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Bambino con 3 genitori: una tecnica che fa ancora discutere

di Maria Corbisiero

08 Maggio 2017

Il 6 aprile del 2016 nasceva il primo bambino con 3 genitori, procreato grazie ad una particolare quanto controversa tecnica di fecondazione assistita chiamata “fecondazione in vitro con tre genitori” (three-parent technique).

Bambino con 3 genitori: una tecnica che fa ancora discutere.

Bambino con 3 genitori: una tecnica che fa ancora discutere

La notizia della nascita fu diffusa 5 mesi dopo il lieto evento, a renderla nota attraverso la rivista scientifica settimanale “New Scientist” il dottor John Zhang.

Quest’ultimo è il fondatore e direttore della New Hope Fertility Center (NHFC) a New York City, clinica di fertilità e procreazione assistita il cui team ha reso possibile la procreazione del bambino con 3 genitori.

 

Tutto ha avuto inizio dal forte desiderio di una coppia giordana che voleva creare una propria famiglia. Dieci ani dopo le nozze, la donna rimane finalmente incinta ma fu solo il primo dei quattro aborti spontanei che subì.

Successivamente, nel 2005, riuscì a dare alla luce una bambina purtroppo affetta dalla sindrome di Leigh, una rara malattia neurologica progressiva, conosciuta anche come encefalomielopatia subacuta necrotizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale. Chi ne è affetto riesce a sopravvivere per pochi anni.

 

La piccola morì all’età di 6 anni mentre il secondo figlio della coppia, anche lui affetto dalla sindrome di Leigh, morì a soli 8 mesi.

Entrambi i tragici eventi consentirono ai medici di comprendere le cause dei problemi di fertilità della donna: la stessa infatti era portatrice sana della malattia, la mutazione genetica era presente nei suoi mitocondri.

 

Appreso il triste destino, la coppia decise di affidarsi alla NHFC chiedendo loro di potersi sottoporre alla fecondazione in vitro con tre genitori.

In pratica, il team guidato dal dottor Zhang modificò geneticamente il DNA della donna, in particolar ne eliminò i mitocondri (organelli cellulari che forniscono energia alla cellula), portatori della mutazione genetica della sindrome di Leigh, in modo tale da consentirle di avere un figlio sano.

 

Nello specifico la tecnica consisteva nel prendere una delle uova della madre, eliminarne il nucleo ed inserire quest’ultimo nell’uovo di una donatrice privato in precedenza del suo nucleo.

L’uovo così creato, contenente sia il DNA della mamma che il DNA mitocondriale della donatrice, veniva poi fecondato con il liquido seminale del padre.

Il team della NHFC utilizzò questa tecnica per creare 5 embrioni, di questi solo uno riuscì a svilupparsi normalmente, lo stesso che ha consentito al bambino con 3 genitori di nascere.

Bambino con 3 genitori: una tecnica che fa ancora discutere

Come detto in precedenza, il bambino con 3 genitori nacque il 6 aprile del 2016 in Messico, dove non vi sono regole, in quanto questo metodo di fecondazione non è stato approvato negli Stati Uniti (l’unico paese al mondo a aver approvato la fecondazione in vitro con tre genitori nel 2015 è il Regno Unito).

 

La notizia si diffuse solo 5 mesi dopo il lieto evento mentre i risultati furono descritti dal team nel mese di ottobre presso l’American Society for Reproductive Medicine’s Scientific Congress che si svolse Salt Lake City, Utah (USA).

 

Nell’aprile di quest’anno l’equipe della NHFC ha pubblicato sulla rivista online Reproductive BioMedicine il resoconto della procedura che ha reso possibile la nascita del bambino con 3 genitori che, giunto all’età di 7 mesi, non mostrava alcun segno della sindrome di Leigh.

Come facile intuire la nascita del bambino con tre genitori si è rivelata essere una scoperta scientifica sì molto importante ma anche alquanto controversa.

Oltre all’aspetto etico, bisogna considerare l’attuale mancanza di dati registrati nel lungo termine che possano permettere di determinare come valida e sicura questa tecnica di fecondazione.

Il bambino con tre genitori infatti dovrà essere sottoposto monitorato per molti anni perché alcuni esami hanno rilevato in lui una percentuale pari al 5% di presenza di mitocondri della madre, ossia quelli portatori della sindrome di Leigh.

 

Il team che ha permesso la nascita del bambino con 3 genitori infatti afferma che vi sia il potenziale rischio che la parte di DNA “difettoso” della madre, trasferito durante l’inserimento del suo nucleo nell’ovulo della donatrice, possa aumentare nel corso degli anni.

 

Intanto, nei primi mesi di quest’anno è stata data la notizia della nascita di un secondo e terzo bambino con 3 genitori, per l’esattezza una femminuccia, venuta alla luce il 5 gennaio, ed un maschietto, nato il 19 febbraio, presso una clinica della fertilità di Kiev, in Ucraina.

Stavolta la procreazione, realizzata dal team guidato dal dottor Valery Zukin, è stata resa possibile grazie ad una tecnica diversa da quella usata dal dottor Zhang.

Bambino con 3 genitori: una tecnica che fa ancora discutere

Il dottor Valery Zukin con la piccola nata in Ucraina

Entrambi i bambini stanno bene ma, come il precedente, anche loro verranno monitorati in quanto la tecnica è considerata del tutto sperimentale.



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