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Scarlattina: sintomi, contagio e cure in bambini e adulti

di Carla Gozzer

27 Aprile 2023

scarlattina sintomi: che cos’è e come si prende

Scarlattina sintomi: che cos’è e come si prende – La scarlattina è una malattia infettiva, a trasmissione aerea, tipica dell’età pediatrica. Provoca un esantema, cioè eruzione cutanea diffusa. È più frequente nei mesi invernali e in primavera, da dicembre ad aprile, e colpisce principalmente i bambini tra i 5 e 15 anni.

Che cos’è la scarlattina

La scarlattina è una delle malattie esantematiche che possono contagiare i nostri figli: prende il nome dall’eritema scarlatto che si presenta sulla pelle ed è causato da una tossina pirogenica prodotta dall’agente infettivo.

 

La scarlattina infatti è causata da uno streptococco beta emolitico di gruppo A chiamato Streptococcus pyogenes. Non tutte le infezioni di questo patogeno si risolvono con la comparsa dell’eritema: questo dipende dal ceppo dello streptococco e anche dalla sensibilità personale alla tossina prodotta.

 

Non è raro che infatti il caso di due bimbi contagiati allo stesso modo in cui uno sviluppa la scarlattina e l’altro presenti invece una faringite batterica.

Come si prende la scarlattina

La scarlattina è una malattia relativamente contagiosa. Si trasmette attraverso la saliva, in quanto lo streptococco è presente nell’aerosol respiratorio, cioè nelle minuscole goccioline espulse mentre si parla o quando si starnutisce o si tossisce.

 

L’agente eziologico della malattia è un batterio che resiste anche al di fuori dell’organismo per diverso tempo, soprattutto in ambienti caldi e umidi e poco arieggiati.

Per questo è possibile:

  • una possibile trasmissione diretta, rimanendo a stretto contatto con un malato;
  • una trasmissione indiretta: attraverso il contatto di oggetti contaminati, come asciugamani, giocattoli, libri e vestiti.
 

L’incubazione della scarlattina, cioè il tempo che trascorre tra l’esposizione al patogeno e la comparsa effettiva dei sintomi, varia tra 1-2 giorni fino ad un massimo di 7 giorni e si è contagiosi già 24-48 ore prima della comparsa dei sintomi.

Come si manifesta la scarlattina: sintomi

La prima manifestazione della scarlattina è un forte mal di gola persistente che impedisce la deglutizione. Spesso può essere accompagnato da altri sintomi come:

  • febbre alta (39-40°)
  • brividi
  • mal di testa
  • mal di stomaco
  • vomito
  • linfonodi del collo e della bocca ingrossati.

LA FASE ESANTEMICA

L’eritema compare circa 12-48 ore dopo l’esordio del mal di gola.

 

Il viso può diventare rosso ad eccezione per la zona intorno al naso, alla bocca e al mento che risulta estremamente pallida per il contrasto. È una disposizione sul volto tipica della scarlattina e prende anche il nome di maschera di Filatov o maschera scarlattinosa.

 

La pelle del corpo invece presenta un arrossamento puntiforme uniforme e generalizzato, spesso sul torace, sugli arti e più evidente nella zona ascellare, in quella inguinale e nella parte interna dei gomiti e delle cosce. L’esantema non si presenta sui palmi delle mani e dei piedi a differenza di altre malattie esantematiche.

 

Se si preme delicatamente con un dito o il fondo di un bicchiere, la pelle si schiarisce per tornare subito dopo rossa come prima. Sempre al tatto, la pelle risulta ruvida come la carta vetrata. Questo esantema è dato appunto dalla reazione del corpo all’esotossina prodotta dall’agente infettivo.

 

Dopo 3-5 giorni dall’esordio il rush cutaneo si attenua e inizia la cosiddetta fase desquamativa: la pelle irritata si sfalda per essere sostituita da quella nuova e sana. Questo processo può durare anche due settimane e può provocare un forte prurito.

 
scarlattina sintomi: che cos’è e come si prende
La lingua dei bimbi con la scarlattina presenta un caratteristico aspetto “a fragola” o ” a lampone”

LA LINGUA

Agli esordi della malattia può comparire sulla lingua una sottile patina bianca che si sviluppa dal centro fino all’apice. Successivamente questa condizione evolve lasciando la mucosa molto arrossata con alcune papille gonfie e protrudenti (ipertrofiche) che ricorda proprio una fragola sia come colore che come aspetto.

 

Infatti una caratteristica della scarlattina è la cosiddetta “lingua a fragola”, più raramente chiamata anche a lampone.

 

DIAGNOSI E CURA

In caso di improvviso rush cutaneo accompagnato da febbre e mal di gola è necessario chiamare il pediatra che visiterà il piccolo malato. Un medico accorto saprà riconoscere la scarlattina dai sintomi caratteristici come l’aspetto dell’esantema, della lingua e la presenza di linfonodi ingrossati.

 

In caso di dubbio, potrà chiedere ai genitori di effettuare un tampone faringeo alla ricerca dello streptococco. È un esame non invasivo: con un tampone si gratta il fondo della gola e successivamente si analizza con un test rapido o un esame colturale per rilevare la presenza del patogeno.

 

Richiedere il dosaggio per il TAS (titolo anti-streptolisinico) ovvero la conta degli anticorpi contro la streptolisina dello streptococco invece non è utile ai fini diagnostici.

 

Come si legge sul sito dell’Ospedale Bambin Gesù:

“I livelli di anticorpi contro la streptolisina (TAS) cominciano ad aumentare dopo circa 1-3 settimane dall’infezione da Streptococco, raggiungono un picco massimo dopo 3-5 settimane e si riducono in modo progressivo nei successivi 6-12 mesi. (….)La presenza di valori elevati di TAS è invece un indicatore di pregressa infezione da Streptococco e quindi strumento utile nella diagnosi delle complicanze tardive dell’infezione.”

 

COME SI CURA

Per curare e guarire la scarlattina è necessario il trattamento con antibiotici (spesso della famiglia delle penicilline, come l’amoxicillina con l’acido clavulanico) preso per 10 giorni o comunque secondo le indicazioni del proprio medico o pediatra. Solo il medico infatti può prescrivere l’antibiotico.

 

È importante non interrompere la terapia prima del tempo stabilito dal pediatra anche se i sintomi sono scomparsi per evitare possibili ricadute o complicazioni tardive.

 

Infatti sebbene sia difficile prendere più di una volta la scarlattina, non è impossibile essere contagiati di nuovo dallo streptococco, anche senza lo sviluppo dell’esantema.

 

La terapia antibiotica serve anche a ridurre la contagiosità del malato. Secondo le indicazioni della Società Italiana di Pediatria, il bambino affetto da scarlattina può tornare a scuola già dopo 48 ore di trattamento antibiotico.

 
scarlattina sintomi: che cos’è e come si prende
La dottoressa esamina la gola, la lingua e i linfonodi nel caso di mal di gola legato alla scarlattina.

È possibile somministrare antipiretici o antinfiammatori per abbassare la temperatura, come il paracetamolo o l’ibuprofene.

 
 

Il prurito può essere molto fastidioso per un bambino: è opportuno controllare che le unghie delle mani siano abbastanza corte per evitare graffi e il rischio di ulteriori infezioni. Inoltre è consigliato consultarsi con il proprio medico anche per l’utilizzo di creme lenitive o antistaminici.

 

LA TERAPIA ANTIBIOTICA RIDUCE IL RISCHIO DI COMPLICANZE

In passato, prima della scoperta e dell’utilizzo degli antibiotici, la scarlattina era una malattia potenzialmente mortale: per esempio la piccola Beth March, del romanzo Piccole Donne di L. May. Alcott, muore dopo aver contratto la scarlattina e averne subito alcune complicazioni tardive.

 

Se non adeguatamente curata infatti questa malattia può avere ripercussioni in altri distretti del corpo sia nel corso dell’infezione che dopo diverso tempo.

 

Lo streptococco infatti può provocare tonsilliti o percorrere le vie respiratorie e causare sinusiti, otiti o polmoniti.

 

Di altra entità sono invece le complicanze tardive che possono presentarsi dopo settimane: sono causate da anticorpi prodotti dal corpo stesso contro il batterio, ma che attaccano per errore alcuni distretti del proprio organismo. Lo streptococco presenta infatti alcune componenti che assomigliano molto a strutture presenti sulle valvole cardiache, sulle giunzioni articolari e altri organi.

 

“La complicazioni post-infettive della scarlattina sono oggigiorno rare e comprendono la malattia reumatica (febbre reumatica) che colpisce le valvole cardiache e le articolazioni, la glomerulonefrite che colpisce i reni e la corea di Sydenham che colpisce il sistema nervoso provocando movimenti involontari di braccia e gambe (il cosiddetto ballo di San Vito).”

(da Scarlattina: disturbi, cause e cura – ISSalute )

 

COME SI PREVIENE LA SCARLATTINA

Purtroppo non esiste un vaccino per la scarlattina, ma in caso di contagio è consigliato adottare alcuni accorgimenti per evitare il diffondersi della malattia e lo sviluppo di focolai:

  • limitare i contatti sociali: non andare a scuola (o al lavoro) prima delle 48h dall’inizio della terapia antibiotica;
  • limitare le interazioni e gli scambi con gli altri componenti della famiglia, per esempio differenziando i giochi da utilizzare;
  • evitare la permanenza in luoghi chiusi in presenza di un malato senza un adeguato ricambio di aria;
  • lavare con il sapone gli oggetti, i vestiti e i giochi dopo l’uso, se questi devono essere usati da più bambini;
  • lavarsi spesso e accuratamente le mani: vale sia per chi è contagiato che per chi lo assiste;
  • utilizzare fazzolettini da buttare immediatamente dopo l’uso: la scarlattina si diffonde con le piccole goccioline espulse tossendo o starnutendo.
 
Scarlattina: sintomi, contagio e cure in bambini e adulti
Consigli pratici per un adulto o una donna incinta con la scarlattina

Scarlattina negli adulti

La scarlattina non dà immunità permanente perché esistono tantissimi ceppi di streptococco beta emolitico di gruppo A e non è impossibile incorrere in un batterio differente da quello responsabile della prima infezione. Questo vuol dire che neanche gli adulti sono immuni alla scarlattina, intendendo con il termine adulti chi ha almeno 20 anni.

 

Sebbene chiunque possa essere contagiato, esistono delle condizioni che rendono la persona più suscettibile a questa malattia esantematica, perché ne abbassano le difese immunitarie. Alcuni esempi possono essere:

  • l’invecchiamento e dunque l’età avanzata;
  • lo stress e il mancato riposo notturno;
  • la presenza di malattie croniche, come il diabete,
  • malattie che colpiscono il sistema immunitario, come l’AIDS, Sindrome da ImmunoDeficienza acquisita;
  • condizioni di immunodepressione dato per esempio dalla chemioterapia o dall’asportazione della milza.
 

Diverso è il caso di un contatto diretto con una persona affetta da scarlattina o con gli oggetti di quest’ultima. È infatti abbastanza frequente che genitori, insegnanti, maestri e nonni contraggano la scarlattina dai bimbi di cui si prendono cura.

 

Non vi sono variazioni nella trasmissione, nell’incubazione, nei sintomi e nelle terapie per gli adulti che contraggono la scarlattina rispetto ai bambini. Lo streptococco beta emolitico di gruppo A responsabile della malattia ricalca negli adulti tempi e modalità esattamente come già descritto precedentemente per i bambini.

Consigli pratici da non trascurare per un adulto con la scarlattina

Ecco ciò a cui deve prestare attenzione un adulto che contrae questa malattia esantematica:

  • La scarlattina ha un decorso di 7-10 giorni se adeguatamente trattata: non rimandare e non interrompere la terapia antibiotica (che dura 10 giorni) permette di guarire prima e non incorrere in complicazioni più nefaste (come sepsi, setticemia, sinusite severa, polmonite, meningite, endocardite, febbre reumatica, glomerulonefrite).
  • Per alleviare i sintomi della scarlattina negli adulti si possono assumere farmaci come antipiretici e antinfiammatori (paracetamolo o ibuprofene) che riducono febbre e infiammazione della gola.
  • Il riposo assoluto durante lo stato febbrile permette di recuperare le forze, così come anche bere molta acqua e mangiare cibi nutrienti, possibilmente morbidi e tiepidi per non affaticare la gola già irritata.
  • È importante mantenere alta la qualità dell’aria nella stanza, arieggiando la stanza, se necessario umidificandola e soprattutto evitando il fumo sia passivo che attivo per permettere alla mucosa orale di guarire.
  • L’isolamento e l’astensione da lavoro, soprattutto i primi giorni di malattia, sono essenziali per non trasmettere e contagiare altre persone, limitando così la diffusione della malattia.

Scarlattina in gravidanza

Come tutti gli adulti, anche le donne in gravidanza corrono il rischio di contrarre la scarlattina, soprattutto se già mamme di bimbi in età da asilo o elementari.

 

Sebbene sia una malattia esantematica, la scarlattina non deve destare nella futura mamma ulteriori preoccupazioni oltre a quelle legate allo stato di malessere. Infatti non ci sono prove evidenti che questa malattia, se adeguatamente trattata, incida negativamente sulla gestazione.

 

È bene però prestare qualche attenzione e contattare rapidamente il medico per affrontare consapevolmente questa infezione. Infatti le complicazioni della scarlattina in gravidanza, come anche nei bambini e negli adulti in generale, si presentano quando questa non viene affrontata con la giusta terapia antibiotica o quando la terapia è interrotta troppo precocemente.

 

È però importantissimo che la futura neo mamma presti attenzione alle fluttuazioni della propria temperatura corporea: la febbre è un sintomo della scarlattina e può risultare pericolosa per la gestante e il nascituro.

Se la febbre supera i 38°C è necessario consultare il medico e adottare tutti gli escamotage possibili e consentiti per abbassare la temperatura.

Si può prendere un antipiretico, come il paracetamolo, ma anche abbassare la temperatura corporea con impacchi freddi, tenere la stanza fresca, riposarsi il più possibile per non affaticare il corpo. È necessario inoltre bere moltissimo per rimanere idratati e compensare la perdita di liquidi dovuti alla febbre e assumere cibi sani e nutrienti, morbidi per non gravare sul mal di gola, che danno al corpo le energie necessarie per rimettersi in forma.

 

In ogni caso, è necessario consultare il proprio medico e il ginecologo ogni volta che si presenta la febbre, i cui rischi in gravidanza sono altissimi:

  • nelle prime settimane una temperatura eccessiva potrebbe provocare aborto spontaneo e malformazioni nel bimbo;
  • nel 2 e 3 trimestre potrebbe indurre un parto prematuro, con conseguente immaturità e basso peso alla nascita del neonato.


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