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Anoressia Danni Intestino: Pericoli e Rischio Morte

Anoressia danni intestino: l'apparato digerente che va in tilt

Giuseppe Gagliano

di Giuseppe Gagliano

21 Settembre 2015

Anoressia danni intestino: l’anoressia è una piaga che si insinua nel corpo in modo capillare, colpendo organo dopo organo, non di meno anche l’intestino, messo a riposo da uno sciopero forzato ed irragionevole. Analizziamo qui i danni soprattutto a carico di questo organo vitale.

Anoressia danni intestino: la debilitazione di questo organo bersaglio.

anoressia danni intestino

L’intestino misura fino a dodici metri e in ogni tratto si definisce una diversa funzione. Il colon, per esempio, è deputato tra numerose altre funzioni al decentramento dell’acqua. Una parte viene convogliata per i normali processi biologici di scarto, ammorbidendo le feci e il resto viene indirizzato al rifornimento dei liquidi biologici nel sangue e nel plasma, fino alle ghiandole lacrimali, salivari e così via.

Una parte di esso, il colon discendente, è più soggetto ad ammalarsi, soprattutto a causa coliti ed ulcerazioni. Sono solo esempi, pur semplicistici, che fanno considerare l’importanza di soli venticinque centimetri circa di intestino sui dodici metri menzionati prima.

Anoressia danni intestino: la scarsa alimentazione debilita la totalità di questo importantissimo organo.

Le complicanze gastro-intestinali dapprima rallentano la funzioni digestiva nella quale sono racchiusi tutti i suoi compiti e, successivamente, quando le disfunzioni intestinali divengono patologiche, con un quadro molto complicato da riassettare, si presenteranno dolori per le ulcerazioni e le coliche date dal gonfiore, a sua volta causato dalla fermentazione delle feci che permangono per molto tempo nell’intestino stitico.

Questi disturbi, solitamente, scompaiono alla ripresa di un regime alimentare sufficiente e vario anche se, medesimamente agli altri organi, l’anoressia può portare ad un punto di non ritorno.

Il più delle volte, i disturbi di stipsi portano all’uso di lassativi chimici che coinvolgono la naturale peristalsi in movimenti meccanici artificiosi, dovuti ad impulsi nervosi condizionati o a lassativi osmotici che richiamano acqua nell’intestino, reperendola da altri liquidi fisiologici, dal momento che l’organismo ne è carente a causa della scarsa alimentazione.

Anoressia danni intestino

Così facendo, le mucose di tutto l’intestino vengono danneggiate e lo spessore del colon viene aumentato, irrigidendone le pareti e causando deficit in altri organi che vengono privati della necessaria idratazione.

Ricordiamo, infatti, che l’intestino fa parte di un apparato, quello gastrointestinale, nel quale  sono coinvolti anche altri organi. La stessa bocca, la lingua e l’esofago, con le loro numerose ghiandole, ne fanno parte e, una sofferenza per anoressia coinvolge, per esempio, le ghiandole salivari (abbiamo visto come l’acqua viene richiamata in modo prioritario dal colon) che si gonfiano, indolenzendosi e non funzionando più bene.

Il pancreas, a sua volta, va in sofferenza a causa della poca funzionalità dei reni che, per carenza di acqua, non espellono la milasi, un enzima prodotto dalle ghiandole salivari e dal pancreas e da altre fonti che serve alla digestione degli amidi.

anoressia danni intestino problemi

Anoressia danni intestino: un circolo vizioso.

I danni all’intestino si aggravano proporzionalmente al grado di anoressia.

Chiariamo che non è solo l’acqua che si beve ad idratare il corpo ma anche quella contenuta nei cibi, come frutta verdura, carne e altro e quindi, non mangiando, l’apporto di liquidi nel corpo viene dimezzato.

Per tornare alle pareti dell’intestino, a causa della denutrizione e, soprattutto, per la mancanza di ogni forma anche remota di grasso, cominciano ad irrigidirsi e, perdendo l’elasticità, cominciano ad ulcerarsi per poi necrotizzarsi, partendo proprio dalle pareti del colon.

Un intestino in parte necrotizzato è più soggetto a cancrene e se i tratti coinvolti sono limitati si può intervenire chirurgicamente per le resezioni o plastiche risolvendo il problema, a patto che si riveda il regime alimentare.

Nel caso in cui l’estensione è più importante, le condizioni possono divenire presto irreversibili.

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