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La Bella e la Bestia: un Film che Parla di Perdono

di Federica Federico

27 Marzo 2017

Ieri sera mia figlia ed io siamo andate a vedere la Bella e la Bestia, quando si tratta di principesse e storie d’amore noi due non perdiamo mai l’occasione di sognare sulla poltrona del cinema.

Questa mattina credevo di scrivere un articolo sulle innumerevoli ragioni per portare i bimbi a vedere il film, e a dire il vero di buone ragioni per vederlo insieme ai figli ce ne sono tantissime!

Tuttavia il caso ha voluto che le mie riflessioni da mamma si siano forzatamente spostate su un altro piano forse più sociale, importante e coinvolgente: l’educazione dei bambini al perdono.

La Bella e la Bestia è in apparenza una favola che parla d’amore ma nella sostanza la morale più profonda che porta con se è il perdono.

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  • Belle perdona la Bestia per averla imprigionata e lo fa prima di amarla;
  • il padre perdona Belle per aver preso il suo posto nella prigione della Bestia e pur di salvarla mette a rischio la sua vita;
  • Belle perdona il padre per averle nascosto la verità sulla madre e in cuor suo lo fa prima di scoprire il perché delle sue omissioni e dei suoi non detti;
  • la servitù della Bestia perdona il principe per il suo egoismo anche se lui stesso ha determinato una condanna ricaduta su tutto il castello;
  • persino la strega perdona le Bestia restituendo alla rosa i petali ormai caduti e al principe il tempo oramai perduto.

Il perdono è la ragione stessa per cui l’amore tra la Bella e la Bestia riesce a farsi spazio fra i ruggiti dell’animale arrivando a superare il suo aspetto feroce.

Il momento determinante del film risiede nell’assalto al castello: Belle giura alla cittadinanza, capeggiata da Gaston, che la Bestia è buona e non malvagia, ospitale e non ostile, viva e vera e non mostruosa e malefica, eppure armati di fiaccole, forconi, pistole e spade tutti i normali muovono contro il diverso.

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Gaston ha per parte sua un secondo fine (spesso l’animo umano è animato da un fine egoistico e personale che spinge e muove il fine apparente): lui vuole Belle e desidera possederla indipendentemente dai sentimenti di lei.

 

Mentre il popolo si muove contro il castello, sulle guglie la Bestia piange l’amore di Belle, non è pentita di averla lasciata libera ma sente nel cuore il dolore del distacco, del resto è questo quello che fa l’amore: chi ama soffre di nostalgia.

 

Belle fugge a cavallo nel tentativo di raggiungere il castello prima degli assalitori per poter avvertire la Bestia di un pericolo già imminente.

La Bella e la Bestia si trovano su quelle guglie quando l’assalto è già iniziato e quando Gaston stesso ha già raggiunto la vetta del castello.

La Bestia capisce che Belle non è parte di quel tentativo di prendere possesso dell’edificio e distruggerlo, per la prima volta quell’essere immondo si sente protetto e considerato.

 

Durante lo scontro con Gaston la Bestia ha la meglio ma mentre lo tiene per il collo e sospeso nel vuoto prevale il cuore del principe e dinanzi alle suppliche di perdono dell’uomo la Bestia gli fa salva la vita, lo scaglia in terra e gli ordina di andarsene.

Gaston apparentemente asseconda il volere della Bestia, ma quando questi raggiunge Belle e abbassa la guardia l’uomo gli spara alla spalle ferendolo mortalmente.

 

Il fato vuole che l’arco tra due guglie su cui Gason si trovava cede e l’uomo, dopo aver sparato il secondo colpo mortale alle spalle della Bestia, cade nel vuoto.

C’è qualche cosa di magico nel grande schermo … scoprirlo insieme fa bene al 💚😍 #principessamia felice👑

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E’ stato in questo momento che nel cinema dov’eravamo sedute mia figlia ed io, è accaduto qualche cosa di inaspettato:

un cospicuo numero di bambini, che in sala era arrivato in massa accompagnato da qualche genitore, ha preso a battere le mani e a esultare per la morte di Gaston, lo stesso hanno fatto gli adulti che erano con loro.

Questo stadio echeggiava alla morte, per quanto rappresentata in una finzione cinematografica. La mia bambina è rimasta attonita e io pure.

Questa scena dalla sala, ovvero questa scena dalla vita reale, mi ha colpita più del film steso e mi ha fatto riflettere sulla necessità di educare i bambini al perdono e rieducare gli adulti alla misericordia che non è un sentimento bigotto!

 

Perdonare vuol dire limitare il proprio ego comprendendo che seppur possiamo giudicare non è nostro compito stabilire le sorti altrui, godere delle altrui sventure o considerare il male parte di un equilibrio divino.

Il mondo potrà essere migliore solo se e quando saranno migliori i cuori degli uomini e l’educazione dei bambini volgerà alla comprensione e al bene. La Bella e la Bestia insegna a guardare oltre il proprio giudizio.

Ma resta inutile portare i figli a vedere questo film se i genitori che pagano il biglietto non sono in grado di ispirare la propria vita e quella dei loro bambini alla bontà.



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