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Rifiuti a Napoli: aumentano le patologie respiratorie tra i bambini

di Federica Federico

27 Giugno 2011

Le emergenze sanitarie investono l’intera collettività ma è un fatto innegabile che i loro effetti negativi colpiscano sempre prima e con maggiore gravità i soggetti più fragili: bambini, anziani e malati.

L’Italia oggi soffre una emergenza sanitaria “annunciata” e lungamente “trascurata”: l’immondizia napoletana. Più che cumuli di rifiuti quelli che invadono Napoli sono fiumi di pattume, kilometri e tonnellate di sacchetti “ non differenziabili”, male odoranti, sudati e “spalmati” sulle strade, sotto le case, dinnanzi ai portoni, agli esercizi commerciali, contraltare di una città d’arte, di mare e “di bellezze” naturali e paesaggistiche … risultato di mal governo, mal’affare e mala gestione?

È di queste ore la notizia della mobilitazione dei pediatri partenopei; i professionisti della salute infantile rivelano un dato importante: nell’ultimo mese nelle zone interessate dal “dramma” dell’immondizia si è registrato un oggettivo aumento del 10-20% delle patologie respiratorie tra i piccoli pazienti in età pediatrica. Asma, crisi respiratorie, tosse, faringiti e bronchiti asmatiche, patologie delle vie aeree in crescita tra i bambini vittime dell’immondizia napoletana.

I pediatri sembrano non avere dubbi: esiste un nesso causale tra il “disastro” del pattume abbandonato a marcire per le strade e le patologie respiratorie in aumento esponenziale tra i bambini. Questo nesso causale è rintracciabile nel fenomeno dei roghi.

Le autorità sanitarie raccomandano costantemente di non dare fuoco all’immondizia. I fumi tossici che si sprigionano dai roghi sono il male maggiore di questa emergenza “epica”.

La popolazione, tuttavia, esprime nel rogo la disperazione di una città affogata nei suoi scarti, nei rifiuti della vita quotidiana quelli tassati, comunemente affidati allo Stato, normalmente gettati perché escano dalle case ed entrino in un circuito civile di smaltimento.

Il Sindaco, neoeletto, eredita una situazione “disastrosa” di cui il Governo dovrebbe farsi seriamente carico sostenendo in ogni modo una amministrazione giovane che sta virtuosamente tentando strade innovative per una soluzione definitiva. Perché se una emergenza esiste, come di fatto esiste, va detto che è di tale gravità anche e soprattutto perché negli anni la questione dello smaltimento nel napoletano non è stata risolta alla radice, ma, piuttosto, condotta sempre a condizioni estreme e trattata ripetutamente come “emergenza”, senza mai trovare una strada seriamente risolutiva.

Il Sindaco punta sul cambiamento. Ma comune, Provincia, Regione e Governo hanno l’obbligo di accogliere il monito dei pediatri.

Il presidente della Federazione italiana pediatri, la Fimp, Giuseppe Mele sottolinea l’attenzione dei medici al problema e specifica che il loro studio procede già da tempo: da un anno a questa parte è in corso un attento monitoraggio finalizzato a verificare se ed in che misura siano aumentate le patologie pediatriche in relazione alla questione rifiuti.

Allo stato dell’indagine non si è verificato alcun nesso di causalità tra l’emergenza rifiuti e le patologie di tipo oncologico o le patologie gastrointestinali. Inoltre tali importanti malattie non hanno vissuto incrementi “significativi” rispetto ai dati registrati di norma sul territorio nazionale.

Diversamente è aumentata l’incidenza delle malattie respiratorie, più bambini sul territorio nazionale ne soffrono e asma, tosse, faringiti e bronchiti asmatiche affliggono soprattutto i bambini con predisposizione allergica. Ad ammalarsi sono più di frequente i bimbi che vivono in condizioni ambientali avverse. I roghi dell’immondizia generano tali condizioni avverse e determinano l’aumentata incidenza delle patologie.

Le autorità sanitarie rassicurano la popolazione napoletana, al momento mancano “dati epidemiologici significativi”. Tuttavia di ora in ora la quantità di immondizia sparsa per le strade aumenta ed aumentano anche le temperature, connubio questo molto poco confortante.

 



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