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Acqua Scaldata al Microonde Può Fare Male

di Gioela Saga

11 Agosto 2015

Da diversi decenni ormai si discute sull’uso del microonde per stabilire se i cibi sottoposti a questo tipo di trattamento possano subire delle trasformazioni che possano nuocere al nostro organismo. Un esperimento fatto da una ragazza di un liceo e diffuso sul web avrebbe dimostrato quali siano gli effetti di acqua scaldata al microonde.

Acqua scaldata al microonde: esperimento su due piante identiche.

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Secondo le fonti, ad essere diventato virale è l’esperimento di una giovane studentessa americana che frequentava la prima liceo, Arielle Reynolds. E’ il nonno a mettere sul web, qualche anno fa, i suoi risultati a dir poco sorprendenti che stupiscono per l’evidenza che sembra essere sfuggita ad eminenti scienziati.

Sempre secondo il nonno, la ragazza avrebbe preso due talee da una stessa pianta madre e le due piantine identiche sarebbero state poi innaffiate in modo diverso. L’acqua filtrata dalla giovane è stata trattata in due modi diversi: una parte è stata scaldata in modo tradizionale in un pentolino, su un fornello; l’altra parte è stata messa in un contenitore e scaldata con il microonde.

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I risultati sorprendenti dell’esperimento fatto con acqua scaldata al microonde.

Dopo aver fatto raffreddare entrambe le quantità identiche di acqua, ha innaffiato per nove giorni le piantine nei due modi differenti per vedere se ci fossero differenze di crescita. Ebbene, stando alle foto, i risultati sono davvero visibilmente diversi.

La piantina innaffiata con acqua scaldata al microonde mostra segni evidenti di sofferenza mentre quella che si è nutrita di acqua non trattata con onde elettromagnetiche è cresciuta rigogliosa.

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Acqua scaldata al microonde: cosa dimostrerebbe l’esperimento?

I risultati dell’esperimento sembrano evidenti, inoltre l’esperimento stesso è facilmente riproducibile da chiunque e allora è possibile aver dimostrato che l’acqua scaldata al microonde faccia davvero male e che ciò che è successo alla piantina succede anche a noi?

Non esattamente. Purtroppo i fattori che entrano in gioco in questo esperimento sono ben più complicati per poter paragonare questo simpatico esperimento a prova scientificamente valida.

Primo fra tutti è il fatto che sia stato un esperimento non condotto a doppio cieco. Cosa significa?

Per testare anche alcuni medicinali, spesso si utilizza questa tecnica che pare dare dei risultati molto efficaci in termini di sperimentazione. Entra in gioco il potere di suggestione o il potere della nostra mente, se vogliamo. Quando viene testata una medicina ad esempio, viene preso un gruppo di persone a campione e non ha tutti viene dato il farmaco effettivo ma ad alcuni una medicina dall’effetto cosiddetto placebo, cioè che in realtà non ha nessun principio attivo.

Benché la persona possa sentirsi meglio o pensare di avere gli effetti dati della medicina, in realtà, dati alla mano non ha subito nessuna reale modificazione. Viceversa, anche chi non pensa di aver preso la medicina effettiva, risente degli effetti del principio attivo a cui non può “sottrarsi” che dimostra l’efficacia del principio stesso.

Ora è chiaro che la pianta non può aver alterato il suo stato ma, anche se non c’è nessuna evidenza scientifica su questo, Arielle, consapevole dell’acqua usata sulle due piante, può aver influenzato la crescita, convinta di voler dimostrare quanto l’acqua scaldata al microonde facesse male.

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Volendo effettuare il test in modo corretto bisognerebbe escludere anche questa eventualità e fare in modo che chi innaffia non sappia quale acqua si stia usando.

L’esperimento dell’acqua scaldata al microonde costituisce una prova scientifica?

In primis si dovrebbe effettuare l’esperimento a doppio cieco e con altri accorgimenti scientifici adeguati. L’esperimento in sé è di forte impatto visivo ma ciò non dimostra la sua validità. Inoltre l’acqua scaldata al microonde è stata messa in un recipiente di plastica non adeguato che può aver rilasciato sostanze che possono aver influito sulla crescita della pianta.

Del resto era solo un esperimento fatto per la scuola superiore.

Acqua scaldata al microonde dimostra la sua tossicità?

La stessa comunità scientifica sembra spaccata a metà nel considerare gli effetti della cottura a microonde.

Molti sostengono che la cottura di questo tipo degeneri il cibo, modifichi i nutrienti degli alimenti, gli aminoacidi presenti, ad esempio, vengono sottoposti a cambiamenti e trasformazioni importanti

Come si legge in un famoso studio comparato pubblicato alcuni anni fa (“Comparative Study of Food Prepared Conventionally and in the Microwave Oven”, scritto dal dottor Hans Hertel e Bernard Blanc, pubblicato da Raum & Zelt nel 1992), il forno a microonde distruggerebbe fino al 97% del contenuto nutrizionale delle verdure, oltre all’eventuale trasformazione proprio in sostanze tossiche e non solo impoverite.

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D’altro canto invece, la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha provveduto a fare chiarezza e a concludere, in un documento ufficiale, che il forno a microonde, se usato correttamente secondo le indicazioni dei produttori e mantenuto in buone condizioni, non comporta nessun rischio per la salute e “il cibo cotto al microonde è sicuro quanto quello in forno convenzionale e ha gli stessi principi nutritivi”.

Anzi, il forno a microonde porterebbe addirittura dei vantaggi nella cottura, oltre all’evidente rapidità e diminuzione di energia utilizzata rispetto, ad esempio, ad un forno tradizionale, danneggerebbe meno alcune vitamine idrosolubili come la vitamina C e B e non produrrebbe sostanze tossiche come i tristemente famosi idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e le ammine eterocicliche aromatiche tipiche, prodotte con la cottura alla griglia, ovvero la tanto amata ma dannosa crosticina e le bruciature croccanti, ad esempio della carne.

Fonti: Rense, Altroconsumo



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