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Come Essere Felici: i 10 Segreti per la Felicità

Come si fa ad essere felice?

Federica Federico

di Federica Federico

18 Giugno 2014

L’uomo è abituato a vivere aspirando alla felicità; comunemente si afferma che per vivere bene bisogna essere felici ma troppo spesso e troppo banalmente si assume la felicità come una condizione o uno status dell’esistenza e si commette l’errore di identificare l’appagamento umano, la gioia e il benessere interiore con il possesso di beni o con la conquista di cose materiali.

 

Cos’è veramente la felicità e come si fa a vivere felici?

La felicità non è oggettivabile; non è una cosa; non è misurabile; non si compera e non si ottiene; non è definibile in termini certi e non è nemmeno visibile a tutti nello stesso momento e nello stesso modo. 

La felicità è come la fede, è come i desideri, è come la forza interiore ed è come l’anima perché è un’emozione, una spinta propulsiva, un acceleratore emotivo.

La felicità non è dentro le cose, essa sta dentro le persone, è dentro di noi e siamo noi stessi scrigni di felicità.

La felicità non è una meta della vita ma è la strada su cui l’uomo può decidere di camminare.

La felicità non si misura per la quantità di successi ottenuti ma si ritrova nel valore emozionale ed emotivo del lavoro e del percorso compiuto.

 

La felicità quindi non va inseguita:

inseguire la felicità è come inseguire uno spettro, essa non esiste nel mondo esterno ma alberga solo nell’animo umano.

Se si parte dal presupposto che la felicità non è fuori dall’uomo ma dentro la persona umana, infondo al cuore e tra le pieghe dell’animo, allora diventa chiaro che per essere felici dobbiamo innanzitutto essere liberi, liberi in termini di espressione dei desideri, delle aspettative e delle ambizioni.

 

Come si fa ad essere felici?

Non esistono regole infallibili né certamente capaci di condurre l’uomo alla felicità, non esistono trucchi perché con l’animo e col cuore non si bara ma esistono, invece, efficaci atteggiamenti positivi che, se assunti aiutano a vivere meglio.

 

1 Non chiudere mai tutti i tuoi desideri in un cassetto, di tanto in tanto concedi a te stesso la possibilità di agire per la realizzazione di un desiderio anche piccolo.

La felicità non si realizza con l’avere ma si costruisce col fare, essa parte dunque dall’azione dell’uomo volta a fare ciò che intimamente si desidera.

Costruire un piccolo desiderio e agire con lo scopo di realizzarlo significa progettare e plasmare il futuro, significa orientare le proprie scelte e dirigere la propria vita. Spesso l’uomo è più felice per la progettazione che non per la messa in opera del suo desiderio, ciò dipende dal fatto che l’aspirazione a fare ha una forza emozionale molto intensa e rappresenta per l’uomo una prova personale che si realizza passo passo.

 

2 Non pianificare sempre tutto 

La vita è fluente e mutevole, è segnata dall’interazione tra persone diverse ed è caratterizzata dall’imprevisto e dall’ignoto. 

Perciò il futuro non sempre è gestibile secondo i piani, in questo senso architettare, organizzare e pianificare il proprio domani, come se fosse un progetto “certo e non mutabile”, è sbagliato.

Chi pianifica troppo rischia di cadere continuamente nella trappola dell’imprevisto e sopratutto rischia di considerare come “un problema imprevisto” anche un accadimento banale.

Non è possibile controllare tutti gli accadimenti della vita, spesso è necessario accettare che le giornate ci sorprendano imparando ad affrontare gli eventi dell’esistenza senza perdere il controllo, con razionale calma.

 

3 Non considerare il successo come un risultato matematico equivalente ai beni ed ai vantaggi ottenuti nella vita

Il successo personale sta non nel fine ma nel mondo in cui lo scopo viene desiderato, pianificato e perseguito: è l’agire stesso che dà felicità all’individuo.

Maggiore è la motivazione dell’azione maggiore sarà la soddisfazione e quindi la felicità che l’uomo trarrà dal suo agire.

La felicità va spogliata dai contenuti finalistici: 

l’ansia del raggiungimento di un fine (che nella vita non è mai certo) spesso sminuisce ed avvilisce l’azione umana, tal volta arriva persino a comprometterla;  l’uomo che agisce liberamente (all’opposta del’’uomo che si fa sopraffare dall’ansia del risultato) riesce a concentrare nell’azione tutta la sua energia e di conseguenza ha anche più possibilità di arrivare all’ottenimento del suo fine ultimo.

 

4 Lavora per vivere e non vivere per lavorare

L’uomo moderno è spesso asfissiato dal lavoro, non di rado si lavora troppo anche con un guadagno ed un appagamento personale modesti o appena sufficienti.

Il lavoro nobilita l’uomo e lavorare aiuta ad avere una motivazione, un progetto e uno spazio sociale in cui esprimere anche la propria energia produttiva. Tuttavia se il lavoro danneggia gli affetti spesso ingenera nell’individuo un conflitto difficile da sanare:  la vita lavorativa e quella affettiva dovrebbero godere di un equilibrio stabile dato anche dal tempo che l’individuo può mettere a disposizione delle persone care.

L’intimità familiare, la condivisione degli spazi col partner, la costruzione di rapporti sociali di amicizia ed empatia sono tutte occasioni di felicità irrinunciabili.

Nella realizzazione dell’affettività l’uomo capisce di poter dare e ottenere amore senza sforzi né pretese, comprende in questo senso che un aspetto dell’appagamento personale è la relazione e l’interazione con gli altri.

 

5 Conserva la spontaneità

Senza perdere di vista l’educazione impara ad esternare sempre i tuoi sentimenti e ad esprimere liberamente le tue opinioni, non sfuggire al confronto ma non negare e non nascondere mai le tue posizioni.

Si può essere accondiscendenti e rispettosi dell’altro pur manifestando i propri punti di vista personali e pur mettendo sempre in chiaro le proprie posizioni.

 

6 Manifesta l’amore ed anche “l’odio”

La verbalizzazione dei sentimenti umani è uno strumento a disposizione della spontaneità e quindi anche della libertà dell’animo.

La cultura moderna, spesso falsamente perbenista, ci ha abituati a reprimere il dissenso e a manifestare, anche falsamente, il consenso. A dire il vero è invece importante esporsi anche in senso negativo, opporsi, dissentire e saper dire “No”.

Una critica costruttiva e un sincero “No” possono fare molto bene a chi li pronuncia ed a chi li riceve in risposta.

 

7 Parla con te stesso

Cammina sulla via della felicità colui che è capace di fare una ragionevole analisi di “sè”, chi non prescinde mai dalla personale valutazione critica delle proprie posizioni e colui che conserva la capacità di guardarsi allo specchio e riflettere sull’immagine che vede riflessa.

L’autocritica è sinonimo di sicurezza e di costante attenzione a se stessi.

Siccome nessun percorso umano è scevro da errori, l’analisi critica del proprio comportamento è essenziale per trarre dal difetto l’insegnamento, per rialzarsi dopo essere caduti, per non sbagliare ancora nello stesso modo, per non farsi e per non fare agli altri del male

Ogni sera chiedi a te stesso: “Come sono stato oggi?”, a volte la risposta potrebbe essere inaspettata, potrebbe provenire da una parte del tuo Io rimasta in ombra e potrebbe rivelare un desiderio, un’aspettativa o una possibilità di felicità

 

8 Concediti qualche follia, fai cose che non hai mai avuto il coraggio di fare  e mettiti alla prova

La felicità sta anche nel superamento dei propri limiti. Non di rado l’essere umano resta intrappolato nelle proprie paure, rimane limitato da se stesso e lascia prevalere sulla speranza di successo il timore del fallimento.

Rischia, impara a concedere a te stesso anche la possibilità di fallire, regalati l’opportunità di tentare

 

9 Ridi

Cerca sempre il tuo motivo di gioia e usalo per allontanare i pensieri negativi.

Nella vita esiste sempre un buon motivo per sorridere, ricercarlo, trovarlo e sappi che goderne è essenziale per essere felici.

 

I  figli sono il mio motivo di feliciti, io ne ho fatto il sole della mia vita, loro sono il mio eden.

Ceca il tuo angolo di paradiso in una passione, in un affetto, in un amore, in un luogo o in una creatura e metti il tuo sole, così trovato o recuperato, al centro della tua esistenza. Questo sole ideale sarà motivo di gioia, sarà fonte di luce ed energia e sarà la forza capace di restituirti il sorriso. Guardando il tuo sole impara a ridere sempre oltre il dolore e oltre ogni fatica.

 

10 Allontana le persone negative

Circondati prevalentemente di persone che ti fanno bene, seleziona le persone positive ovvero quelle che solo con la loro presenza ti emozionano, ti riempiono il cuore, ti calmano e ti aiutano a sentirti meglio.

Troppo spesso, per buona educazione, per l’influenza negativa di una cultura ipocrita e perbenista o per opportunità, lasciamo che nella nostra vita orbitino persone scomode, sconvenienti e non solari: questo è un errore grave che si traduce in ansia e stress e che si paga col prezzo dell’insoddisfazione ed a volte del rancore.

Ove possibile selezionate con cura contatti ed amicizie avvantaggiandovi al massimo del rapporto con persone vivaci, allegre e positive.

 

 

Siate felici! E se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non vi scordate della felicità.

Roberto Benigni

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