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Omicidio Noemi Durini: risultati choc dell’autopsia

di Maria Corbisiero

05 Marzo 2018

Nelle ultime settimane di Febbraio sono stati resi noti dei nuovi e agghiaccianti particolari sull’ omicidio Noemi Durini. I risultati ultimi dell’autopsia confermano le parole del fidanzato reo confesso, quelle che lo stesso ha pronunciato poco dopo aver ritrattato la sua ultima versione:

la giovane 16enne era ancora viva quando è stata sepolta sotto un cumulo di pietre, diventate poi la sua tomba.

 

Omicidio Noemi Durini: risultati choc dell’autopsia.

 
Omicidio Noemi Durini: risultati choc dell’autopsia
 

Roberto Vaglio, medico legale incaricato dalla Procura per i Minorenni di Lecce di prestare la propria consulenza al fine di accertare le cause della morte della 16enne di Specchia (LE) – scomparsa la notte tra il 2 e il 3 settembre scorso e ritrovata cadavere 10 gironi dopo – ha scritto sul proprio rapporto che Noemi è morta “per insufficienza respiratoria acuta conseguente ad asfissia da seppellimento mediante compressione del torace e dell’addome”.

 

In altre parole, ad uccidere la ragazza non sono stati i colpi inferti al collo e alla testa – confermati dalle lesioni multiple riscontrate durante l’esame autoptico – al contrario la morte sembra sia sopraggiunta dopo una lenta agonia.

 

I nuovi particolari forniti dall’autopsia fanno supporre che l’assassino abbia dapprima picchiato Noemi che, una volta ferita e priva di coscienza, è stata poi trascinata per diversi metri fino a raggiungere il luogo dove è stata sepolta sotto un cumulo di pietre, in un punto della campagna situata fra Santa Maria di Leuca e Castrignano del Capo.

Qui fu ritrovata cadavere la mattina del 13 settembre 2017 grazie alle indicazioni del suo fidanzato che, dopo un lungo interrogatorio, aveva confessato il reato acconsentendo di portare gli inquirenti sul luogo della sepoltura.

 

Omicidio Noemi Durini: la ragazza è stata sepolta viva.

 
Omicidio Noemi Durini: risultati choc dell’autopsia

Sepolta viva, lo aveva dichiarato anche L.M., fidanzato di Noemi, alcune settimane fa, nel corso della perizia utile a valutare la capacità di intendere e di volere del ragazzo di Alessano (LE).

Tra i vari passaggi della consulenza effettuata dalla psicologa-psicoterapeuta Maria Grazia Felline e dello psichiatra-psicoterapeuta Alessandro Zaffarano, resi noti lo scorso 16 Febbraio 2018 dal quotidiano “Il Mattino”, si legge:

 

“L.M. conferma che Noemi fosse caduta. E, nuovamente, dichiara che mentre poneva le pietre sopra alla ragazza, lei dicesse: Che c… stai facendo?”.

 

E ancora:

 

I consulenti: ‘Perché le mettevi le pietre sopra?’.

L.M.: ‘Per nasconderla’.

I consulenti: ‘Ma se lei era viva, cosa dovevi nascondere?’.

L.M: ‘Quando sono andato via io, Noemi era viva’.

Consulenti: ‘Come fai a saperlo?’.

L.M.: ‘Lo so…diceva “che cogl… che cogl”, diceva. “Che mi hai fatto, che mi hai fatto”. Perché con un colpo qua non è che muori’. Riferendosi al colpo inferto sulla nuca della giovane con un coltello.

 

Poco prima di fare queste nuove sconcertanti rivelazioni sull’ omicidio Noemi Durini, che ripetiamo hanno trovato conferma nell’esame autoptico, L.M. avevo letto ai consulenti incaricati di effettuare la perizia psichiatrica la lettera che nei primi giorni dello scorso gennaio aveva consegnato alla polizia penitenziaria, una lettera con la quale ritrattava la sua ultima versione e si dichiarava innocente.

Accusato di omicidio volontario dopo aver confessato il delitto, L.M. infatti ha cambiato nuovamente versione, indicando come esecutore materiale del brutale omicidio della fidanzatina Fausto Nicolì, meccanico 49 anni nonché loro amico, che, seppur dichiaratosi estraneo ai fatti, risulta oggi iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Lecce.

 
 
 
Fonte: Ansa Il Mattino



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