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Walter Bevilacqua rinuncia al trapianto e muore: “Lascio il mio posto a chi ha più diritto di me”

di Mamma Alessandra

19 Gennaio 2013

Walter Bevilacqua STORIALa storia fantastica che segue può essere intitolata la “novella del buon pastore”, anche se nulla ha a che fare con racconti del Vecchio Testamento. E’ una storia fantastica, una favola, ogni riferimento a cose non è reale, non ancora.

E’ la storia di un uomo a cui avevano diagnosticato un male al rene. Dopo anni di dialisi l’uomo ha la possibilità di sottoporsi a un trapianto. Il trapianto viene effettuato e quest’uomo ritorna a vivere la sua vita.

– Fatti così sono successi realmente. Grazie ai ritrovati della medicina, le vicende del genere sono vere, non esistono solo nei libri di favole. Quante storie così ci sono? Sicuramente molte, sicuramente mai abbastanza.

Solo che questa è una storia che ancora deve succedere, e che mi piacerebbe conoscere. E’ la “favola” del rene donato due volte:

  • una volta realmente, da chi non Walter Bevilacqua STORIAce l’ha fatta e ha deciso di donare i propri organi per il bene degli altri.
  • E la seconda donazione è di quella di un uomo che ha deciso di non volere sostenere un trapianto, ed ha deciso che un altro uomo avrebbe avuto, al posto suo, la possibilità di tornare a vivere la sua vita.

E questa ultima parte non è una favola, ma una storia reale, una cosa successa davvero. Questa è “la novella del buon pastore”.

Il buon pastore si chiama Walter Bevilacqua.

Walter Bevilacqua è, era un pastore di 68 anni che viveva in Piemonte. Ha passato l’intera vita tra le montagne dell’Ossola, un’area selvaggia tra il Piemonte e la Walter Bevilacqua storiaSvizzera. Non si è mai sposato, quest’uomo, cresciuto dal nonno, che ha dedicato la sua esistenza ad allevare animali e coltivare la terra. Era un alpino di quelle sue Alpi dove ha vissuto sempre. Era malato ad un rene e si sottoponeva a dialisi da molto tempo. E qualche giorno fa avrebbe potuto dire basta a questa sua incombenza settimanale. All’ospedale di san Biagio a Domodossola gli dissero che c’era la possibilità di un trapianto al rene, che molto probabilmente questa operazione lo avrebbe fatto tornare alla normalità di una vita con un organo “nuovo”, funzionante. E invece Walter Bevilacqua non ce l’ha fatta. Non per problemi di rigetto, per complicanze dovute all’intervento, ma per aver rifiutato il trapianto.

  • Nell’omelia, il giorno del suo funerale, don fausto Frigerio, parroco del paese del pastore, ha raccontato del loro colloquio; Walter gli ha confessato: “sono solo, non ho famiglia, sono in molti che aspettano questa occasione. Lascio il mio posto a chi ha più diritto di me”.

Lo hanno trasportato al cimitero degli Alpini. Le sorelle hanno dato una testimonianza sicuramente autentica: “era un uomo semplice ed altruista, un gran lavoratore”.

Walter Bevilacqua STORIAContinuo a chiedermi in quanti avrebbero agito così. Quanto è stato grande l’amore di quest’uomo per gli altri. E continuo a chiedermi: “io l’avrei fatto?” anche se fossi stata nelle sue stesse condizioni, avrei avuto il coraggio, la forza e l’amore di Walter Bevilacqua? Non credo.

E continuo a chiedermi chi potrà essere quest’uomo che con il rene al quale lui ha rinunciato possa avere più diritto alla vita del buon pastore. In quale corpo andrà quest’organo donato due volte? che volto avrà l’uomo o la donna salvati da Walter? E che vita farà? Questa è la storia fantastica che ancora deve accadere.

Walter Bevilacqua STORIA

Se n’è andato un uomo con un rene malato ma un cuore pieno di vita. E sicuramente questo cuore è stato tanto importante per qualcun altro come il rene che non ha voluto, e che ha “devoluto”.



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