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Morta a 12 anni: il papà di Zaray cerca la verità

di Maria Corbisiero

25 Gennaio 2018

Da 4 mesi ormai la famiglia della giovane Zaray, morta a 12 anni dopo un intervento per la riduzione di una frattura scomposta al femore, è in attesa di sapere cosa sia accaduto in sala operatoria quel fatidico giorno 19 settembre 2017.

Seppur molte delle loro domande sono rimaste ancora inevase, i loro dubbi sembrano iniziare a trovare conferma nelle parole di una studentessa, una giovane anestesista al quinto anno di specializzazione che, proprio quel giorno, si trovava in sala operatoria con Zaray.
 

Morta a 12 anni: il papà di Zaray cerca la verità.

 
Morta a 12 anni: il papà di Zaray cerca la verità

“Vorrei tanto poter ringraziare quella giovane specializzanda in anestesia. Prima o poi lo farò […] Le dirò grazie per l’attenzione che ebbe il giorno dell’intervento, ma anche perché mi ha consentito di ricostruire un altro pezzetto di verità sulla morte di mia figlia Zaray”.

Sono le parole di Massimo Coratella, papà della giovane morta a 12 anni che dal 19 settembre del 2017, giorno in cui è stato dichiarato il decesso di sua figlia, non si dà pace per quell’improvvisa ed inaspettata tragedia che, stando alle ultime dichiarazioni, si sarebbe potuta evitare.
 
In data 24 gennaio infatti, sul portale web legato al quotidiano Corriere della Sera, è riportata la ricostruzione dei fatti, contenuta nella relazione della commissione di inchiesta, effettuata dalla 33enne Elisiana Lovero, specializzanda in anestesia.
 

Il calvario di Zaray, la giovane morta a 12 anni di origini colombiane adottata dai Coratella all’età di 6 anni, ha inizio lo scorso 15 settembre.

 
In seguito ad una caduta la giovane fu portata d’urgenza al pronto soccorso del Policlinico di Bari e successivamente trasferita all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari dove 4 giorni dopo, ossia il 19 settembre, fu sottoposta ad un intervento per la riduzione di una frattura scomposta al femore.

“Dopo un’ora il chirurgo esce dalla sala operatoria e mi fa il segno del pollice alzato: tutto è andato bene – racconta papà Massimo – Dal sollievo per quel pollice alzato alla disperazione. Da quel momento la mia vita si è trasformata nel tentativo di rimanere a galla in un mare di dubbi e strazi. Cerco invano di capire cosa è successo”.

Da quell’intervento Zaray non si sveglierà più, alle 15:30 di quello stesso giorno verrà dichiarata morta a 12 anni per ipertermia maligna (IM), una rara malattia genetica che può manifestarsi come una grave reazione dovuta alla somministrazione di alcuni farmaci usati per l’anestesia generale.
 
Se diagnosticata in tempo l’ipertermia maligna può non essere letale purché al paziente venga somministrato un farmaco ben specifico, il dantrolene sale sodico.
Stando alle dichiarazioni della studentessa, suddetto farmaco non era disponibile in ospedale al momento dell’intervento di Zaray.
 

Morta a 12 anni: le scioccanti rivelazioni dell’anestesista specializzanda.

 
Morta a 12 anni: il papà di Zaray cerca la verità
 
Come riportato sul Corriere, poco dopo l’inizio dell’intervento la dottoressa al quinto anno di specializzazione fu costretta ad interrompere i chirurghi ortopedici perché allarmata da alcuni valori anomali della 12enne.

Contattato l’anestetista responsabile, eseguì le indicazioni date da quest’ultimo senza però ottenere alcun miglioramento nella paziente. A quel punto la Lovero ipotizzò l’ipertermia maligna ma venne esortata ad uscire dalla sala operatoria.

“Ho ipotizzato in maniera esplicita che potesse trattarsi di ipertermia maligna. Ho toccato la fronte della paziente che sembrava calda – spiega la Lovero che, a quel punto, chiede il dantrolene e un termometro – Mi è stato risposto che il dantrolene non c’era e me ne sono meravigliata […] Alle rimostranze degli ortopedici per le continue interruzioni mi viene detto di uscire dalla sala esonerandomi dalla mia attività”.

Le fu chiarito poi dal caposala che le scorte del farmaco non erano state ripristinate mentre il termometro che le avevano dato si era invece rivelato rotto.

Solo dopo l’operazione, quando la giovane morta a 12 anni fu trasferita in terapia intensiva, i medici si dissero concordi nella diagnosi di ipertermia maligna. Ma ormai era troppo tardi.
 
L’indagine per omicidio colposo è ancora in corsi ma, a distanza di 4 mesi, sono ancora tanti i dubbi di papà Massimo e mamma Paola che continuano a piangere la loro bambina proseguendo nella loro disperata ricerca della verità.

“È una parte di noi che se n’è andata e che non può essere colmata in nessun modo” dichiara con la voce rotta dalle lacrime il papà di Zaray che attende fiducioso che sia fatta chiarezza su quanto accaduto a sua figlia.
 
 

 
 
Fonte: Corriere

 

 

 



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