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Bambini Terminali Curati da un Uomo che è un Angelo

Da ben 22 anni fa questo per i bambini malati

Gioela Saga

di Gioela Saga

21 Febbraio 2017

Ci sono persone che sono come angeli sulla terra, capaci di amore gratuito e dedizione verso i più deboli come verso alcuni bambini terminali. Incontrarne uno o sapere della sua esistenza è qualcosa che fa bene alla propria anima, fa riacquistare fiducia in questa umanità che spesso non ci dà di se stessa un’immagine serena e di cui essere troppo fieri.

 

Raccontare le storie di uomini di questo tipo è un onore e vale la pena condividere queste vite proprio per darne un senso maggiore per tutto, perché in ognuno di noi possa germogliare qualcosa.

Bambini terminali, c’è un angelo che si prende cura di loro

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Per prendersi cura di bambini terminali che non hanno nessuno al mondo ci vuole tanta forza e dedizione, soprattutto una forza di volontà non comune.

 

Tutto questo è quello che ha spinto un uomo ad abbracciare questa causa dal più profondo del cuore, con abnegazione assoluta.

 

E’ un uomo che vive a Los Angeles ma è un immigrato, si chiama Mohamed Bzeek, è di origine libica. Ha passato gli ultimi vent’anni a dare speranza e conforto a bambini che nessun altro avrebbe voluto e che lui ha preso sotto la sua tutela.

 

Dieci di loro sono morti nel corso degli anni e questo è stato senza dubbio devastante ma lui non si è mai scoraggiato o demotivato, anzi…questo lo ha spinto ancora di più ad aiutare chi ne avesse bisogno.

 

Quello che fa quest’uomo per i bambini terminali è un miracolo

“La chiave è che li amo come se fossero miei figli. So che sono malati, so che probabilmente moriranno ma faccio del mio meglio come essere umano e lascio il resto a Dio.”

Mohamed ha 62 anni ed è arrivato negli Stati Uniti dalla Libia come studente universitario nel 1978. Ha iniziato ad adottare il primo bambino nel 1989 e nel 1991 per la prima volta ha dovuto superare la morte di uno dei suoi figli adottivi, bambini terminali che nessun altro voleva. Ne ha adottati più di 40 anni in questi anni.

Decine di bambini terminali sono riusciti a conoscere la tenerezza di un padre grazie a lui

C’è stata la bambina che era stata avvelenata fin nel grembo materno dai pesticidi che la madre aveva inalato nella fabbrica dove lavorava ed era poi stata abbandonata alla nascita.

 

La sua spina dorsale era così deformata che doveva indossare un corsetto rinforzato giorno e notte. Era rimasta con lui per un anno…

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Un altro bambino era stato ricoverato centinaia di volte in ospedale ed era morto a soli otto anni, aveva conosciuto solo sofferenze finché Mohamed non si era preso cura di lui, del suo cuore ancora prima che delle sue malattie.

 

Fin dalla nascita soffriva della sindrome dell’intestino corto e non poteva assumere cibo normalmente.

Mohamed lo faceva sempre sedere con tutti a tavola, dopo avergli infuso il cibo con un sondino, gli dava un piatto e le postate per farlo sentire parte della famiglia come tutti gli altri.

Bambini terminali: la bimba che non sente e non vede a cui lui parla ogni giorno

 

Adesso Mohamed si sta prendendo cura di una bimba che è nata con un encefalocele, cioè parte del suo cervello esonda la scatola cranica causandole deficit motori e cognitivi gravi. La piccola ha dovuto anche subire un intervento pericoloso e molto lungo per poter asportare il tessuto esterno. E’ cieca e sorda, paraplegica e ha crisi epilettiche ogni giorno.

Questa bimba deve passare 22 ore al giorno attaccata alle macchine che la aiutano a respirare e nutrirsi. Eppure Mohamed rimane a vegliarla per ore, giorno e notte, veglia quel piccolo corpicino che lotta ogni giorno e le dà tutto il conforto di cui è capace.

 

“So che non può sentirmi, né vedermi ma io le parlo sempre – dice questo angelo – la abbraccio, gioco con lei, la accarezzo…lei a suo modo è in grado di sentire… ha un’anima, è un essere umano…”

 

Anche i dottori si sono arresi con questa bambina. Mohamed l’ha adottata che aveva solo due anni e ora ne ha sei. Se è sopravvissuta fino ad ora è solo grazie a Mohamed che le ha fatto conoscere l’affetto di una famiglia.

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Mohamed è diventato una leggenda nella sua comunità e i servizi sociali sanno ora di poter contare su di lui in modo incondizionato come pochi altri sarebbero in grado di fare.

Ecco perché quest’uomo si prende cura dei bambini terminali

C’è una ragione per cui quest’uomo è diventato l’angelo di questo bambini terminali: la sua ex moglie Dawn.

 

I due si erano conosciuti grazie ad amici comuni negli anni ’80, lei, veniva già da una famiglia che si era dedicata alle adozioni di bambini bisognosi e aveva trasmesso al marito questa forma di dedizione. Sono andati avanti a farlo anche quando proprio uno dei loro figli, Adam è nato nel 1997 con una grave forma di nanismo e fragilità ossea.

 

 

Adam ora sta studiando scienze informatiche all’università, è cresciuto in una famiglia “allargata” consapevole di avere tanti fratelli e sorelle che lo avrebbero accompagnato solo per brevi tratti di vita e ha imparato a godere dei piccoli attimi di felicità con loro: ogni secondo è prezioso quando sai quanta fatica si fa ad ottenerlo.

 

Nel 2000 la moglie Dawn aveva iniziato a soffrire di convulsioni che avevano minato fortemente tutta la sua persona e il su modo di vivere, lo stress era diventato talmente tanto che i due avevano deciso di lasciarsi nel 2013 e lei era morta un anno dopo.

 

Mohamed scoppia in lacrime in questa intervista mentre parla della moglie che non ha mai smesso di amare.

 

“Lei era più forte di me”, dice quest’uomo che dedica la sua vita a questi bambini terminali.

 

“Lei mi ha insegnato tutto, ad amarli e ad essere forte quando dovevano andarsene per sempre.”

 

 

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Fonte: Dailymail

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