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Fertilità e concepimento: invecchiamento ovociti e età donna

di Redazione VitaDaMamma

02 Giugno 2010

La maternità comincia nello stesso momento in cui il figlio diviene un progetto della donna e della coppia.E si pensa al bambino come al frutto d’un atto d’amore.

Ma sempre più spesso per riempire la “culla dei sogni” non basta amarsi.
Non solo nel nostro paese, cresce il ricorso alla medicina specialistica per rimanere incinta. In Italia, ogni anno, da 20.000 a 30.000 coppie necessitano di un supporto medico nella “caccia alla cicogna“. E le moderne tecniche di fecondazione assistita hanno dato a molti la gioia di un bimbo.

Come mai la fertilità sembra sempre più compromessa?

Sicuramente la vita moderna “sciupa” i nostri corpi e consuma anzi tempo le nostre risorse. In questo senso l’infertilità ha anche ragioni ambientali e socioculturali: radiazioni, smog, inquinamento, pesticidi, vita sedentaria, alcol, fumo, diete squilibrate ed alimentazione disordinata, sono importanti concause.

La fertilità diviene un fatto importante nella vita di una persona solo dal momento in cui si desidera un bambino.
E questo dato non va trascurato, infatti sarebbe molto importante preservare con anticipo e cura il proprio potenziale procreativo
.
Per esempio, sapevate che i jeans aderenti possono essere causa di varicocele? Il calore e lo sfregamento determinati da questo indumento potrebbero causare un aumento della temperatura locale, ove ciò avvenga nel lungo termine la funzionalità degli spermatozoi può essere compromessa in modo serio

L’accesso delle donne al lavoro produttivo di reddito ha
, poi, tendenzialmente spostato in avanti la programmazione di un figlio.
Infatti, se un tempo la realizzazione femminile avveniva attraverso la casa e la famiglia, trovando pieno conforto nella maternità, con i tempi moderni, sempre più spesso, l’affermazione della donna passa prima per la carriera.

Ma l’orologio biologico è inesorabile:
una donna è massimamente fertile tra i 20 ed i 25 anni.
Sino ai 29 le probabilità di generare un figlio con successo sono ancora molto alte, infatti in questa fascia d’ età la fertilità si assesta intorno all’ 80%.
Ma un calo inesorabile della fecondità arriva con il compimento del trentesimo anno di vita, a 36 anni la fertilità è già sensibilmente ridotta: si calcola che sia intorno al 10\20%.

Che dire di tutte quelle “primipare attempate” che anche la tv ci presenta spesso?

È difficile soddisfare naturalmente il sogno di divenire mamme per la prima volta quando già si sono spente molte candeline.
Per la realizzazione di queste maternità over 38\40, molto fa ed ha fatto la medicina.

Quando si parla di fertilità l’età di una donna ha un peso assai maggiore rispetto all’età di un uomo. Infatti, mentre gli uomini rigenerano costantemente i loro spermatozoi, noi donne nasciamo già con l’intero corredo di ovuli disponibili durante la nostra vita e questi straordinari ovetti invecchiano insieme a noi!
Durante la pubertà una donna ha tra 200 e 500 mila ovociti, ma nel corso della sua vita fertile ne userà solo una minima parte (400 o 500 al massimo).

La maggior parte dei nostri ovociti muore spontaneamente a causa di un naturale processo degenerativo. Più invecchiamo noi più avanza questa degenerazione ovocitaria e la nostra scorta di “ovetti per la vita” diminuisce.
Tra l’altro l’invecchiamento degli ovociti aumenta i rischi di anomalie cromosomiche e di aborti spontanei.
Anche la Procreazione Medicalmente Assistita conferma che la giovinezza degli ovociti concorre al successo di una gravidanza. Le percentuali di riuscita aumentano considerevolmente col diminuire dell’età della donna e tendenzialmente una aspirante mamma che abbia meno di 35 anni può ben sperare di catturare la sua cicogna.
Questo discorso può estendersi anche alle ovodonazioni dove molto conta l’età dell’ovocita, che assume un peso assai maggiore rispetto all’età della donna che lo accoglie in grembo.

Dunque, compatibilmente con la propria vita ed i propri bisogni, sarebbe bene non posticipare oltremodo il percorso verso la maternità.

Questo articolo ha carattere divulgativo e non sostituisce il parere del medico che, ove necessario, deve sempre essere consultato.



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