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Acidità di Stomaco in Gravidanza: Ecco Cosa Fare e Mangiare

di Dott.ssa Agnese Di Palma

06 Ottobre 2014

 

bruciore di stomaco in gravidanza cause e rimedi

Soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza molte donne accusano bruciori di stomaco, spesso associati a reflusso esofageo.

Questa condizione, chiamata scientificamente PIROSI GASTRICA, tende a scomparire poco dopo il parto.

L’incidenza di questa sensazione varia a seconda del trimestre:

  • nel primo è pari a circa il 22%,
  • nel secondo aumenta al 39%
  • e nell’ultimo trimestre arriva al 72%.

Probabilmente la pirosi gastrica è una conseguenza, in gravidanza, di alterazioni ormonali che vanno ad incidere sulla motilità gastrica.

Più precisamente, si ha un aumento di progesterone che va a diminuire i movimenti peristaltici (sono movimenti che favoriscono il movimento del cibo nell’intestino) e rallenta la digestione, di conseguenza il cibo rimane per più tempo all’interno dello stomaco determinando una maggiore produzione di succhi gastrici. La funzione del progesterone è quella di aiutare il corpo a prepararsi per il parto, esso infatti è un ormone rilassante muscolare. Purtroppo, però, esso determina un rilassamento di tutti i muscoli del corpo e non solo di quelli che vengono coinvolti nel parto. Si ha, quindi, anche un rilassamento dello sfintere esofageo, una valvola presente tra l’esofago e lo stomaco e che ha il ruolo di mantenere gli acidi gastrici nello stomaco. Un rilassamento delle sfintere esofageo determina un reflusso del cibo e dei succhi gastrici, presenti nello stomaco, fino all’esofago, determinando irritazione delle sue pareti con conseguente acidità o bruciore di stomaco.

Un’altra causa dell’insorgenza della pirosi gastrica è legata alla crescita del feto. Infatti, l’utero crescendo comprime contro lo stomaco determinando una riduzione delle sue capacità contenitive e causando l’apertura dello sfintere esofageo fino a lasciar passare cibo e succhi acidi.

bruciore di stomaco in gravidanza cause e rimedi

 

Per alleviare il bruciore di stomaco, l’ALIMENTAZIONE ci può essere di grande aiuto.

Basta evitare o limitare l’assunzione di alcuni cibi che possono aumentare l’acidità dello stomaco. Bisogna, quindi evitare cibi grassi ed acidi e favorire quelli alcalini che contrastano l’iperacidità.

ALIMENTI DA EVITARE:

  • menta,
  • peperoncino,
  • cioccolato,
  • caffè,
  • bevande gasate,
  • succhi di frutta,
  • tè,
  • carboidrati (pane, pasta, riso) integrali,
  • sughi troppo acidi,
  • affettati,
  • carne eccessivamente grassa (hamburger),
  • acciughe o tonno sott’olio,
  • pasta all’uovo e pizza (eccessivamente pesanti).
  • Tra le verdure limitare l’uso di carciofi, cavolini di bruxelles, cetrioli, cipolla, germogli di soia, peperoni, pomodori e ravanelli.
  • Non fare un abuso eccessivo di legumi (cercando di assumerli almeno 1-2 volte a settimana), olive e latte/yogurt intero (preferire quelli parzialmente scremati).
  • Tra la frutta evitare gli agrumi (arance, pompelmo, ecc.) ed anche le castagne fresche.
  • L’imitare l’uso di formaggi stagionati e troppo grassosi( pecorino, parmigiano, caciocavallo, gorgonzola…).

Ogni mamma è diversa dalle altre, di conseguenza alcuni di questi alimenti in qualcuna può determinare bruciare di stomaco mentre in altre no… addirittura c’è chi riesce a tollerarli singolarmente ma non quando due o più di questi alimenti sono combinati tra loro. Quindi bisogna fare attenzione e identificare quelli che causano realmente problemi di reflusso per correggere nel modo più corretto la propria alimentazione (evitando, in questo modo, di essere inutilmente troppo drastici!).

ALIMENTI DA PREFERIRE:

  • sicuramente sulla tavola non deve mai mancare la lattuga che è in grado di regolare le secrezioni acide,
  • yogurt parzialmente scremato,
  • nocciole,
  • formaggi cremosi senza grassi,
  • finocchio,
  • pesce (merluzzo, platessa, sogliola, ecc.) e carne magra cucinati in modo leggero e con l’aggiunta di olio a crudo.
  • Tra le verdure preferire: carote, cavoli, piselli, broccoli, fagioli verdi, patate bollite, bietole, spinaci, zucchine, ecc. (lesse o a vapore); mentre tra la frutta preferire: mela, pera (anche cotte) e banana.
  • Anche alcune tisane possono aiutare come quelle al finocchio o ai semi di lino.

 

Anche alcune abitudini comportamentali possono aiutare ad alleviare il dolore:

  • mangiare poco e spesso, in modo da non aumentare ulteriormente la pressione sullo stomaco
  • dormire con un cuscino elevato in modo da non favorire la risalita dei succhi gastrici.
  • dopo aver mangiato aspettare almeno due ore prima di coricarsi, in modo da digerire prima
  • evitare di fumare ed anche il fumo passivo che aumenta il reflusso (utile non solo per il bruciore di stomaco ma anche per il benessere della mamma e del feto)
  • mantenere una postura corretta (posizione eretta, soprattutto dopo i pasti)
  • evitare situazioni di stress.

In caso di dolore eccessivamente forte si può ricorrere all’utilizzo di antiacidi (sono basi deboli che reagiscono con l’acido cloridrico dello stomaco, formando sale e acqua) e ranitidina (che agisce riducendo l’eccessiva secrezione acida dello stomaco), sempre e solo sotto prescrizione medica (scelta, comunque, poco consigliata!).

Concludiamo con una curiosità: credenze popolari tramandavano che donne che presentavano bruciore di stomaco in gravidanza partorivano neonati molto capelluti. Maggiore era l’intensità del bruciore e più capelli presentava il neonato. Questa relazione è stata, in realtà, confermata anche in uno studio scientifico del 2006 (Pregnancy folklore revisited: the case of heartburn and hair: Costigan KA1, Sipsma HL, DiPietro JA).

E voi mamme che avete sofferto di pirosi gastrica durante la gravidanza che ne dite? Confermate o meno questo studio/credenze popolari?

 



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