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Insegnante di sostegno: compiti e competenze

di Maria Corbisiero

05 Dicembre 2017

In una società che mira all’integrazione, all’abbattimento di barriere sociali ed alla promozione dell’autonomia del singolo, in particolar modo dei soggetti diversamente abili, la figura dell’ insegnante di sostegno diventa fondamentale.
 

Ma chi è veramente l’ insegnante di sostegno?

E quali sono i suoi effettivi compiti?

 

Insegnante di sostegno: chi è e cosa fa

 
Insegnante di sostegno: compiti e competenze
 
È purtroppo idea comune ed alquanto diffusa considerare un insegnante di sostegno come un docente assegnato in via del tutto esclusiva al singolo alunno portatore di handicap.
 
Al contrario, a tale figura è affidato un compito ben più importante ed ampio ma soprattutto molto delicato.
 
Come riportato nel comma 6 dell’articolo 13 “Integrazione scolastica” della legge n° 104 del 5 febbraio 1992 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), gli insegnanti di sostegno:

“assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti”.

Cosa significa un insegnante di sostegno contitolare della classe?

Contitolarità vuol dire che tale docente non è l’unico insegnante a cui è affidata l’integrazione dell’alunno disabile, tale responsabilità deve invece essere condivisa con tutti i docenti curricolari che lavorano in quella classe.
 
Se osservato dal punto di vista comunitario, il compito di un insegante di sostegno è quello di riuscire a migliorare la società.
 
Com’è possibile tutto ciò?
 
Il lavoro di integrazione si basa innanzitutto su un concetto di base: conoscere appieno la disabilità dell’alunno, individuarne le potenzialità e svilupparle seguendo i tempi e i modi opportuni.
 
Il lavoro dell’insegnante di sostegno e dei decenti curricolari deve essere un lavoro di classe fatto per la classe così da educare tutti gli alunni al valore della persona, all’integrazione del singolo all’interno di un gruppo, in tal caso la classe, senza mai dimenticare la soggettività di ognuno.
 

Insegnante di sostegno: compiti e competenze

 
Insegnante di sostegno: compiti e competenze
 
L’insegnante di sostegno può essere definito un mediatore, è suo compito infatti mediare tra l’alunno disabile e i suoi compagni di classe, tra l’alunno disabile e gli altri insegnanti, tra l’alunno disabile e la scuola intesa come istituzione.
 
Per rendere possibile tutto questo, un insegnante di sostegno deve lavorare in modo attivo con i docenti curricolari prendendo parte alla programmazione ed alla stesura di documenti e progetti relativi al percorso educativo-didattico dell’alunno disabile.

Nello specifico, un insegante di sostegno deve:
 

  • Raccogliere informazioni sull’alunno con handicap a lui affidato sia tramite gli esperti che lo seguono sia effettuando colloqui con i familiari dello studente;
  • Stendere il P.E.I. (Piano educativo individualizzato), rendendolo disponibile a modifiche e variazioni, che dovrà essere valutato e sottoscritto dai docenti curricolari nel CdC;
  • Partecipare in modo attivo alle attività didattiche anche quando l’alunno disabile risulta assente. In questo caso dovrà affiancarsi al docente curricolare e aiutarla laddove si riscontrino difficoltà da parte degli altri alunni;
  • Valutare l’alunno con handicap attraverso prove d’esame o invalsi differenziate;
  • Partecipare alla valutazione e valutare tutti gli altri alunni della classe;
  • Tenere un registro personale sul quale registrare le attività didattiche svolte, la programmazione seguita, verbali, relazioni nonché una relazione finale;
  • Gestire i rapporti con i familiari dell’alunno.

 
Per quanto riguarda le competenze, un insegnante di sostegno deve:
 

  • Avere competenze metodologiche;
  • Avere competenze teoriche e applicative dei contenuti;
  • Avere competenze relazionali: deve saper lavorare in gruppo;
  • Saper individuare le difficoltà di apprendimento di ogni singolo alunno;
  • Saper riconoscere i B.E.S. (Bisogni educativi speciali);
  • Saper coordinare le attività per l’Integrazione Scolastica nel C.d.C.

 
 
 
 
 
 
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