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Tragico Incidente: Neonata di 3 Giorni Amputata per Errore

di Federica Federico

06 Giugno 2016

A soli 3 giorni di vita, una neonata è stata vittima di un tragico incidente verificatosi presso lo stesso ospedale dov’è venuta alla luce: dopo la nascita con parto operatorio, la bambina manifestava una carenza di glucosio alla quale i medici hanno pensato di sopperire con ‘ausilio di una flebo. Il minuscolo aghetto è stato introdotto sulla mano della neonata e il banale ausilio medico ha consentito una buona e pronta normalizzazione dei valori.

Il tragico incidente ha avuto luogo presso l’ospedale di Alessandria, in un frangente privo di criticità e durante un’operazione di routine ovvero nel momento in cui la flebo doveva essere tolta: durante il taglio delle bende che mantenevano l’ago, alla bambina è stata recisa una falange.

Tragico incidente in ospedale: neonata di 3 giorni di vita resta senza una falange. Mentre venivano rimossi i cerotti e le bende con cui era stata fissata una banale flebo sulla piccola mano della bimba, un’operatrice sanitaria le ha reciso e amputato la falange superiore del dito indice della mano destra.

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La piccola, trasportata d’urgenza al Regina Margherita di Torino, è stata sottoposta ad un intervento di microchirurgia durante il quali i medici hanno fatto il possibile per porre rimedio al tragico incidente provando a riportare in sede la falange amputata. I chirurghi avevano messo in conto un rigetto e, malgrado ogni sforzo medico, così è stato.

“Purtroppo ci hanno detto che l’operazione non è riuscita”, queste le parole del papà, Fabrizio M., uruguaiano di 31 anni.

All’uomo e alla sua famiglia resta la speranza di comprendere come sia potuto accadere un incidente tanto grave quanto incredibile. Sulla scorta di un indefettibile bisogno di verità il padre ha presentato una denuncia ai carabinieri di Alessandria. La cartella clinica della bimba è stata immediatamente sequestrata e messa nella disponibilità della magistratura.

 

La gravidanza che ha portato alla luce la piccola non era stata semplice, nonostante alcune preoccupazioni, il parto operatorio, avvenuto giovedì 26 maggio, era riuscito nel suo intento e la neonata era nata sana. Stando al racconto del papà, alle 6:00 di sabato 28 maggio la scelta di attaccare la bimba ad una flebo per risollevare i livelli di glucosio; alle 9:00, tre ore dopo, la piccola torna dalla mamma affinché la donna potesse provare ad allattarla. L’allattamento al seno, però, non sembrava andare a buon fine: “Un’operatrice sociosanitaria a quel punto l’ha portata al nido per darle il latte artificiale: dopo hanno deciso di toglierle la flebo – racconta papà Fabrizio – la manina era fasciata con cerotti per tenere fermo l’ago. È a questo punto, mi hanno spiegato, poi, che per tagliare la fasciatura le hanno tranciato di netto la falange superiore del dito indice della mano destra”.

Dopo l’amputazione la neonata è stata subito assistita e immediatamente trasferita all’ospedale Regina Margherita. Quando il tragico incidente è stato reso noto al papà la piccola era già in viaggio verso il reparto di microchirurgia.

“Mi hanno fatto sedere in un ufficio e un medico mi ha spiegato cos’era successo” ha raccontato papà Fabrizio, senza nascondere che avrebbe voluto ricevere spiegazioni più dettagliate per comprendere l’accaduto.

 

 

Malgrado l’intervento di microchirurgia non abbia potuto ricostruire la manina della piccola, papà Fabrizio ha voluto porgere i suoi ringraziamenti ai medici del Regina Margherita e alla responsabile della Ginecologia dell’ospedale di Alessandria.

I primi hanno tentato tutto il possibile per riattaccare la falange alla piccola e riporteranno la neonata in sala operatoria per minimizzare al massimo il danno estetico conseguente al tragico incidente; la seconda si è occupata con dedizione della mamma aiutandola a riprendersi al più presto per potersi ricongiungere alla sua piccola (la mamma era ricoverata dopo il taglio cesareo).

Questa neonata porterà per sempre sul suo corpo il ricordo vivo del tragico incidente di cui è rimasta vittima poco dopo essere venuta alla luce. Per un errore fatale ha subito un intervento di microchirurgia a meno di 72 ore di vita, è stata sedata e ha respirato con l’aiuto delle macchine, tutto ciò pur essendo nata sana.

L’azienda ospedaliera per parte sua si è messa a disposizione della magistratura con grande serietà e piena trasparenza volendo fare chiarezza. La denuncia dei genitori non individuava il responsabile dell’accaduto, i coniugi non ne conoscevano l’identità, a quanto pare, però, la responsabile dell’amputazione è già stata identificata.



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