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Ferragosto Porta Sfiga, la Sfortuna del 15 di Agosto

A Ferragosto non si deve fare niente, ecco cosa porterebbe sfortuna nella notte di mezza estate e nella giornata del 15 d'agosto, mentre l'estate si consuma

Federica Federico

di Federica Federico

15 Agosto 2015

Ferragosto porta sfiga, se lavori!”, è stata questa l’affermazione con cui, ieri, un’amico ha giustificato il suo giorno di ferie di mezza estate. In vero, nel sud Italia, esiste una radicata tradizione che vuole preservare il riposo del 15 di agosto: “a ferragosto non si deve fare niente” e lavorare porterebbe male.

In realtà questa superstizione, che come molte altre ancora si tramanda di generazione in generazione, trae origine dal rispetto verso l’Assunta, viene quindi dalla devozione religiosa. Il 15 agosto nel calendario cristiano si celebra l’Assunzione della Beata Vergine, il riposo dal lavoro è in questo senso l’interruzione delle attività come rispettosa memoria dell’ascesa della vergine al cielo e dovrebbe servire alla meditazione in nome della fede. Viceversa, nelle abitudini comuni del ferragosto,  prevale la memoria pagana delle vacanze d’Agosto nei riti festanti, e nei falò sulla spiaggia echeggia l’antica usanza dei riti purificatori di mezza estate che i contadini praticavano, appunto accendendo i fuochi, per preparare la terra ai nuovi raccolti. Il falò rappresenta ancora simbolo di buon auspici, fuoco purificatore in cui ardere il passato, sperando, poi, in u fulgido futuro.

Ferragosto, fortuna e sfortuna del 15 di Agosto

ferragosto fortuna e sfortuna

Non c’è sfortuna nelle feste in onore di Diana, divinità a cui questa festività e l’intero mese di Agosto erano anticamente ispirati. C’è invece un richiamo alla morte, evocata dal sangue, nei riti dei flagellanti, diversi quelli che in Italia si legano al 15 di Agosto.

La flagellazione come espiazione delle colpe terrene si ricollega all’assunzione perché, quando il rito avviene nel giorno dell’ascesa della madonna al cielo, in qualche modo beneficia della sua grazia ricordando la sofferenza della maternità e celebrandola.  Al contempo, tutti i riti della flagellazione, nella loro sacralità ed intesi come purificatori, si riconnettono al concetto di riposo perché il sangue, che rigenera e pulisce, deve sgorgare nelle vie senza che esse siano inquinate dal “dio denaro”, quindi ad attività commerciali e produttive chiuse.

In definitiva, non fare niente a Ferragosto è un privilegio e chi ne ha l’opportunità deve goderne, tuttavia, lavorare non porta alcuna sfiga, anzi … al giorno d’oggi è una fortuna.

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