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Cani Condannati a Morte, le Loro Ultime Immagini Commuovono il Web: An Act of Dog

di Alessandra Albanese

12 Settembre 2013

Troppo spesso i cani stanno rinchiusi nei canili ad aspettare un’adozione che non arriva.

Piccoli orfani a quattro zampe vanno vivono in queste pensioni forzate, nella vana speranza che qualcuno, spinto dal desiderio di dare loro una vita migliore, li prelevi, e destinati in caso di malattia ad essere soppressi senza avere mai realmente goduto la gioia di un focolare domestico.

Dalle immagini di cani destinati alla soppressione è nata in America una iniziativa, tramutatasi in un sito, dal nome An Act of Dog.

Negli Stati Uniti si contano circa 5.500 cani randagi, che vengono rinchiusi nei canili e addormentati per sempre con iniezione o tramite gas.

Creatore di questo sito tutto canino un artista di Louisville (Kentucky, USA), Mark Barone.

L’iniziativa nacque qualche tempo fa da una triste vicenda personale.

Mark perse la sua cagnetta Santina dopo ben ventuno anni di convivenza, e decise di adottarne un’altra dopo molte insistenze da parte della compagna Marina Dervan. La ragazza, nel tentativo di far adottare un altro cane a Barone cominciò a navigare in rete alla ricerca di canili per un’adozione, scoperchiando la realtà allarmante del numero di soppressioni che avvenivano all’interno di questi ultimi.

Impressionato dalle storie, Mark decise di fare qualcosa per questi poveretti, e cominciò a ritrarre i cani che di lì a poche ore sarebbero stati soppressi.

Nacque An Act of Dog, una collezione di dipinti oramai divenuta numerosissima, e che è man mano cresciuta anche nell’interesse di molti americani.

Oggi An Act of Dog è divenuta popolare al punto che sono i canili stessi a spedire a Mark le immagini dei cani prima dell’ultimo respiro.

L’artista produce una media di 10 dipinti al giorno di dimensioni 30.5×30.5 cm, alle storie che lo colpiscono maggiormente dedica dipiniti anche di 8 metri quadrati. In due anni Barone ha realizzato 3.500 quadri, uuna quantità che riuscirebbe acoprire la lunghezza di due campi da calcio.

La speranza di Mark e della compagna Marina è quella di collaborare con associazioni ed enti per future esposizioni e mostre permanenti, ma principalmente di sensibilizzare il maggior numero di persone al problema dei cani abbandonati, così che possano essere sempre più numerose le famiglie che scelgono l’adozione di un amico a quattro zampe.



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