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Paralisi da morso di zecca: la storia di Collin

di Maria Corbisiero

05 Dicembre 2017

Quando si parla della puntura di una zecca si fa spesso riferimento alla malattia di Lyme mentre poco si conosce sulla paralisi da morso di zecca.
 
La prima è una patologia causata dal batterio noto come “Borrelia burgdorferi” che infesta questo parassita che, a sua volta, con un semplice morso, può trasmetterlo all’uomo e agli animali, la paralisi da morso da zecca invece è dovuta ad una neurotossina presente nella sua saliva delle stesse.
 
Nei primi mesi del 2015 il piccolo Collin ha purtroppo sperimentato gli effetti devastanti della paralisi da morso di zecca, una vicenda che per fortuna si è conclusa con un lieto fine.
 

Paralisi da morso di zecca: la storia di Collin.

 
Paralisi da morso di zecca: la storia di Collin
 
Ospiti del talk show americano “The Doctors”, Stephanie e Dillon, genitori del piccolo Collin che all’epoca dei fatti aveva appena 3 anni, residenti ad Atoka, città situata nella Contea di Tipton, nel Tennessee (USA), hanno ricordato quanto accaduto al loro bambino.
 
Una mattina la coppia si è resa conto che Collin non riusciva a stare seduto o a camminare.
 
Tali condizioni riportano loro alla mente un episodio avvenuto la sera prima: mentre giocava fuori dalla loro abitazione, correndo attorno all’auto di famiglia, il piccolo cade e batte la testa.
 
In un primo momento tale incidente non aveva destato in loro eccessive preoccupazioni in quanto il bambino aveva continuato a giocare come se nulla fosse… almeno fino al mattino seguente.
 
Pensando di aver sottovalutato eccessivamente la caduta della sera prima, ed ipotizzando a qualcosa di ben più grave, Stephanie e Dillon decidono di portare Collin al pronto soccorso.
 
Le condizioni del 3enne peggioravano sempre più, era praticamente paralizzato dal collo in giù, i medici lottavano contro il tempo per riuscire a comprendere cosa stesse causando quell’immobilità.
 
La TAC infatti non aveva mostrato alcuna lesione cerebrale, era quindi da escludersi un danno di quel tipo.
 
Nel mentre l’equipe medica discuteva sulle possibili cause di quel malessere così improvviso e progressivo (si era ipotizzato anche meningite, poi esclusa dalle analisi), Collin cominciò ad avere problemi nel deglutire, non poteva alimentarsi con cibi solidi o liquidi.
 
Paralisi da morso di zecca: la storia di Collin
 
Fu allora che i suoi genitori chiesero il trasferimento in un ospedale pediatrico di una grande città.
 

E furono proprio i medici dell’ospedale di Memphis a parlare per la prima volta di paralisi da morso di zecca.

 
Una volta trasferito, Collin fu assistito da un’equipe di neurologi e dottori specializzati in malattie infettive che, una volta esclusa l’eventualità di una causa interna, iniziarono a controllare il bambino all’esterno.
 
Fu allora che trovarono il parassita responsabile di quel malore, era attaccato dietro al suo orecchio.
 
Come detto in precedenza, la paralisi da morso da zecca è dovuta proprio ad una neurotossina presente nella saliva del parassita.
 

“Questa neurotossina si blocca nelle ghiandole salivari – ha spiegato Dr. Travis Stork – quindi mentre la zecca si nutre, quella neurotossina è entrata nel sangue di Collin e ciò ha portato a quella che chiamiamo paralisi ascendente, che parte inizialmente dalle gambe e rende incapaci di camminare”.

 
La paralisi da morso da zecca è una reazione rara che può manifestarsi nei casi in cui il parassita si attacca nella parte posteriore della testa o comunque vicino alla colonna vertebrale. Non è correlata alla malattia di Lyme.
 
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“I medici ci dissero che se fossimo arrivati 30 minuti più tardi, avrebbe avuto un arresto cardiaco. Pensavo di perderlo” ha dichiarato Stephanie.

 
La tempestività in questi casi è tutto, la paralisi da morso di zecca infatti può rivelarsi mortale solo se non diagnosticata.
 
I sintomi tendono a sparire subito dopo la rimozione del parassita, proprio come accaduto al piccolo Collin che, una volta determinata la causa del suo malessere, è tornato il bambino sorridente ed attivo di una volta.
 
 

 
 
Fonte: The Doctors

 

 



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