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2 Novembre: Mamma, Accendi una Candela con Tuo Figlio

di Federica Federico

02 Novembre 2016

Nel giorno della commemorazione dei defunti, che ricorre oggi 2 novembre, siamo abituati a “piangere” i nostri cari scomparsi. Ai bambini raccontiamo comunemente che questo è il giorno dei morti, il giorno del ricordo e della commemorazione. Visto così il 2 novembre è una ricorrenza triste, nella mente dei piccoli si lega subito alle visite cimiteriali e al lutto, si carica di memorie dolorose vissute nelle lacrime della perdita.

Ai bambini è possibile dare un’interpretazione diversa del 2 novembre, una lettura ispirata alla luce e volta alla speranza (lettura di cui, tra l’altro, anche gli adulti potrebbero ampiamente beneficiare).

2 novembre

Nel commemorare i morti, molti di noi questa sera accenderanno una candela. La candela può rappresentare il mezzo e il simbolo grazie al quale il bambino riesce ad accedere alla speranza, vivendo senza frustrazioni anche il ricordo dei cari defunti.

Ai più piccoli il 2 novembre può essere presentato come il giorno della luce che vince le tenebre, e la luce è quella del ricordo che rappresenta la memoria positiva e dolce di chi ci ha lasciato. L’eredità morale di chi ci ha preceduto deve continuare a fare luce intorno a noi come la fiamma di una candela.

Il giorno dei morti segue a quello dei Santi, gli uni e gli altri, anime di Dio, splendono al cospetto del Signore. Questo quanto può valere in una lettura religiosa. La candela, invece, riesce ad essere un simbolo laico capace di infondere nel bambino speranza e fiducia.

Mamma, oggi 2 novembre, accendi una candela con tuo figlio. Insieme al tuo bambino ricorda le persone care che avete perduto, non farlo nelle lacrime ma nella gioia dell’evocazione di ciò che questi Angeli hanno lasciato. Ripercorri la loro eredità morale e trasmettila a tuo figlio.

La candela va presentata al bambino come la luce dell’anima, quella che non si spegnerà mai sin quando chi resta manterrà vivo il ricordo di chi è volato in cielo. Ciò vale anche in un’ottica non religiosa e rende la ricorrenza del 2 novembre un’opportunità di riflessione sul lutto e sulla morte, concetti sempre difficili da metabolizzare e comprendere per un bambino.

La candela è per il bambino un simbolo di conforto, rappresenta la luce che l’uomo può accendere contro le tenebre e rappresenta la possibilità di vincere ogni male.

Vita da Mamma consiglia alle sue amiche mamma di leggere ai figli ”Le quattro candele”,una parabola moderna che attraverso una metafora spiega l’importanza della luce e in essa della speranza.

“Le quattro candele”

Una sera un bambino entrò in una chiesa, il luogo era illuminato solo da 4 candele.

Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente. C’era talmente tanto silenzi, che si poteva ascoltare la conversazione delle candele mentre le fiammelle le consumavano.

 

La prima diceva:

“IO SONO LA PACE, ma gli uomini non mi vogliono: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!”

Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.

 

La seconda disse:

“IO SONO LA FEDE purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, non ha senso che io resti accesa”.

Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

 

Triste triste, la terza candela a sua volta disse:

“IO SONO L’AMORE non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Troppe volte preferiscono odiare!”

E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.

 

Il bimbo nel vedere le candele che si spegnevano provò spavento e disse:

“Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!”

E così dicendo scoppiò in lacrime.

 

Allora la quarta candela, impietositasi disse:

“Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: IO SONO LA SPERANZA”

Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA DENTRO IL NOSTRO CUORE… …e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di riaccendere con la sua Speranza, la FEDE, la PACE e l’AMORE.

La candela della speranza non deve essere sopraffatta da nulla. Nemmeno la morte deve uccidere la speranza dell’uomo, essa, intesa come eredità morale, deve sopravvivere in coloro che restano e deve essere sempre animata dal ricordo.

 

Care mamme, regalate ai vostri bambini un’interpretazione positiva del 2 novembre che dia loro modo di accedere una candela in ogni buio e contro ogni dolore.

 



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