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Rapporti familiari e l’importanza di chiedere scusa

di Dott. Giuliano Gaglione

14 Febbraio 2011

E’semplicissimo pronunciare in maniera asettica la parola “SCUSA”, essa consta di cinque semplicissime lettere che si scandiscono in neanche un quarto di secondo. Molto più complesso è il bagaglio cognitivo, emotivo e relazionale associato a questo termine. Chiedere scusa implica innanzitutto il riconoscimento di un errore commesso unito alla speranza di non ricommetterlo nuovamente; tuttavia ci possono essere persone che sono fermamente convinte delle loro azioni che, nonostante venga palesato lo sbaglio, continuano (spesso perché sono colmi di orgoglio) a seguire la loro linea di condotta.

Nel momento in cui si crea un conflitto relazionale fa molta rabbia osservare che l’altro non voglia assolutamente abbassare le difese in quanto spesso questo gesto può essere considerato come sinonimo di fragilità e di debolezza, eppure è necessario sin da piccoli inculcare il concetto secondo cui riconoscere i propri sbagli e riproporsi di non commetterli nuovamente sia segno di maturità e sicurezza di sé.

Est modus in rebus” affermava Orazio: non solo spesso è difficile chiedere scusa, ma è anche necessario saper utilizzare i tempi e i modi giusti per poter effettuare questo passo.

Per quanto riguarda i tempi, chiedere scusa durante un conflitto potrebbe essere segno di disinteresse verso il confronto e quindi vengono pronunciate molto velocemente queste cinque lettere per poter interrompere “apparentemente” queste tensioni. Se invece esse vengono trasmesse a distanza di molto tempo, è probabile che in questo intervallo si sia covato un notevole rancore difficilmente colmabile.

Anche il “come” chiedere scusa è un argomento di non semplice portata: pronunciare questa parola velocemente, senza tonalità affettive e abbondare in giustificazioni non da senso al gesto, perché ciò che il destinatario desidera è non solo l’ammissione delle colpe dell’altro, ma anche l’intenzione di non commettere più determinati errori. Di contro non è consigliabile che la persona che ritiene di essere in difetto metta in atto un atteggiamento di un così elevato pentimento da addossarsi colpe che non gli spettano; è consigliabile dunque concedersi dei tempi di riflessione sui propri gesti, capire che essi hanno comportato conseguenze negative in una determinata relazione e, una volta assunta questa consapevolezza, riferire con sincerità e un pizzico di fermezza di aver commesso un errore e che per tale motivo si chiede scusa.

Ma come si insegna a chiedere scusa?

Questo arduo compito spetta al genitore il quale per poter essere un buon insegnante dovrebbe essere stato un buon allievo. Pertanto per prima cosa bisogna trasmettere alla prole il messaggio in base al quale chiedere scusa è importate perché è sia segno di maturità e responsabilità personale sia un modo per garantire una relazione efficace con gli altri; inoltre se abbiamo imparato a rispettare delle regole utili per il bene comune, è decisamente importante chiedere scusa nel momento in cui le stesse vengano infrante proprio al fine di ripristinare un equilibrio relazionale.

Nel momento in cui si crea una situazione conflittuale tra genitore e figlio, prima di passare subito alla fase delle scuse, è necessario che passi del tempo utile ad elaborare quanto accaduto in modo da capire quali siano state le occasioni specifiche in cui siano stati commessi gesti errati e quali motivazioni abbiano spinto la messa in atto di quei determinati comportamenti.

A tal proposito, nel momento in cui si creano queste situazioni un po’difficili all’interno del nucleo familiare si consiglia ai genitori di non eccedere con i rimproveri, né tantomeno di sgridare pubblicamente i loro figli ed infine sarebbe auspicabile che i padri o le madri non rinfaccino più volte l’errore commesso dalla prole onde evitare che quest’ultima provi inutili sensi di colpa.



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