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Nuova Ricetta Elettronica dal 1° Marzo in Tutta Italia

di Gioela Saga

01 Marzo 2016

Dal 1° marzo 2016 entra in vigore sul tutto territorio nazionale la nuova ricetta elettronica, si tratta di una piccola rivoluzione burocratica nel campo sanitario che potrebbe portare notevoli vantaggi all’assistito. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, come funziona con vantaggi e cambiamenti.

Nuova ricetta elettronica al via dal 1° di marzo

nuova ricetta elettronica dal primo marzo

Il decreto relativo alla nuova ricetta elettronica aveva visto la luce già tre anni fa ma, come sempre quando vi sono queste piccole rivoluzioni, bisogna dare il tempo giusto per provvedere ai necessari adeguamenti soprattutto tecnologici e digitali. In questi anni, a parte qualche rara eccezione, quasi tutti i medici e le farmacie si sono attrezzate con un computer e un collegamento internet che verranno sfruttati per garantire maggiore sicurezza e velocità nella trasmissione dei dati e nella compilazione della ricetta.

La nuova ricetta elettronica sostituirà in modo completo la vecchia ricetta rossa cartacea che siamo abituati a ricevere brevi manu dal medico.

Nuova ricetta elettronica, come funzionerà in pratica e cosa cambia?

Di fatto, con la nuova ricetta elettronica, quando abbiamo bisogno di una medicina, il medico di famiglia ne compilerà una on line a nostro nome e questa entrerà in una banca dati protetta e accessibile in qualsiasi farmacia sul territorio nazionale. In una prima fase il medico ci darà un piccolo foglietto di promemoria con un codice corrispondente alla prescrizione del medio. Basterà recarsi in farmacia e richiedere la medicina con il suddetto codice. Quando il sistema sarà ingranato perfettamente, si presume a fine 2017, sparirà anche questo piccolo tagliandino intermedio che ci viene dato.

nuova ricetta elettronica dal primo marzo

La validità della nuova ricetta elettronica dunque non è più solo regionale ma nazionale, il ticket che può variare di regione in regione si calcola in base alla regione di emissione della ricetta stessa.

Questa procedura assicura un minor uso di carta dunque un vantaggio ambientale ed economico non indifferente, inoltre non si rischia di perdere nulla, è garantita in ogni momento la tracciabilità della ricetta e soprattutto si tutela il sistema sanitario nazionale dal numero di ricette false o contraffatte anche a seguito di furti di ricettari che è sempre in aumento. Anche la burocrazia viene snellita senza più il bisosgno di vidimare i blocchetti rossi e spedirli alla Asl da parte del medico.

Pare che si garantisca la possibilità di recuperare i dati, ovvero la ricetta, anche in caso di di malfunzionamenti di internet o assenza di linea momentanea dovuta a guasti di ogni tipo.

Inoltre, soprattuto per chi assume sempre gli stessi farmaci con regolarità, potrebbe essere ancora più vantaggioso tagliando anche i tempi di attesa e le file dai medici: basterà mandare una mail per la richiesta del farmaco e attendere l’eventuale conferma del medico che spedirà la nuova ricetta elettronica nella banca dati destinata alle farmacie.

Le ricette emesse fino al 29 febbraio sono comunque valide con le stesse modalità e tempi che erano in vigore al momento dell’emissione.

La perplessità sulla nuova ricetta elettronica

Ormai ci siamo abituati o ci stiamo abituando al fatto che tutto diventa digitalizzato, dall’iscrizione on line per la scuola dei nostri figli a questa nuova ricetta elettronica. I vantaggi evidenti ci sono ma, da parte di alcune associazioni di medici vi sono anche alcune perplessità sulla mole di lavoro che si troverebbero a fare davanti al pc. Del resto la parte burocratica della professione medica esisteva anche prima ma pare che così la mole di dati e cavilli per esenzioni ticket che si troverebbero a gestire aumenterebbe, sottraendo tempo ed energie per la parte attiva della professione, ovvero le visite agli assistiti.

Si ricorda anche che, da questa nuova ricetta elettronica, almeno per questa prima fase di assestamento, sono esclusi alcuni farmaci come gli stupefacenti, l’ossigeno e medicinali che possono essere ritirati solo in base ad un piano terapeutico stabilito da un centro specialistico.

Fonte: Corriere della Sera



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