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Annamaria Franzoni non Pagò l’Avvocato Taormina: Condannata

di Federica Federico

17 Febbraio 2017

Samuele Lorenzi è morto a Cogne il 30 gennaio 2002, aveva solo 3 anni quando fu rinvenuto col cranio fracassato. In assenza di qualsiasi altro sospetto ma anche in mancanza dell’arma del delitto, la madre, Annamaria Franzoni, è stata ritenuta la sola responsabile dell’omicidio del bambino.

La Franzoni fu condannata in via definitiva nel 2008, avrebbe dovuto scontare 16 anni di carcere. Ma, per quanto rea di avere ucciso suo figlio, la mamma di Cogne è attualmente agli arresti domiciliari.

Franzoni mamma cogne

Dal giugno 2014 ovvero dalla sua scarcerazione, la Franzoni, oggi 45enne, vive con la famiglia a Ripoli Santa Cristina (provincia di Bologna) e nella sua casa sconta la pena alternativa alla detenzione (come dimostrano QUESTE FOTO le è anche possibile uscire per svolgere atti di cura della famiglia).

E’ di queste ore la notizia di una nuova condanna a carico della Franzoni e, in questo caso anche di suo marito Stefano:

la mamma di Cogne, durante il processo per l’omicidio del figlio fu difesa dall’avvocato Taormina ma, a quanto risulta dagli atti processuali, non gli avrebbe mai corrisposto il debito compenso. Come lei, nemmeno suo marito avrebbe pagato il legale; Stefano Lorenzi, in particolare, si sarebbe avvantaggiato di atti di querela sostenuti e promossi dallo stesso avvocato in difesa dell’uomo e della sua famiglia.

Annamaria Franzoni deve risarcire l’avvocato Taormina con la somma di 275mila. A statuirlo il giudice del tribunale civile di Bologna.

La somma è stata quantificata attraverso una consulenza tecnica d’ufficio affidata a un legale. Sul totale hanno inciso parcella, rimborsi spese, Iva, interessi e cassa previdenza avvocati.

 

Annamaria Franzoni si è difesa asserendo che Taormina si offrì di assisterla gratuitamente. Secondo il tribunale civile che ha considerato e giudicato la richiesta di risarcimento avanzata dal legale, Taormina ha assistito con perizia e professionalità la Franzoni, lo ha fatto sino al giorno in cui rinunciò definitivamente al mandato, il 23 febbraio 2007.

Nel corso del rapporto professionale tra Taormina e la Franzoni non venne prodotta alcuna documentazione relativa alla gratuità del patrocinio, in altre parole manca un atto legalmente probante che attesti un accordo in merito.

Secondo il giudice, non è sufficiente che l’avvocato Taormina e la mamma di Cogne ne abbiano parlato, “l’averne discusso” non può fare testo in aula se non viene comprovato un accordo sorretto da documentazione probatoria.

 

Pertanto, partendo dal presupposto che che per qualsiasi incarico il cliente è tenuto al pagamento di tutte le attività svolte dal professionista, secondo il giudice Annamaria Franzoni e Stefano Lorenzi “sono caduti nell’equivoco sulla gratuità dell’attività dell’avvocatoTaormina” ma lo hanno fatto per loro disattenzione.

Annamaria Franzoni per 4 Ore al Giorno è "una Donna Libera"

Fonte foto di copertina: IlRestodelCarlino



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