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Cartoni animati anni 80: i più tristi e deprimenti della nostra infanzia

Ma quanto erano tristi e deprimenti i cartoni animati anni 80? E quante angherie e disgrazie erano costretti a subire gli sfortunati protagonisti? Una valle di lacrime…

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

17 Luglio 2020

“Mamma quali erano i cartoni animati che tu e papà vedevate da piccoli?”.

 

Ogni volta che i miei figli hanno posto questa domanda, mi sono ritrovata a fare un vero e proprio tuffo nel passato, rivivendo i ricordi legati ai miei cartoni animati preferiti e riflettendo su particolari e curiosità che da piccola non potevo di certo notare.

Una fra tutte la grande sfortuna, anche se chiamarla così è davvero riduttivo, dei personaggi protagonisti di alcuni dei più noti e popolari cartoni animati anni 80, che hanno dovuto subire e sopportare ogni possibile angheria o disgrazia nel corso della loro giovane vita.

 

La tristezza dei cartoni animati anni 80

La tristezza dei cartoni animati anni 80 – Fonte immagini 123rf.com con licenza d’uso


 

La tristezza dei cartoni animati anni 80.

 

A differenza delle più moderne animazioni, i cartoni animati trasmessi nel nostro Paese negli anni ‘80 e ’90, quasi tutti “made in Japan”, subivano una netta classificazione: combattimenti e guerre per lui (meglio se fatte da robot) e storie strappalacrime per lei.

Visti con l’occhio critico di un adulto, i cartoon dedicati al pubblico femminile potevano essere paragonati senza alcun margine di errore alle più lacrimevoli e contorte telenovelas, ossia i teleromanzi realizzati soprattutto in America Latina che tanto piacevano alle nostre nonne (e che venivano trasmessi nello stesso periodo).

 
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Salvo qualche eccezione infatti le storie delle telenovele e dei cartoni animati anni 80 si articolavano sempre attorno ai medesimi e comuni elementi:

 

  • Una ragazza come protagonista;
  • Un/una antagonista mossoa da gelosia o invidia;
  • Un grande amore tormentato;
  • Un susseguirsi di inganni, disgrazie e ogni sorta di disavventura che possa capitare ad un essere umano.

 

In altre parole la mia generazione è cresciuta seguendo delle sfigatissime bambine/ragazze che hanno dovuto subire di tutto e di più prima di poter avere il loro lieto fine, sempre ammesso che questo ci fosse.

 

I cartoni animati anni 80 più tristi e deprimenti della nostra infanzia.

 

Ho raccolto qui di seguito quelli che personalmente reputo essere i cartoon “made in Japan” più struggenti e strazianti legati alla mia infanzia non effettuando però alcuna classifica in quanto li ritengo tutti a pari merito.

 

Cartoni animati anni 80 più tristi: Candy Candy. Trasmesso in Italia dal 1980, questo cartoon ha come protagonista Candy, orfanella ritrovata nei pressi dell’orfanotrofio “Casa di Pony” insieme ad un’altra sfortunata bambina, la piccola Annie. Le due diventano amiche/sorelle ma vengono presto separate dopo l’adozione di Annie.

Anche Candy verrà in seguito adottata dalla famiglia Legan ma questi la costringono a fare da cameriera e vivere nelle stalle, subendo ogni possibile angheria da parte dei suoi fratellastri, Iriza e Neal.

 

Da quel momento in poi la sua vita sarà un susseguirsi di brevi momenti felici (l’amicizia con Archie, Stear e Patty, il ricongiungimento con Annie nel collegio di Londra e il legame sentimentale con Terence) con disgrazie e avvenimenti scioccanti, tra cui la morte di Anthony, suo primo amore, e la definitiva rinuncia a Terence che, per evitare il suicidio di Susanna, una collega attrice innamorata folle del ragazzo, decide di rinunciare per sempre all’amore che prova per Candy.

 

La tristezza dei cartoni animati anni 80

La tristezza dei cartoni animati anni 80 – L’addio tra Candy e Terence


 

Nonostante ciò arriva il lieto fine, dopo 20 anni Candy, diventata una brava infermiera, torna alla Casa di Pony e apprende da Annie della separazione di Terence e Susanna, una notizia che riaccende in lei una speranza.

 

Cartoni animati anni 80 più tristi: Lovely Sara. Trasmesso per la prima volta in Italia nel 1986, questo cartoon è tratto dal romanzo “La piccola principessa” di Frances Hodgson Burnett. Protagonista la 10enne Sara Morris, orfana di madre e molto legata al padre, un uomo molto facoltoso che decide di ripartire per l’India lasciando la figlia in un collegio di Londra promettendole di ritornare presto.

La serie di sfortunati eventi che colpiranno la piccola Sara avranno inizio nel giorno del suo compleanno, quando le verrà comunicata la morte del padre e la perdita di tutti i suoi averi. Caduta improvvisamente in miseria, la bambina resta nel collegio per volere della direttrice Miss Minci che la assume come serva e sguattera, costringendola a fare i lavori più pesanti ed umili.

 

La tristezza dei cartoni animati anni 80

La tristezza dei cartoni animati anni 80 – Lovely Sara


 

Durante questo periodo sarà costretta a subire i dispetti, che oggi definiremmo atti di bullismo, da parte dell’ex compagna di classe Lavinia, nonché le punizioni che le infliggerà Miss Minci, angherie che tuttavia non le faranno perdere la sua immensa bontà e dolcezza.

Anche per Sara ci sarà il lieto fine, ritrovata dall’ex amico del padre, arricchitosi con l’affare fatto da quest’ultimo, riacquisterà il patrimonio perduto che condividerà sia con il collegio, al quale effettuerà una consistente donazione, che con le persone che l’hanno aiutata nei momenti più difficili, prima fra tutti Becky che da sguattera del collegio diventerà sua amica e dama di compagnia.

 

Cartoni animati anni 80 più tristi: Milly un giorno dopo l’altro. Trasmesso in Italia nel 1989, il cartoon narra la storia della piccola Milly, una bambina di soli 5 anni che perde la madre in un incidente d’auto mentre entrambe si recano a conoscere il padre della bambina, un ricco visconte. Accolta dal padre, Milly faticherà a conquistare l’amore della sorellastra Sarah, anche lei orfana di madre, che inizialmente si mostra diffidente nei confronti della piccola, convinta che le possa rubare l’affetto del papà.

Una volta unite, le due sorelle si ritrovano a dover affrontare i nuovi conviventi, la baronessa Magdalene Wavebury, che spera di sposare il padre delle ragazze, ed i suoi perfidi e viziatissimi figli, Thomas e Mary.

 

La tristezza dei cartoni animati anni 80

La tristezza dei cartoni animati anni 80 – Milly un giorno dopo l’altro


 

Grazie al rifiuto del padre di convolare a nozze con la baronessa, Milly e Sarah riescono ad evitare una vita di soprusi e cattiverie che la donna avrebbe inflitto loro ma vengono separate in seguito alla perdita della loro casa per bancarotta. Segue un periodo scolastico non proprio facile per Milly che dovrà affrontare la cattiveria e l’invidia delle sue compagne di classe, pronte a renderle la vita difficile e non priva di impervi ostacoli.

 

Cartoni animati anni 80 più tristi: Georgie. Trasmesso in Italia dal 1984, racconta la triste e tormentata vita della piccola Georgie che, orfana di madre, viene adottata da una famiglia di agricoltori australiani e cresciuta come loro figlia, del tutto ignara del suo passato e del fatto che il padre fosse un deportato. Ancora bambina, vede morire il padre adottivo dopo che questi tenta di salvarla da un incidente.

L’accaduto aumenterà il rancore che la madre adottiva prova nei suoi confronti, un risentimento che esploderà quando questa verrà a sapere che entrambi i figli, Abel e Arthur, si sono innamorati della giovane e per questo entrati in competizione.

Nel contempo Georgie si innamorerà di un giovane aristocratico, Lowell, già promesso sposo di Elisa, nipote di un Duca, un amore che porterà la madre adottiva a rivelarle la verità sul suo passato e a mandarla via di casa.

 

La tristezza dei cartoni animati anni 80

La tristezza dei cartoni animati anni 80 – Georgie da piccola


 

Le conseguenze saranno drastiche per tutti: la donna morirà di crepacuore, i due fratelli seguiranno la ragazza a Londra, Georgie ritroverà suo padre ma dovrà rinunciare per sempre all’amore di Lowell, malato di tubercolosi, e Arthur verrà sequestrato e da coloro che hanno incastrato il padre di Georgie.

Il finale del cartone trasmesso in tv è diverso da quello raccontato nel manga. Nel primo caso, dopo aver riabilitato il nome del padre, Georgie torna in Australia con i due fratelli per vivere con loro nella fattoria di famiglia, nella seconda versione invece Arthur, durante il periodo del sequestro, verrà drogato ma, una volta liberato dai fratelli, si getterà nelle acqua del Tamigi e sarà dato per disperso. Abel invece prenderà il posto del fratello ma verrà arrestato dopo esser riuscito ad uccidere il loro aguzzino. Morirà diversi giorni dopo ma non prima di aver trascorso una notte di passione con Georgie e scoprire, in punto di morte, che questa è incinta di suo figlio. Una volta diventata mamma, la giovane torna in Australia e qui ritrova il fratello Arthur creduto scomparso ma salvatosi miracolosamente. La coppia decide di restare insieme e crescere il piccolo Abel jr.

 

Cartoni animati anni 80 più tristi: Sui monti con Annette. Trasmesso per la prima volta in Italia nel 1985, questo cartone racconta la storia della piccola Annette, rimasta orfana di madre all’età di 7 anni (la donna morirà di parto dando alla luce il secondogenito Dany).

I veri guai per la protagonista arrivano all’età di 12 anni quando, in seguito ad un brutto litigio tra il fratellino e il suo migliore amico, il giovane Lucien, Dany precipita in un dirupo fratturandosi una gamba, un incidente che lo costringerà a dover usare le stampelle a vita. Da quel momento Annette coverà un forte rancore ed un profondo odio per Lucien che verrà sempre più emarginato, anche dai compagni di classe.

 

La tristezza dei cartoni animati anni 80

La tristezza dei cartoni animati anni 80 – Sui monti con Annette


 

Il resto della storia si articola sul loro tormentato rapporto e sul risentimento provato dalla ragazza che riuscirà a trovare pace solo quando Lucien, dopo aver sfidato una tormenta di neve, rintraccerà un bravo e famoso medico che opererà Dany riuscendo a farlo camminare di nuovo.

 

Cartoni animati anni 80 più tristi: Remi – Le sue avventure. Trasmesso in Italia nel 1979, le avventure del piccole Remi sono tratte dal romanzo “Senza famiglia” di Hector Malot. Seppur la storia abbia un clamoroso lieto fine (dopo diverse peripezie Remi riesce a ritrovare e riabbracciare la sua vera madre), il cartone è divenuto noto per tutte le disgrazie (e sono davvero tante – ndr) che il bambino ha dovuto affrontare.

Nato da una nobile famiglia inglese, Remi viene rapito in fasce ed abbandonato a Parigi, in Francia. Qui viene trovato e adottato dalla famiglia Barberin che in seguito, quando il bambino avrà raggiunto l’età di 8 anni, si vedrà costretta a cederlo ad compagnia artistica ambulante perché caduti in miseria.

 
La tristezza dei cartoni animati anni 80
 

Integratosi pienamente nella compagnia, Remi verrà dapprima separato dal signor Vitali per 2 mesi, a seguito dell’arresto di quest’ultimo, per poi perderlo definitivamente, insieme al resto della compagnia ambulante (due cani e una scimmietta), per assideramento dopo ben 2 tempeste di neve.

Salvato e curato dalla famiglia Acquin, Remi dovrà rinunciare anche a loro che, ormai pieni di debiti, saranno costretti a dividere i figli tra i vari parenti, non trovando però posto per il ragazzo trovatello. Seguiranno ulteriori peripezie, tra cui anche un ingiusto arresto, che porteranno Remi a ricongiungersi alla sua vera madre.

 

Cartoni animati anni 80 più tristi: Lady Oscar. Nato come manga nel 1972, Lady Oscar ebbe successo in Italia e in diversi paesi europei grazie al cartone animato trasmesso a partire dal 1982.

Siamo in Francia, nel periodo prerivoluzionario, una giovanissima Maria Antonietta d’Austria, promessa sposa di Luigi Augusto, nipote di Luigi XV, si trasferisce a Versailles dove fa la conoscenza del comandante della Guardia Reale Oscar François de Jarjayes, che in seguito diventerà sua amica. Oscar, nata donna ma cresciuta ed educata come un uomo, a sua volta avrà sempre al suo fianco André Grandier, suo attendente, nonché amico e confidente, da sempre segretamente innamorato di lei.

Il cartone animato si articola attorno alle vicende di corte, in particolar modo gli intrighi di palazzo che minano la solidità dei sovrani di Francia, e quelle del popolo, sempre più scontento della monarchia e propenso ad atti rivoluzionari.

 

La tristezza dei cartoni animati anni 80

La tristezza dei cartoni animati anni 80 – Lady Oscar


 

In un clima non propriamente felice, Oscar procede nella carriera militare restando fedele alla Corona di Francia fino al momento in cui, dopo una delusione d’amore – si innamora del conte Fersen ma lo svedese è innamorato di Maria Antonietta che ricambia tali sentimenti – decide e ottiene l’incarico di comandante del reggimento delle Guardie Francesi di Parigi.

Seguita da André, che le ha dichiarato il suo amore, dopo un primo tentennamento decide di iniziare una nuova vita con lui e di guidare le guardie schierandosi dalla parte del popolo, ormai deciso a ribellarsi contro i sovrani.

Cieco ad un occhio e prossimo a perdere completamente la vista, André verrà ucciso durante un agguato cittadino avvenuto il 13 luglio del 1789. Il mattino seguente, noto come il giorno della presa della Bastiglia, Oscar, malata di tubercolosi, verrà colpita ed uccisa mentre ordina alle sue guardie di assaltare la grande fortezza parigina.

 
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