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La Befana: leggende e tradizioni

Per tutti i bambini è la vecchietta che in groppa alla sua scopa e vestita di stracci, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, porta dolci e doni ai bambini. Ma chi è in realtà questa brutta, ma buona, vecchina? Il termine Epifanìa (o Befanìa) deriva dal greco “epì ...

di Mamma Daniela

05 Gennaio 2013

Per tutti i bambini è la vecchietta che in groppa alla sua scopa e vestita di stracci, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, porta dolci e doni ai bambini.

Ma chi è in realtà questa brutta, ma buona, vecchina?

Il termine Epifanìa (o Befanìa) deriva dal greco “epì phanein”, e significa “apparizione, manifestazione”, come la stella cometa che apparve ai Re Magi e li guidò fino alla stalla dove nacque Gesù .

Inoltre l’Epifania ha origini molto antiche, che discendono dalle tradizioni magiche precristiane, le quali nella cultura popolare sono diventate non solo religiose ma anche folcloristiche.

I Re Magi probabilmente hanno poco a che fare con la Befana, ma esiste una leggenda a riguardo…

La Leggenda della Befana

I Re Magi (Gaspare, Melchiorre e Baldassarre) erano sacerdoti, grandi conoscitori della scienza e della teologia. I tre, guidati dalla stella cometa andavano a rendere omaggio al Bambino Gesù,e portavano con sè 3 doni preziosi: l’oro, che è il metallo più prezioso, l’incenso, che è un profumo che viene bruciato, e la mirra, una crema profumata che serviva per inbalsamare i morti.
Giunti in prossimità di una casetta si fermarono per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere.
Bussarono alla porta, e venne ad aprire una vecchina.

I Re Magi le chiesero se conoscesse la strada per Betlemme perchè là era nato il Salvatore. La donna però non seppe dare loro nessuna indicazione, così i tre Re Magi le chiesero di unirsi a loro, ma lei rifiutò perchè aveva molto lavoro da sbrigare.

Dopo che i tre furono andati via, la donna si pentì, in fretta e furia preparò un sacco pieno di dolciumi e decise di raggiungerli per andare a trovare il nuovo nato. Ma non riuscì a trovarli, e allora offrì i dolcetti ad ogni bambino che incontrava per strada nella speranza che fosse il Gesù Bambino.

Da allora, ogni anno, la sera dell’ Epifania la vecchina si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa in cui c’è un bambino, per lasciare un dono, un dolcetto, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il discolo.

 

Nell’immaginario collettivo la Befana è una vecchietta brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci e coperta di fuliggine, perchè entra nelle case attraverso la cappa del camino.

E nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono, infila dolci e regali, nelle calze che i bambini hanno appeso al caminetto.

 

 

 

Al giorno d’oggi però non tutti hanno il camino, per questo motivo in alcune case entra dalle finestre o addirittura dalla porta principale, e udite udite …

… ha sostituito la sua vecchia scopa volante con un razzo a propulsione!!

Ma non tutti i bimbi ricevono caramelle e dolcetti, perchè solo i più meritevoli vengono premiati, a chi invece durante l’anno si è comportato male, lascia grossi pezzi di carbone.

Altre leggende legate alla notte dell’Epifania

In Emilia Romagna, si dice che nella notte dell’Epifania le mura diventino ricotta.

Nelle Marche e in Abruzzo, invece si racconta che nel giorno della Befana gli animali si mettono a parlare, ma guai a riferire il contenuto dei loro discorsi.

A Palermo, si narra che i Re Magi attraversarono l’isola e fecero fiorire per incanto gli aranceti bruciati da una nevicata.

In Calabria, le ragazze, prima di addormentarsi, recitano una canzoncina di buon auspicio: se sogneranno una chiesa in festa o un giardino fiorito sarà per loro un anno fortunato.

In Toscana, invece, i contadini infilano la testa sotto la cappa del camino per vedere le stelle; se ci riescono l’annata sarà buona.

 

befana luna, leggende e tradizioni

Oltre che in Italia, il giorno dell’ Epifania ha grande importanza anche in altri paesi:

In Francia,si prepara “la galette des rois”, un dolce a base di mandorle, all’interno del quale si nasconde una fava. Chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa.

In Islanda, il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, perchè da Natale fino a questa data trascorrono esattamente 13 giorni. I festeggiamenti hanno inizio con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo. Tutto finisce con un gran falò e fuochi d’artificio.

Invece in Spagna, la sera del 5 gennaio i bambini attendono i doni dei Re Magi, ai quali scrivono anche letterine, e mettono davanti alla porta un bicchiere d’acqua per i cammelli assetati, qualcosa da mangiare e una scarpa.

In Germania le persone di religione cattolica vanno a messa, mentre i bambini scrivono con dei gessetti “kmb, l’acronimo dei nomi dei Magi, e il numero dell’anno in corso sui muri delle case, in segno di buon augurio.

In Romania, i bambini attendono l’arrivo dei re Magi e il 6 gennaio propongono racconti in cambio di qualche soldino.

In Ungheria, i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche spicciolo.

In Russia, torna protagonista la Befana, chiamata “Babuschka”, una vecchina che, accompagnata da Padre Gelo, distribuisce regali a tutti i bambini.



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