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A cosa serve la festa della mamma?

Ci si domanda spesso a cosa serve la festa della mamma: la mamma va celebrata ogni giorno, rispettata e amata sempre non solo nella prima domenica di maggio. Ma non per tutti è così. Questo giorno deve servire alla costruzione di un rapporto basato sulla condivisone e la presenza

Federica Federico

di Federica Federico

07 Maggio 2021

A cosa serve la festa della mamma? 

 

La parola mamma viene posta dal vocabolario “in rapporto esclusivo alla prole; con una intensa accentuazione affettiva, la madre viene definita come colei che dispensa protezione”. Impossibile sintetizzare la mamma in una semplice definizione così stringata, chi è madre lo sa bene. 

Ma perché partire dal vocabolario per chiarire il valore della festa della mamma? 

 

La festa della mamma non dovrebbe correre il rischio di aderire a uno stereotipo. Tanto più che il modello di madre da vocabolario è superato dalla velocità della vita moderna come dall’allargamento del ruolo femminile oltre la cortina della cultura maschilista e patriarcale.

 

Il problema sta, però, nel fatto che questo genere di feste (non solo la festa della mamma) sono fagocitate dal consumismo e dalle pubblicità. Non di rado le feste commercializzate possono non riuscire a sfuggire alle generalizzazioni.

Non è escluso, quindi, che la donna nella prima domenica di maggio possa rimanere prigioniera di una sintesi da vocabolario o, peggio ancora, che questa giornata finisca col diventare il solo giorno dell’anno valido per manifestare rispetto e un po’ di “devozione” alle donne.

 
Insomma la domanda “A cosa serve la festa della mamma” teoricamente può essere posta per qualsiasi celebrazione o ricorrenza. I detrattori delle feste tradizionali si domandano sempre a cosa servano le cosiddette “feste comandate”: a cosa serve la festa dei nonni?  A cosa serve la festa del papà? A cosa serve il Natale e a cosa la Pasqua?

In realtà l’utilità di una festa non è mai cosa certa né oggettiva (regali e business a parte), le feste, come tutte le cose della vita, si animano diversamente a seconda del senso che le persone attribuiscono alle ricorrenze.

 

A cosa serve la festa della mamma quando hai un bambino piccolo.

A cosa serve la festa della mamma quando hai un bambino piccolo.
Diritto d’autore : Konrad Bak ©123RF.com

In sé la festa della mamma potrebbe non avere alcun valore, e di fatto non ne ha nessuno se la madre, festeggiata e osannata oggi, non è poi amata nel quotidiano o non è partecipe alla vita del figlio.

 

Diversamente la ricorrenza diviene occasione di crescita  se la festa di oggi viene presentata ai piccoli come un motivo di riflessione sul ruolo della mamma e come un modo per potenziare il rapporto tra mamma e bambino.

Non festeggiamo col regalo o col mazzo di fiori, piuttosto festeggiamo costruendo qualcosa di comune, troviamo qualcosa da fare insieme,  che ci piaccia e che ci dia gioia condivisa.

Ricorda mamma, avere dei riti, delle occasioni e dei momenti con i tuoi figli è un’opportunità in fatto di costruzione del rapporto genitore – bambino. 

 

Diritto d'autore : mytrykau

Il senso della festa della mamma.
Diritto d’autore : mytrykau ©123RF.com

Oltre a domandarci a cosa serve la festa della mamma, dovremmo chiederci: a cosa serve il lavoretto per la mamma che i bimbi fanno a scuola?

 

Il lavoretto, che la mattina della festa della mamma ci verrà donato e che è sempre tanto emozionate, va esposto in bella mostra perché nell’eseguirlo il bambino ha pensato alla mamma e si è impegnato nella realizzazione di qualche cosa che “concretizza e manifesta” l’amore dando forma all’affetto.

 

In tal senso tanto più imperfetto è il lavoretto tanto maggiore è il valore che esso ha per il bambino. L’imperfezione è la dimostrazione che il piccolo lavoro scolastico è stato eseguito dal bimbo stesso con un moderato aiuto delle educatrici (e di fatto dovrebbe sempre essere così: il lavoretto devono manipolarlo e realizzarlo massimamente i piccoli, per i bambini la creazione del regalo da portare alla mamma ha senso nella misura in cui l’opera nasce dalle loro mani e dalle loro intenzioni).

 

A quel lavoretto può essere aggiunto un senso ulteriore: il regalino alla mamma può diventare un insegnamento di vita per il bambino. In che modo? Ovviamente puntando sull’esempio!

 

Si può esortare il bambino a riflettere sul suo impegno e sull’attenzione profusa nella realizzazione del dono che ha portato alla sua mamma.
Lo sforzo che il bambino ha certamente sentito e vissuto si può paragonare  a quello che il genitore quotidianamente investe nella sua vita familiare e professionale, in questo modo il bambino incomincerà a comprendere il senso della fatica e dell’impegno, capendo anche che l’adulto non è occasionalmente occupato (e quindi lontano o distratto) ma è costantemente pressato dalla fatica e dal lavoro (e lo fa col cuore sempre rivolto ai figli).

 

Chi sa quanto tempo ci hai messo a realizzare questo bel lavoretto, ti è sembrato faticoso? Anche io ho faticato tanto tanto oggi a lavoro perché ho fatto una cosa difficile come il tuo lavoretto. Domani dovrò fare un’altra cosa anche complicata, come anche tu farai altre esperienze a scuola. Ma ce la faremo, possiamo fare sempre tutto noi!

Per tenere sistemata la casa ci vuole tanta fatica, tanta quanta ne hai impiegata tu per fare il tuo lavoretto. Quando  mamma sistema la casa tutti tutti i giorni pensa a te, lo fa perché tu possa stare bene, avere ciò che ti serve e i tuoi spazi!

Frasi del genere sembrano banali ma non lo sono affatto. Il bambino, sin dalla scuola dell’infanzia, deve imparare il senso del lavoro e il valore della fatica. Rispetto a questo insegnamento noi genitori siamo i filtri attraverso cui il bambino passa le competenze acquisite teoricamente ed una cosa è certa: il piccolo mutuerà i nostri comportamenti e crescerà grazie al nostro esempio.

 

A cosa serve la festa della mamma se non a raccontare di sè? 

 

Questo giorno di festa può diventare il giorno del racconto e ciò non significa elogiare se stessi. Raccontarsi è una scoperta e serve ad amarsi con costanza tutti i giorni. 

Il racconto deve diventare una parte del rapporto familiare che serva da incoraggiamento e da monito, da sostegno e da esempio, che aiuti a fondare l’amore inteso come appartenenza intima e sincera.

 

A cosa serve la festa della mamma quando hai un figlio adolescente.

A cosa serve la festa della mamma quando hai un figlio adolescente.
Diritto d’autore : Tatiana Chekryzhova ©123RF.com

A cosa serve la festa della mamma per i figli adolescenti e preadolescenti.

 

L’adolescente è un rebus complicato dal difficile rapporto con i suoi stessi bisogni, sempre nuovi, sempre meno prevedibili. E’ possibile che un adolescente voglia festeggiare la mamma con l’entusiasmo di un bambino mentre un altro reagisca alla festa respingendola, il segreto non è né assecondare né colpevolizzare i ragazzi.

 

Per una madre questa può essere una giornata celebrativa e, di conseguenza, viverla equivale a onorare le proprie fatiche e a ripercorrere un cammino di memorie. Tuttavia per un ragazzo adolescente, che resta concentrato nell’ora e adesso, il conflitto col genere-adulto può prevalere “fino all’incomprensione” dell’altro.

 

Un dodicenne può non compenetrarsi nel bisogno della mamma di celebrare se stessa per quello che è ora, lui o lei non immaginano nemmeno quanto fosse diversa la loro mamma prima di metterli al mondo. Così, in una totale apparente mancanza di empatia, non è raro che l’adolescente si opponga a festeggiare la mamma. 

 

Una soluzione può essere quella di ribaltare l’angolo visuale (soluzione, peraltro, valida e praticabile anche in altre circostanze della vita familiare): “Domani è la festa della mamma (o oggi è la festa della mamma) decidi tu che film vedere\cosa mangiare\dove andare”, di fatto la mamma può passare al figlio il testimone del comando, ma a vincere sarà la famiglia che potrà stare insieme comunque.

 

E possibile che un figlio adolescente regali alla mamma un oggetto “modernizzante”: un libro non proprio classico, un vestito meno conformato, un rossetto più sgargiante. Non rifiutate mai regali di questo tipo, usateli, consumateli e viveteli perchè spesso nascondono richieste di vicinanza. 

 

Allo stesso modo di un figlio affettuoso e complice, l’adolescente respingente ama la sua mamma. Non lasciate spazio a frasi negative come “Non mi vuoi bene nemmeno oggi che è la mia festa” o simili.  A questi ragazzi in crescita, a queste persone grandi che stanno sbocciando ora, date modo di accogliere un nuovo senso della festa della mamma: l’accettazione che è, dinnanzi all’adolescenza, considerazione di un momento critico ma fondamentale per l’evoluzione della persona che sarà tuo figlio\a.



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