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Cellule Staminali: Sofia continuerà le cure, ok del Consiglio dei Ministri

di Alessandra Albanese

22 Marzo 2013

Firenze. Ormai tutti conosciamo Sofia, la piccola affetta da una grave malattia degenerativa al centro delle polemiche per le cure con le staminali.

Dopo una battaglia durata mesi, in cui i genitori si erano rivolti a tutti, perfino alla trasmissione “Le iene”, per far riprendere le cure alla piccola, finalmente il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che autorizza la prosecuzione delle infusioni di staminali a Sofia.

Sofia, malata dalla nascita di leucodistrofia metacromatica, era stata sottoposta alle cure compassionevoli con infusione di cellule staminali presso gli ospedali Civili di Brescia, dove è attivo un protocollo guidato dal Dottor Vannoni, che guida la Stamina Fundation, ente specializzato in cure del genere.

Sofia era stata sottoposta ad una prima infusione ed aveva avuto un miglioramento del suo gravissimo quadro clinico.

Poi lo stop del tribunale di Firenze. perché queste cure sono purtroppo sottoposte all’autorizzazione dei tribunali, che danno giudizi differenti e disomogenei a seconda dei casi.

Infine l’appello disperato al Ministro della salute Balduzzi dei genitori della piccola: è ingiusto che si debbano considerare sfortunati i bambini nati in una città piuttosto che in un’altra, vista la difformità di interventi in materia trattati da tribunali di diverse città.

Il decreto recita:

“Tutti i pazienti che hanno iniziato la terapia con le staminali preparate con metodo Stamina potranno portare a termine i loro protocolli anche se il laboratorio di riferimento non è autorizzato. Rientrano fra i trattamenti avviati anche quelli per i quali sono stati compiuti atti preparatori (il prelievo di cellule dal paziente o da donatore destinate all’uso terapeutico) e quelli già ordinati dall’autorità giudiziaria”.

Balduzzi specifica: “Per tutti questi trattamenti terapeutici ci sarà un’attenta valutazione degli esiti, con l’acquisizione di tutti i dati clinici dei pazienti sottoposti al trattamento”.

La mamma di Sofia aspetta la legge prima di esultare, ma spera che il decreto possa tutelare tutti i pazienti.



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