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Parto Asciutto: Cosa è e Quali Conseguenze Comporta

di Valerio Gestri

29 Settembre 2015

Come certo condivideranno tutte le donne che hanno avuto il piacere (anche se non tutte direbbero così) di attraversare il magico periodo chiamato gravidanza, il momento del parto e quello immediatamente prima sono degli “attimi” difficili da dimenticare, composti da un’intensa mescolanza di emozioni molto diverse tra loro; dalla gioia al dolore, dalla disperazione all’amore più puro una volta che il bambino è ormai nato.
Come per tutte le cose dotate di una certa complessità intrinseca, però, non tutti i parti avvengono allo stesso modo, e può capitare che, a parità di condizioni, due donne possano vivere il momento in maniera sensibilmente diversa l’una dall’altra.

Cosa è il parto asciutto: cosa è e come avviene

Tra tutte le cose possono subire variazioni da un parto all’altro, troviamo certamente il comportamento del sacco amniotico, che sarà l’argomento principale di questo articolo assieme al cosiddetto parto asciutto.

parto asciutto
Come forse già saprete, il sacco amniotico è una sorta di membrana dentro al quale si trova il vostro bambino immerso nel liquido amniotico contenuto all’interno del sacco.

Uno degli interrogativi più frequenti espresso più frequentemente da tutte le donne che si trovano in avanzato stato di gravidanza, è relativo proprio al sacco amniotico, in particolare in merito a come capire se, effettivamente, il sacco amniotico si sia rotto oppure no.

La rottura del sacco amniotico è sempre accompagnata da un’improvvisa perdita di liquidi attraverso le vie genitali che, tuttavia, possono essere più o meno importanti a seconda dei casi.

Può capitare, infatti, che talvolta la quantità di liquido perso sia minima, come può succedere di perderne in grande quantità, avendo quasi l’impressione che continui a scorrere all’infinito.
In altri casi, invece, la perdita avviene gradualmente giorno dopo giorno, con il rilascio di piccole ma costanti quantità di liquido dall’organo riproduttivo. Quest’ultimo caso può verificarsi a causa del feto che, avendo occupato anzitempo il canale del parto, potrebbe ostruire con la testa il passaggio del liquido.

Il liquido amniotico è facilmente distinguibile dalla classica urina, sia per l’odore (decisamente meno forte e cattivo), sia per il colore (solitamente bianco).

Proprio al colore, però, dovrà essere prestata particolare attenzione, dal momento che in presenza di liquidi con una colorazione tendente al verde occorrerà recarsi immediatamente in ospedale. Liquidi verdi, infatti, sono sintomo della presenza di meconio e di una possibile sofferenza fetale.

È bene tenere presente che la rottura del sacco amniotico con conseguente perdita di liquido è un indicatore dell’avvicinarsi del momento del travaglio, che solitamente inizia entro le 24 ore immediatamente successive.

Verificato che i liquidi persi non presentino sintomi della presenza di meconio, quindi, è consigliabile recarsi al più presto in ospedale in modo che la donna possa essere visitata e monitorata in vista del momento in cui darà alla luce il feto.

Quando si ha una rottura del sacco amniotico con perdita di liquido si è in presenza di quello che viene comunemente definito come parto asciutto.

A differenza del parto asciutto, infatti, la norma ostetrica prevede che il sacco amniotico si rompa durante o immediatamente la fase espulsiva del parto.
parto asciutto

In caso la rottura delle membrane avvenga invece in tempi decisamente lontani dal momento in cui avverrà la nascita effettiva del neonato, e cioè molto tempo prima della fine delle 40 settimane, è assolutamente richiesto che la futura mamma venga portata al più presto all’ospedale più vicino in modo che venga immediatamente messa sotto controllo dai medici.

La condizione del parto asciutto potrebbe rivelarsi infatti pericolosa ed occorre l’immediato intervento del personale medico che si occuperà di verificare, con opportune analisi, la gravità e la posizione della rottura, in modo da predisporre la paziente a ricevere tutte le attenzione necessarie fino al momento in cui non si verificherà la naturale nascita del neonato.



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