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Fabio Pardini: racconta del secondo trapianto di Elisa

Fabio Pardini è un papà coraggioso ricordando la sua Elisa insegna a tutti noi l'importanza della donazione di midollo, della ricerca e della considerazione dei bimbi malati.

Federica Federico

di Federica Federico

30 Novembre 2020

C’è un angelo nel paradiso dei bambini di nome Elisa, lo scorso aprile, il suo papà Fabio Pardini l’ha vista mettere le ali e prendere la via del cielo troppo dolorosamente, come a nessun bambino dovrebbe mai accadere di soffrire.

 

Lasciar andare Elisa, riportarla a casa in una bara bianca per metterla a dormire in una tomba, aver vissuto la leucemia, i trapianti di midollo, le speranze infrante e la peggiore sofferenza: questo è quanto hanno fatto i genitori di questa bimba, papà Fabio e mamma SabinaE tutto questo non può esaurirsi nel silenzio.

 

 

Fabio Pardini, papà di Elisa

Foto di Fabio Pardini, papà di Elisa.
Fonte immagine: Facebook.

 

Ad Elisa nessuno può dire addio e papà Fabio Pardini lo sa bene.

 

Fabio continua a parlare di sua figlia Elisa, lo fa col cuore in frantumi perché il volto e il nome di questa bimba squarcino il velo dell’indifferenza verso i bambini malati, costretti nell’isolamento degli ospedali, figli di genitori umanamente azzerati dal bisogno materiale di prestare le cure necessarie.

 

Il 28 novembre è stata una giornata di memoria per Fabio Pardini:

infatti in questo giorno di un anno fa, il 28 novembre 2019, a Elisa veniva infuso un secondo trapianto di cellule staminali, partiva il suo percorso verso un altro trapianto di  midollo osseo.

 

Per mesi, con ogni mezzo possibile, papà Fabio Pardini era andato alla ricerca di un nuovo donatore, ma la sfortuna ha voluto che, malgrado il grande numero di risposte, non sia stato trovato nessuno e quindi la procedura avviata quel 28 novembre aveva ad oggetto il materiale organico  dello stesso donatore del primo trapianto.

Medici e genitori sapevano che il primo trapianto era già fallito, erano consapevoli di provare a ricostruire sul dolore e la disillusione, peraltro con gli stessi strumenti. Tuttavia, non potendo fare altrimenti, a Elisa vennero nuovamente trapiantate le stesse cellule dallo stesso donatore, le medesime prelevate la prima volta e sin da allora congelante.

 

Fabio Pardini fa sapere oggi, attraverso la sua pagina Facebook ,che non fu mai richiamato lo stesso donatore del primo trapianto, sottolineando che la cosa che avrebbe fatto sperare in cellule fresche.

In occasione del secondo trapianto di Elisa, furono i medici che si occupavano del caso a consigliare alla famiglia di non dare assolutamente notizia della data del trattamento.

 

Quello che intendevano evitare era il caos mediatico, del resto la rete era stata fortemente sollecitata dagli appelli per la ricerca di un altro donatore.

 

Purtroppo il tanto sperato donatore compatibile, nuovo, diverso da quello del primo trapianto e con cellule fresche, non si è mai trovato, pochi mesi dopo, il 9 aprile,  è accaduto l’irreparabile: Elisa è volata in cielo.

La sua morte è avvenuta con una sofferenza inimmaginabile.

 

Vitadamamma oggi vi chiede non solo una preghiera per Elisa, ma vorrei anche suggerire una riflessione: grazie a papà coraggiosi come Fabio Pardini si parla in rete di argomenti tanto scottanti, abbiate cura di considerare il dolore di queste creature come personale e se età e salute ve lo permettono diventate donatori.



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