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Disordine tra i giocattoli: educare il bambino all’ordine

di Federica Federico

19 Giugno 2010

Da ieri sono una mamma in assetto da guerra: la mia “mission impossible” è correggere il disordine dei miei figli.

Bambino è sinonimo di libertà, gioia e creatività; è esplosione di allegria, colore e rumore; è desiderio di vita, scoperta e sperimentazione. Tutti questi modi di essere del piccolo trovano la loro naturale forma espressiva nel gioco. Ed il bambino usa i giocattoli come strumenti per rivelare se stesso. In questo senso i nostri piccoli si manifestano nella pittura, si impegnano nelle costruzioni e nei puzzle, provano le loro abilità impastando plastilina e testano le loro doti artistiche travestendosi con elmi di cartone o corone di carta argento. Guardarli è uno spettacolo di impareggiabile bellezza e partecipare alle loro varie sperimentazioni è semplicemente esaltante.
C’è, tuttavia un “però” … l’espressione del bambino che usa il gioco come mezzo di sperimentazione dovrebbe concludersi in modo ordinato. Il bambino dovrebbe riordinare ciò con cui gioca.

Ebbene, questo è esattamente il mio problema: dovrebbero riordinare ma non lo fanno e tutto drammaticamente si disperde in una confusione insostenibile!

Ieri ho affrontato il “mostro cameretta dei bimbi”, alle 16:00 è partita la mia offensiva:
200 Gormiti di molti popoli terrificanti si nascondono ovunque; piattini, pentoline, bicchieri e cibi di plastica avevano trovato ricovero sotto ogni mobile, lasciando la cucinina deserta; cicciobello giaceva sommerso da una dozzina di pupazzi; in terra si rincorrevano una serie infinita di mattoncini per costruzioni; porzioni di rotaie e vagoni di trenino erano dappertutto; non c’era più un puzzle ordinato, i pezzi si mischiavano e confondevano riempiendo alcune scatole sino all’orlo e lasciandone altre praticamente vuote; i transformers avevano disseminato in ogni angolo piccole tracce di sé, quindi si erano disperse qui e lì porzioni di arti, teste mostruose ed armature colorate.
Amiche mie Un Disastro!
Se fosse passato l’uragano Katrina avrebbe fatto meno danni!

Alle 20:00 la stanzetta era in perfetto ordine, in assoluta sicurezza – via giochi rotti e pezzi piccoli -, linda e profumata! Io ero uno straccio.

Mio figlio si affaccia sotto l’arco della porta ed incomincia a tossire forzosamente.
“Cosa c‘è?” – gli domando preoccupata,

la sua risposta è stata devastante: “Il pulito mi fa venire la tosse”.
Dentro di me ho urlato di disperazione mentre con un sorriso rispondevo: “Bene vai a bere un po’ d‘acqua così ti passa”.


Adesso basta … il pulito fa venire la tosse? A chi? Magari a me che sfacchino tutto il giorno e tutti i giorni!
Si cambia registro da subito!

Ecco il mio piano di guerra:

  • Mai dimenticare di dare il buon esempio.

Mantenere tutto in ordine non sempre è facile! La gestione dei bimbi complica parecchio le faccende di casa ed anche rassettare semplicemente per riordinare sembra faticoso e dispendioso sotto il profilo del tempo … quel tempo che è sempre poco, troppo poco per fare tutto.
Dalla psicologia, però, viene il monito rivolto ai genitori: mamma e papà per primi devono tenere sistemata ogni cosa in casa, ciò è indispensabile affinché l’ordine sia percepito dal piccolo come una condizione normale e necessaria.

  • Fornire al piccolo gli strumenti per diventare ordinato.

Desidero mettere i miei figli in condizione di capire che l’ordine non è né una regola né una punizione, ma un modo per fruire meglio del gioco. Erano giorni che ci pensavo: ho comperato per i mostri del maschietto una scatola affascinante e colorata, ho sistemato le bambole della sorella in contenitori di stoffa bassi ed accessibili ed ho lasciato dinnanzi alla cucina, al banco del meccanico, ai tavolini ed agli strumenti musicali uno spazio sufficiente per giocare.
Ieri sera, dopo la cena, li ho accompagnati nei loro giochi cercando di spiegargli che è vantaggioso sapere dove si trovano le cose e che per non perdere nulla occorre rimettere sempre tutto al proprio posto!
il piccolo ha apprezzato molto la scatola con i mostri, ha subito trovato il suo supereroe e pare abbia gradito il cassetto dedicato alle macchinine che, in vero, gli ho presentato come il garage.
La bambina, per parte sua, ha gradito la borsetta con i vestiti del bambolotto e il facile accesso ai pupazzi.

  • Usare un gioco per volta e cambiarlo solo ad attività esaurita.

L’uso confuso di più giochi può ingenerare nel piccolo anche una incapacità di gestione della attività ludica. Ho scoperto, infatti, che le funzioni attentive del bambino piccolo, dai 12 ai 36 mesi, non sono ancora così sviluppate da permettere al piccolo il passaggio da un gioco ad un altro senza soluzione di continuità. Laddove poi concludere una attività equivale a finalizzare il divertimento, accresce l’autonomi e la autostima del piccolo che vede materializzarsi il risultato dell’azione.

  • Riordinare insieme.

I miei bambini, spronati da noi genitori, hanno conquistato ampi spazi di gioco in autonomia e di divertimento tra fratelli, senza i grandi tra i piedi. Noi li controlliamo con discrezione e lasciamo che loro creino il loro rapporto, si conoscano e si confrontino giocando. Non voglio togliere nulla di tutto questo ai miei piccoli, ma, d’ora in poi, interverrò alla fine dei loro giochi per aiutarli a riordinare.

Con questi buoni propositi spero di ottenere un minimo ordine e soprattutto di compiere un ulteriore passo verso l’autonomia dei miei piccoli.



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