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Riapertura scuole in Alto Adige: in classe col “semaforo”

Le linee guida che regoleranno la riapertura scuole in Alto Adige verranno decise in modo definitivo a Settembre, intanto si idealizzano 3 possibili scenari

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

10 Luglio 2020

In seguito all’approvazione da parte del governo delle linee guida ufficiali per un ritorno in aula il prossimo 14 settembre, le Regioni stanno provvedendo a realizzare un proprio piano per mettere in sicurezza tutti gli istituti scolastici e garantire agli alunni lezioni in presenza per l’anno scolastico 2020/2021.

Il primo ad esser stato diffuso attraverso gli organi di stampa è il piano per la riapertura scuole in Alto Adige che seguirà un modello “semaforo” basato su 3 diversi scenari, un modello che potrebbe rappresentare uno spunto per le altre Regioni.

 

Riapertura scuole in Alto Adige: in classe col “semaforo”

Riapertura scuole in Alto Adige: in classe col “semaforo” – Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso


 

Riapertura scuole in Alto Adige: in classe col “semaforo”.

 

Non potendo in alcun modo determinare con estrema certezza l’andamento della pandemia di Covid-19, tutti gli organi predisposti, finanche gli esperti del settore, non possono far altro che idealizzare possibili e diversi scenari e basare su questi le proprie decisioni senza escludere variazioni.

In virtù di quanto appena detto, per la riapertura scuole in Alto Adige sono stati individuati tre diversi scenari, ognuno dei quali classificato con un colore (verde, rosso e grigio) ispirato al funzionamento dei semafori.

 

A renderlo noto gli assessori Philipp Achammer, Giuliano Vettorato e Daniel Alfreider nel corso della conferenza stampa di fine anno scolastico 2019/2020 tenutasi lunedì 6 luglio in presenza anche dei rappresentanti degli studenti e dei genitori.

Dopo aver effettuato il bilancio di un anno scolastico svoltosi per metà in piena emergenza sanitaria, e dopo aver presentato i risultati ottenuti con la didattica a distanza, gli assessori hanno delineato le prospettive per la riapertura scuole in Alto Adige.

 

Come detto in precedenza, non essendoci alcuna certezza sull’evoluzione della pandemia di Covid-19, sono stati idealizzati tre diversi scenari, ossia 3 diverse modelli di riapertura delle scuole che variano in base all’andamento epidemiologico registrato nella Regione.

Il modello “semaforo” si sviluppa in:

 

  • Verde: scenario con contagi uguali o vicini allo zero;
  • Grigio: scenario con numero di contagi non considerato critico, paragonabile alla situazione registrata tra maggio e giugno 2020;
  • Rosso: scenario peggiore facente riferimento alla situazione di contagi registrati in pieno lockdown.

 

Riapertura scuole in Alto Adige: in classe col “semaforo”

Riapertura scuole in Alto Adige: in classe col “semaforo” – Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso


 

Ad ogni colore corrispondono delle diverse linee guida da adottare e che, pur con qualche variazione, fanno riferimento alle norme governative ufficiali realizzate sul modello del comitato tecnico scientifico. Ecco come si suddividono:

 

  •  bollino Verde:
    • mascherine sì ma solo negli spazi comuni o laddove non è possibile mantenere il distanziamento;
    • rispetto delle norme sull’igiene e sul divieto di assembramento;
  • bollino Grigio:
    • Mascherine obbligatorie per alunni e docenti in tutti gli spazi della scuola, anche in aula, e distanziamento interpersonale di 1 metro;
    • Rispetto delle linee guida di emergenza adottate dall’istituto scolastico, ad esempio ingressi scaglionati, lezioni inferiori a 60 minuti, spazi aggiuntivi, ecc.;
  • bollino Rosso: chiusura delle scuole e introduzione della DAD.

 

Il piano della riapertura scuole in Alto Adige – la provincia di Bolzano ha anticipato il ritorno in classe al 7 Settembre – comprende tante idee e diverse linee guida che potranno concretizzarsi e diventare definitive solo in prossimità dell’inizio del nuovo anno scolastico, ovvero quando l’andamento epidemiologico di quel periodo potrà essere valutato al meglio al fine di poter garantire la sicurezza degli alunni, grandi e piccoli, e del corpo docenti.

E chissà che questo non possa diventare un modello per altre Regioni che stanno ancora elaborando un piano per la riapertura delle scuole.

 
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Fonte:  Provincia.bz.it

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