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Tbc a Roma:altri due casi di neonati positivi al Gemelli

Licia

di Mamma Licia

25 Agosto 2011

Altri due casi di neonati positivi al Gemelli

Ieri, alle ore 19, così come previsto e così come avverrà ancora nei prossimi giorni, si è riunita l’Unità di coordinamento che sta gestendo l’attività di controllo sui bambini nati al Policlinico Gemelli e che ha l’obiettivo di diramare ogni giorno un apposito comunicato in cui vengono pubblicati i dati ufficiali relativi all’attività svolta nel corso della giornata.

In particolare, ieri, sono emersi altri 2 casi di bambini risultati positivi al test per la tubercolosi. Sono due maschietti, uno nato nel mese di aprile ed uno nel mese di luglio. Sono 12 quindi in totale i casi di bimbi colpiti dal bacillo della TBC.

Si tratta comunque di positività al test – ribadiscono gli esperti dell’Unità di coordinamento – e non di malattia attiva. Il caso della bimba nata a marzo al Gemelli, l’unica ad aver contratto la malattia, e tuttora in cura antitubercolitica, non è ancora stato direttamente collegato con quello dell’infermiera del reparto di neonatologia del Policlinico scopertasi malata di TBC.

Ogni nuovo neonato risultato positivo – il che significa che non è malato, ma solo che è venuto in contatto con i bacillo – viene sottoposto ad ulteriori controlli e alla profilassi prevista dall’Unità di coordinamento e definita anche dalla linee guida internazionali; profilassi che evita il rischio di sviluppare la malattia in seguito all’avvenuto contatto con il batterio della tubercolosi.

Intanto, nonostante l’attività incessante e la tempestività con le quali la Regione Lazio ha risposto all’allarme TBC, qualcosa nella macchina organizzatrice non ha funzionato perfettamente e sono tanti i genitori dei bambini nati al Gemelli arrabbiati e ansiosi perché dicono di non essere stati informati a dovere e di aver saputo la notizia solamente attraverso il telegiornale; c’è anche chi annuncia di voler portare avanti una class action, procedendo con un’azione legale contro il Gemelli.

Nel frattempo, il Garante per la privacy ha aperto un’istruttoria su come alcuni organi di stampa hanno riferito – violando i principi stabiliti dal codice deontologico sul rispetto delle persone – il caso dell’infermiera del Gemelli malata di tubercolosi, riportando il nome della donna, l’iniziale del cognome e la sua età. “I media – ha sostenuto il Garante – evitino di riportare informazioni non essenziali che possano ledere la riservatezza delle persone”.

 

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