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25 Bastonate per Uccidere questo Bambino di 10 Mesi

di Gioela Saga

16 Giugno 2014

bambino ucciso

«Lei ha commesso un’azione al limite dell’impensabile, un’azione degna di un malato e di un uomo senza cuore»

Sono queste le parole pronunciate dal giudice che ha prima emesso una sentenza a 32 anni di carcere e poi ha espresso la sua opinione personale sull’efferato crimine commesso da un giovane di 21 anni.

Non troviamo in effetti parole diverse per poter esprimere civilmente ciò che è successo quella sera del 15 giugno 2012 quando Harley Hicks, dopo aver bevuto e consumato hashish e anfetamine, si reca presso un tranquillo quartiere residenziale di Long Gully, in Australia.

Armato di un bastone rudimentale, fatto di filo di rame e nastro isolante, si introduce nella casa di una ignara famiglia.

Lo scopo era probabilmente di trovare qualcosa da rubacchiare, in preda al cocktail di alcool e droghe, si impossessa infatti di un decoder e di un portafoglio.

Si reca poi al piano di sopra dove un destino infausto lo fa entrare nella camera del piccolo Zayden di 10 mesi che stava dormendo beatamente nella sua culla.

Sempre per colpa del suo stato alterato e probabilmente del fatto che il bimbo si è svegliato o ha fatto dei rumori durante il sonno, Hicks si scaglia in modo ingiustificabile contro il piccolo.

Preso da un raptus, colpisce questa povera vittima indifesa, che non ha neppure il tempo di piangere, per ben 25 volte, tanto che Hicks si allontana indisturbato dall’abitazione e la madre troverà il suo piccolo disteso nel letto, in modo strano, ricorda, con il lenzuolino sul viso e accanto il suo orsacchiotto di peluche.

Non appena si avvicina, compie il gesto che ogni madre avrebbe fatto, solleva il lenzuolo e scopre una scena tremenda, il viso di suo figlio, gonfio e ferito, era in una pozza di sangue.

La corsa in ospedale non serve a nulla e Zayden viene dichiarato morto.

Il patologo dichiarerà che il neonato era stato colpito sul viso almeno 25 volte con una frenesia selvaggia.

Hicks è stato poi fermato in stato confusionale, sono state trovate tracce del suo DNA e di Zayden sull’arma, risultata compatibile e sovrapponibile a quella usata per il delitto, oltre alle sue impronte in camera del bimbo.

L’assassino ha addirittura fatto un vano tentativo per discolparsi e accusare prima un amico e poi il fratello gemello a cui poteva appartenere il DNA.

A nulla sono valse le sue parole e la difesa dell’avvocato e, con la testa tra le mani, Hicks ha ascoltato il verdetto in tribunale.

La giustizia umana ha fatto il suo corso e possa almeno in parte alleviare il dolore inenarrabile dei genitori e del fratellino più grande.

Fonte: Heraldsun



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