cancellare l’orrore dalla sua mente.

Alcune donne lo fanno per un tornaconto personale, dando il proprio utero in affitto e vendendo esse stesse i bambini, magari per pochi spiccioli, ma nella maggior parte dei casi questi eventi vengono gestite da vere e proprie associazioni a delinquere

Sembrerebbe infatti che questi distretti del territorio indiano siano i preferiti dai trafficanti, forse a causa dell’arretratezza dei suoi abitanti, forse invece perchè questi barbari sanno che quelle donne mai denunceranno questi orrori.

Ma evidentemente non è sempre andata così, per fortuna.

La maggior parte delle donne non denuncia niente alle autorità, ma la Shakti Vahini, grazie ai suoi volontari, fino ad oggi ha salvato più di 100 donne che dalla regione di Jharkhand veniva attirata a Delhi con prospettive di un futuro migliore, e poi schiavizzate a dare il proprio utero in affitto.

Non è un caso che questa ONG abbia collaborato anche con Kailash Satyarthi, premio Nobel nel 2014 e personaggio attivo nel movimento indiano contro il lavoro minorile, che con la sua organizzazione ha liberato oltre 80.000 bambini da varie forme di schiavitù, il cui 15-20% proveniva proprio dalla stessa regione della donna di cui abbiamo raccontato la storia.

 

Fonte: Industan Times



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