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Amanda Knox ha paura di tornare in Italia

di Maria Corbisiero

07 Maggio 2013

Amanda Knox  Waiting to be Heard”, il libro di memorie scritto da Amanda Knox, è uscito negli Stati Uniti lo scorso 30 aprile; 400 pagine redatte dalla 25enne al fine di raccontare la sua verità sui 4 anni trascorsi in Italia, nel carcere Capanne a Perugia.

Mentre nel nostro Paese si attende che il processo sull’omicidio di Meredith Kercher, assassinata a Perugia la notte dell’1 novembre del 2007, venga rifatto in quanto la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di appello cancellando di fatto le assoluzioni di Raffaele Sollecito e Amanda Knox, quest’ultima continua ad “attendere di essere ascoltata” rilasciando interviste alle principali emittenti americane.

Le sue ultime dichiarazioni, rilasciate all’emittente Cnn, attaccano tutti coloro la ritengono una ragazza fredda e senza emozioni.

Amanda Knox  “Ho paura di tornare in Italia – ha raccontato Amanda – In Italia la gente pensa che io sia arrogante, visto che sto qui, negli Stati Uniti, a presentare un libro e difendermi. Trovo tutto ciò prima di tutto incredibilmente ingiusto, perchè ho il diritto di difendere me stessa. E poi nessuno può chiedermi di stare zitta. Allo stesso tempo però voglio provare agli italiani che a me interessa cosa sta succedendo”.

Le sue accuse vengono poi rivolte anche alla giustizia italiana e al nuovo processo che si dovrà rifare:

 

“È incredibile che malgrado l’assoluta mancanza di alcuna prova che dimostri il mio coinvolgimento con l’assassinio, io debba essere ancora sotto giudizio sulla base di aspettative definite non realistiche e non ragionevoli su come una giovane donna avrebbe dovuto reagire a quella situazione orribile. Nessuno sa, come chi mi accusa, come avrebbe reagito a una situazione così drammatica, se solo fosse capitata a loro…. “Ho pianto, mi sono arrabbiata, ho avuto paura. Sono queste tutte le cose che ci sono state, che ho mostrato all’esterno, che mi sono uscite fuori”.

Amanda Knox  Inoltre, per quanto riguarda l’impianto accusatorio, secondo il quale la morte di Meredith sia legata ad un gioco erotico finito male, la Knox dichiara:

“Non ci sono prove contro di me, non ero presente alla scena del delitto. Nessuno mi ha mai accusato di aver preso parte a attività sessuali deviate. Nessuna delle mie campagne di camera, nessuno dei miei amici, nessuna delle persone che conobbi la. Tutto ciò e solamente venuto fuori dagli inquirenti e dall’accusa”.

Questa intervista, in alcuni dei suoi punti, riprende anche alcune delle dichiarazioni rilasciate al Daily Mail da un’ex guardia penitenziaria del carcere di Perugia, Angela Antonelli.

La 62enne in pensione ha così descritto Amanda al quotidiano britannico:

Amanda Knox  “Non ha mai pianto, altri detenuti urlano di essere innocenti, di soffrire, di non poter andare avanti in quel modo. Lei no, non ha mai mostrato la minima reazione. Gli altri la chiamavano Regina di ghiaccio…. Non ha mai parlato di quella notte con nessuno, assolutamente. Non ha mai fatto cenno all’omicidio di Meredith e non l’ha mai nominata, così come non ha mai menzionato Rudy Guede….. Anche se non l’avesse uccisa lei, non ha fatto nulla per aiutare a capire cosa accadde. Pensava solo alla propria sopravvivenza, era impenetrabile. No, non si riuscirà mai a capire cosa è successo veramente quella notte”.

Verrà mai fatta chiarezza sulla morte della giovane studentessa inglese?



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