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Bimbo Inguardabile Diventa Grande e va in Giro per il Mondo per Dire a chi ne ha Bisogno “Ce la Potete Fare”

C’è chi della propria malattia ne fa un punto di forza, c’è chi, superato il dolore e la rabbia, rinasce e capisce che la cosa più importante è vivere ed aiutare gli altri a farlo con dignità e gioia. Non sempre è facile, anzi non lo è mai quando hai un ...

di Gioela Saga

12 Dicembre 2014

Treacher Collins

C’è chi della propria malattia ne fa un punto di forza, c’è chi, superato il dolore e la rabbia, rinasce e capisce che la cosa più importante è vivere ed aiutare gli altri a farlo con dignità e gioia.

Non sempre è facile, anzi non lo è mai quando hai un aspetto che non è solo, semplicemente, poco piacevole ma è segnato da una malattia che non lascia molto spazio alle parole e agli sguardi disgustati. Jono Lancaster è nato con la sindrome di Treacher Collins, una malattia genetica che colpisce un bambino su 10.000, compromettendo lo sviluppo delle ossa facciali quando il bambino è ancora nel grembo materno.

Il volto di Jono è, dunque, sprovvisto di zigomi il che ne provoca una caduta degli occhi verso il basso, problemi di vista, di masticazione e di udito che lo costringono ad indossare sempre un apparecchio acustico che però, per la sua particolare condizione fisica, è fissato con una vite che gli sporge di circa 0,5 cm dalla parte posteriore del cranio.

Jono è stato rifiutato dalla madre ed è stato poi adottato.

Ha vissuto anni orribili in cui i bambini non facevano altro che prenderlo in giro, evitarlo, la gente si girava con ribrezzo nel guardarlo o c’era chi, al contrario, lo fissava con curiosità morbosa e lo derideva.

Durante l’adolescenza Jono ha sofferto di depressione, possiamo immaginare come, in un’età già così fortemente problematica, dove si cerca l’affermazione di sé, Jono non si sentisse accettato e non accettasse la propria persona.

Jono Lancaster

Guardandosi allo specchio sentiva solo rifiuto e dolore, dolore anche ripensando ai suoi genitori naturali che per primi non lo avevano accettato. Malgrado l’amore dei genitori adottivi che non gli era mai mancato, al loro sostegno costante, Jono era alla ricerca di se stesso.

Finì anche con il fare cose stupide come accendere di petardi in classe, avere problemi di alcolismo anche solo per il gusto che qualcuno forse parlasse di lui in modo diverso e non puntasse l’attenzione sul suo aspetto fisico.

“Ero disperato avrei fatto qualsiasi cosa per avere amici. Non avevo fiducia in me stesso, nelle mie forze. Da piccolo, avrei voluto acquistare molti dolci per ingraziarmi l’amicizia e la simpatia degli altri bambini.”

Spesso la gente pensava che al suo aspetto fisico si associasse una disabilità mentale ma non era così. Le persone si fermavano solo al suo guscio che consideravano ripugnante e non andavano oltre. I più buoni non lo prendevano neppure in considerazione.

Jono però supera questo brutto periodo e accetta se stesso, la sua vittoria lo rende forte, inattaccabile e finisce con l’essere la chiave del suo successo.

Jono esce dal suo guscio e pensa che è ora di trovarsi un lavoro! Non si arrende ai tanti rifiuti immediati, anche duri, e trova un lavoro in un bar come cameriere. Si conquista la fiducia, la stima e la simpatia di tutti, si ama ed è amato.

Oggi ha 29 anni, è un ragazzo felice, ha una fidanzata e il suo scopo personale è girare il più possibile per far conoscere la sua storia e poter regalare agli altri la fiducia che si è dovuto conquistare in anni di sofferenza.

Jono non si è fermato e si è laureato in scienze sportive, ha iniziato a curare tantissimo la sua immagine e il suo corpo che ora è scultoreo, proprio grazie al fatto che frequentava la palestra in modo assiduo ha anche conosciuto la sua fidanzata Laura.

Jono con la sua fidanzata

La relazione con Laura mette Jono di fronte anche al problema che, se un giorno, dovesse volere dei figli, nel 50% dei casi potrebbero essere a loro volta affetti della sindrome di Treacher Collins.

Jono comunque ammette che non cambierebbe la sua situazione, che non vorrebbe essere nato senza i suoi problemi fisici perché “io sono così e non sarei più io senza questa malattia”.

“Sono contento di quello che sono” e, sto aiutando molti bambini a capire che ci è come me non è un mostro, che anche noi abbiamo dei sentimenti. Infondo, è proprio Treacher Collins che mi ha reso quello che sono oggi.”

Jono infatti ha rifiutato anche alcuni interventi di chirurgia plastica che potrebbero dargli un aspetto migliore ma, in fondo, lo cambierebbero e lui ha imparato a volersi bene così. Il tempo lo ha cambiato e mentre da bambino non sopportava gli specchi, ora si vuole bene e si accetta e questo ha fatto in modo che anche gli altri lo guardassero con occhi diversi.

Questo ragazzo splendido lavora oggi con ragazzi e adulti affetti da autismo in modo davvero spettacolare e competente. Il lavoro che ha fatto su se stesso è ora a frutto degli altri. Molte persone lo contattano da varie parti del mondo per poter parlare con i propri figli affetti dalla sua stessa malattia e infondere coraggio.

E’ diventato un mito e un eroe!

Ogni tanto pensa ancora ai suoi genitori naturali ma ha ormai capito e accettato che per loro non è stato forse facile prendere la decisione di abbandonarlo e probabilmente non erano in grado di sostenerlo, oggi spera che siano felici e abbiano altri figli. In ogni caso è profondamente convinto che le cose accadono sempre per una ragione e la sua storia doveva essere vissuta in questo modo!

Jo è una persona che può insegnare tanto, non solo a chi soffre della sua stessa malattia ma a tutti, perché tutti noi abbiamo un lato oscuro che non accettiamo o per cui non ci sentiamo accettati. D’altra parte ci indica anche una strada che dovremmo indicare anche ai nostri figli: quella di non avere pregiudizi e di amare gli altri per ciò che sono.

Fonte: BBC



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