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Veronica Panarello ha Ucciso suo Figlio Loris: “Svelato” il Movente Secondo L’accusa

di Federica Federico

10 Ottobre 2016

Veronica Panarello ha ucciso suo figlio Loris, è questa la tesi che l’accusa sostiene oggi in aula chiedendo la condanna della mamma di Santa croce Camerina a 30 anni di carcere. Tutto l’iter investigativo si è mosso su questo stesso convincimento.

Veronica Panarello ha ucciso suo figlio Loris, ma qual è stato il movente dell’omicidio?

La domanda che è rimasta sempre aperta è relativa proprio al movente: “Perché mamma Veronica avrebbe tolto la vita a suo figlio?”. Il settimanale “Giallo” – Cairo Editore, nel n°41 del 12 ottobre 2016 (ora disponibile in edicola), “risolve” la questione del movente riportando le parole pronunciate in aula dall’accusa.

Veronica Panarello ha ucciso suo figlio Loris

Stando alla fonte stampa, secondo quella che sarebbe la tesi della Procura, Veronica Panarello aveva sviluppato col figlio Loris, di appena 8 anni, un rapporto deviato. Più che madre e figlioletto, i due si confrontavano come amici, a tutto danno del loro naturale legame genitore – figlio.

E’ plausibile che la relazione tra Veronica e Andrea Stival sia il movente del delitto: lo dimostrano le telefonate e gli sms che si scambiavano. Loris è stato ucciso perché lo aveva scoperto” (citazione da “Giallo”, n°41 del 12 ottobre 2016, pagina 34).

Il settimanale di cronaca riporta testualmente le parole dell’accusa, quelle su cui si basa la richiesta di condanna.

Veronica Panarello ha ucciso suo figlio Loris

Veronica Panarello ha ucciso suo figlio Loris perché il piccolo aveva scoperto la relazione tra mamma e nonno?

La richiesta dell’accusa è di condanna: per la mamma (presunta assassina) si domanda una pena detentiva pari a 30 anni di reclusione. Questa è la pena massima che la Procura possa domandare dato che quello a carico della Panarello è un processo con rito abbreviato.

Il rito abbreviato, di fatto, garantisce una maggiore celerità dell’iter giudiziario ma si accompagna a uno sconto di pena che esclude l’ergastolo. Oggi Veronica Panarello ha 27 anni, anche in caso di condanna al massimo della pena (30 anni) è credibile che un giorno possa tornare una donna libera, ovviamente dopo aver riscattato il suo debito con la giustizia.

Anna Maria Franzoni Oggi NON è Più Detenuta in una Struttura Carceraria (le sue Foto da Donna Quasi Libera)

Va detto, per completezza di informazione che Veronica continua a dichiararsi innocente, ammette di aver assistito alla morte di Loris ma di non averlo ucciso.

La Procura sostiene che Veronica Panarello ha ucciso suo figlio Loris. La donna, invece, accusa il suocero, dichiarando con tenacia che Andrea Stival avrebbe ammazzato Loris in casa strangolandolo con un cavo elettrico.

Andrea Stival nega ogni coinvolgimento nella vicenda nonché qualsiasi relazione sentimentale con Veronica. Il nonno di Loris ha un alibi di ferro per la mattina dell’omicidio. Oltretutto la versione di mamma Veronica non è confortata dalle risultanze autoptiche: l’arma utilizzata per strangolare Loris non è compatibile con un cavo elettrico, mentre è assolutamente compatibile con le fascette da elettricista che erano nella disponibilità della donna.

La novità clamorosa, stando a quanto riportato dal settimanale “Giallo”, sta nel fatto che l’accusa riconoscerebbe come plausibile la relazione tra la mamma e il nonno e in essa troverebbe un tassello lungamente mancante: il movente.

Andrea Stival resta estraneo alla vicenda e rivendica il diritto del suo stesso nipotino ad avere giustizia e qui non è secondaria la sua posizione di distacco netto e totale dalle dichiarazioni della Panarello: il nonno di Loris nega la relazione con la nuora.

Veronica Panarello ha ucciso suo figlio Loris

Davide Stival, il papà di Loris, resta chiuso nel suo dolore dignitoso, sulle pagine di “Giallo” si leggono i ringraziamenti che quest’uomo rivolge a quanti lo hanno appoggiato. Al momento la sua attenzione resta alta sul figlio più piccolo e la speranza che nutre da a padre è quella di trovare un lavoro vicino casa, un’occupazione dignitosa che gli consenta di non togliere presenza al suo bambino.



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