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Beth Hutt muore a 5 mesi per infezione da Aspergillus

di Maria Corbisiero

15 Aprile 2020

“Elizabeth Vera Hutt si è guadagnata le ali nel suo 175° giorno di vita, alle 4:40 del mattino”.

 

Queste le parole con le quali lo scorso 12 febbraio Katie, mamma della piccola Beth Hutt, annunciava attraverso Facebook la morte della sua terzogenita, deceduta dopo aver contratto nell’ospedale nel quale era ricoverata un’infezione da Aspergillus.

 

Beth Hutt muore a 5 mesi per infezione da Aspergillus

Beth Hutt muore a 5 mesi per infezione da Aspergillus – Fonte foto Facebook

 

Beth Hutt muore a 5 mesi per infezione da Aspergillus.

 

La piccola Beth Hutt è nata il 21 agosto del 2019, una nascita brutalmente segnata da un difetto cardiaco congenito noto come HLHS (Hypoplastic left heart syndrome letteralmente tradotto in sindrome del cuore sinistro ipoplasico).

Tale sindrome comporta lo sviluppo anomalo delle strutture cardiache sinistre, in particolare quello del ventricolo sinistro, dell’aorta e dell’arco aortico, o la stenosi della valvola mitrale. Secondo il sito Orpha, portale dedicato alle malattie rare e dei farmaci orfani, l’HLHS può colpire 1 o 2 bambini su 6250 nati vivi.

 

Poco dopo la sua nascita Beth Hutt è stata trasferita dal MultiCare Tacoma General Hospital al Seattle Children’s Hospital dove, nel corso della sua breve esistenza, è stata sottoposta a ben 3 interventi chirurgici, il primo effettuato a soli 5 giorni di vita.

Ma, come racconta la stampa estera, ad ucciderla non è stato il succitato difetto congenito bensì un’infezione causata da Aspergillus contratta proprio durante la sua degenza all’ospedale di Seattle.

 

Stando ad un’indagine attualmente in corso – i genitori della piccola Beth Hutt e i familiari di altri bambini sono oggi impegnati in una causa legale contro il Seattle Children’s Hospital – nel nosocomio sono stati registrati diversi contagi e decessi per aspergillosi dal 2001 ad oggi.

 

“Stiamo lavorando diligentemente per risolvere questi problemi, comprese le affermazioni che sono state avanzate contro il Seattle Children’s Hospital in relazione a precedenti infezioni verificatesi dopo un intervento chirurgico – ha dichiarato l’ospedale attraverso una nota ufficiale – Siamo incredibilmente dispiaciuti per l’impatto che questa situazione ha avuto sui nostri pazienti e sulle loro famiglie”.

 

Come riportato sul Seattle Times, Beth Hutt fu sottoposta al suo secondo intervento lo scorso 7 novembre, ossia tre giorni prima che gli amministratori dell’ospedale provvedessero alla chiusura di tre sale operatorie a seguito di possibili infezioni da Aspergillus. Il 13 novembre si è provveduto alla chiusura e alla disinfezione delle restanti sale operatorie.

 

Nonostante ciò, Katie e Micah, rispettivamente mamma e papà della piccola Beth Hutt, hanno dimostrato la loro piena gratitudine nei confronti dei medici e degli infermieri che hanno assistito la loro bambina in quei 175 giorni.

 

Non scambieremmo il livello di assistenza che abbiamo ricevuto per nulla” dichiarava la coppia al Seattle Times prima della morte della loro bambina, un concetto ribadito anche dopo la sua prematura scomparsa:

 

“Non posso non iniziare ad esprimere la gratitudine che abbiamo per il team medico che ha lavorato tutta la notte per assicurarsi che la transizione di Beth fosse il più indolore possibile”.

 

Beth Hutt muore a 5 mesi per infezione da Aspergillus

Beth Hutt muore a 5 mesi per infezione da Aspergillus – Fonte immagine Facebook

 

Ma cos’è l’infezione da Aspergillus che ha ucciso la piccola Beth Hutt?

 

L’aspergillosi è un’infezione causata da Aspergillus, una muffa (fungo) molto comune in quanto è presente nell’ambiente, sia all’interno che all’esterno. Non è quindi raro che le persone respirino le spore di Aspergillus senza per questo ammalarsi.

Tale fungo infatti si rivela dannoso per coloro che hanno un sistema immunitario indebolito – vedi le persone ricoverate in ospedale e sottoposte ad interventi chirurgici – nelle quali può causare infezioni polmonari, infezioni ai seni nasali, reazioni allergiche, infezioni ad altri organi e, nei casi più gravi, l’aspergillosi invasiva, un’infezione che si diffonde nei vasi sanguigni provocando emorragie, trombosi ed infarto.

 

I sintomi possono variare in base all’infezione contratta, esistono infatti diversi tipi di aspergillosi pur essendo tutte dovute ad un unico fungo, l’Aspergillus. Ad esempio l’aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA), i cui soggetti più a rischio sono coloro che soffrono di fibrosi cistica o asma, ha sintomi quali dispnea, tosse e mancanza di respiro mentre quelli della sinusite allergica da Aspergillus sono naso chiuso o naso che cola e mal di testa.

 

Ben più gravi invece sono i sintomi dell’aspergillosi polmonare cronica che colpisce per lo più persone con malattie polmonari come la tubercolosi – caratterizzata da tosse (a volte con fuoriuscita di sangue), affaticamento e mancanza di respiro, oppure quelli dell’aspergillosi invasivatipo di infezione che colpisce soggetti con sistema immunitario indebolito, come coloro che hanno subito un trapianto, pazienti chemioterapici, ecc. – che, in quella polmonare, si manifestano come dolori al petto, tosse (anche con sangue), febbre e mancato respiro.

 

Beth Hutt muore a 5 mesi per infezione da Aspergillus

Beth Hutt muore a 5 mesi per infezione da Aspergillus – Fonte foto facebook

 

Come si previene l’infezione da Aspergillus che ha ucciso la piccola Beth Hutt?

 

Non esiste un vero e proprio sistema sicuro ed efficace per prevenire l’aspergillosi ma solo azioni da adottare come precauzione al fine di ridurre la possibilità di contrarre il fungo e di conseguenza sviluppare l’infezione.

 

Come detto in precedenza, l’Aspergillus è presente sia nell’ambiente esterno che nell’ambiente interno, in particolar modo in quei luoghi dove è presente molta polvere. I soggetti più a rischio, ossia coloro che hanno un sistema immunitario indebolito, per evitare di contrarre infezioni dovute a questo tipo di muffa dovrebbero evitare le zone dove è presente molta polvere (siti in costruzione, scavi, ecc.) ed evitare attività che comportano uno stretto contatto con il suolo o la polvere (lavori di giardinaggio o visitare aree boschive).

 

Si consiglia inoltre di indossare guanti e mascherine quando non si può fare a meno di entrare in contatto con materiali polverosi o contaminati da funghi come il terreno, il muschio o il letame.

Oltre a tutto questo, in accordo con il proprio medico, i soggetti ritenuti più a rischio nello sviluppare un’infezione aspergillosi invasiva possono utilizzare farmaci antifungini oppure effettuare test per l’infezione precoce che consistono in esame esami del sangue in grado di rilevare per l’appunto l’infezione.

 

Fonte: CDCSeattle TimesFacebookOrpha



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