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Allatta al seno la figlia di 9 anni

di Federica Federico

11 Novembre 2018

6 mesi, è questo il tempo pacificamente considerato importante per l’allattamento al seno esclusivo; 12\24 mesi è, invece, il più ampio spazio di tempo entro cui il bambino può godere beneficamente del supporto del latte materno adattandosi, con i suoi ritmi e le sue specificità, alla dieta solida, ovvero al più completo svezzamento (il bimbo completamente svezzato si dice divezzo).

 

Ci sono mamme che scavalcano la soglia ideale dei 24 mesi, altre che non aderiscono, invece, alla logica dell’allattamento prolungato. Non esiste una regola o un limite oggettivo, fanno la differenza l’interesse del bambino, la sua sensibilità e lo specifico bisogno che manifesta ad essere nutrito dalla mamma.

 


Sharon Spink, mamma 50enne inglese, ha dichiarato di aver protratto l’allattamento di sua figlia sino ai 9 anni d’età della bambina, lo dimostrano una serie di foto-manifesto rese pubbliche dalla donna.

 

Quando la donna ha deciso di farne una questione pubblica, la reazione sociale non è stata unanime e qualcuno ha insinuato forti dubbi sull’opportunità di offrire il seno a una ragazzina in età preadolescenziale.

 

 

A 9 anni si avvicina il ciclo mestruale e l’organismo è interessato da cambiamenti fisici e ormonali; il percorso psicologico e emotivo dei bambini segue gli istinti pre-puberali e il corpo comincia a essere osservato e indagato tenendone conto; a quest’età l’autonomia non può più essere più una piccola aspettativa, ma deve divenire una concreta conquista quotidiana.

 

Allatta al seno la figlia di 9 anni

Allatta al seno la figlia di 9 anni e definisce il suo scopo come “svezzamento a termine naturale” – che vorrebbe dire?

 

 

Sharon Spink è mamma di quattro figli, la ragazzina che ha mostrato al mondo mentre sta attaccata al suo seno è l’ultima nata. I fratelli più grandi hanno 30 anni,Kim, 28 anni, Sarah, e 12 anni, Isabel.

 


Al TheSun, la mamma ha raccontato di avere avuto difficoltà nelle prime tre esperienze di allattamento, al punto d’essere ricorsa all’aggiunta.
Fa anche un riferimento diretto ai suoi parti, tutti cesarei, confessando di aver “subito” il parto operatorio come una sconfitta del corpo.

 

Così, quando nacque la sua ultima bambina, la donna preparò se stessa all’allattamento come ad una sfida di rivalsa; portandolo avanti recuperava fiducia nel corpo e godeva della propria maternità. Questa mamma si dice rinnovatamente consapevole, maturata rispetto alle prime due esperienze di maternità e nell’intervista internazionale sottolinea di essere diventata anche una “consulente per l’allattamento”.

 

Sharon allatta al seno la figlia di 9 anni, avrebbe voluto allattarla sino ai 10, eppure dice che in principio l’obiettivo era solo quello di nutrirla per il primo anno di vita.

 

 

Inizialmente mamma Sharon si era posta l’obiettivo di 12 mesi di allattamento, poi “la cosa è andata avanti” e in lei si è stratificata l’idea di poter compiere uno svezzamento a termine naturale, cioè avrebbe allattato senza porre limiti temporali a questo contatto madre figlia attendendone il naturale estinguersi.

 

Fino ai quattro\cinque anni la bambina è stata allattata al seno tre volte al dì, negli ultimi quattro anni la frequenza dell’allattamento si è gradualmente abbassata sino a raggiungere una poppata al mese. E ora la ragazzina avrebbe deciso di smettere di ciucciare, una decisione personale della bambina non ostacolata dalla mamma.

 

Mamma Sharon sottolinea che la sua aspirazione ultima era quella di raggiungere i dieci anni della figlia, tuttavia all’inizio di quest’anno la ragazzina si è ritratta dal seno materno autonomamente e la donna ha adeguato alla scelta di Charlotte (questo il nome della giovane) lo stop all’allattamento.

 

Allatta al seno la figlia di 9 anni, per questo viene insultata e avversata.

 

 

Sharon ha allattato sua figlia pubblicamente sino ai quattro anni circa, dopo ha reso privato il loro rito. Questo cambiamento è avvenuto proprio in considerazione della reazione sociale all’allattamento al seno della bimba allora già grande.

Per Sharon la gente non comprendeva; per la gente, forse, Sharon non lasciava sufficiente autonomia alla bambina che stava diventando una piccola donna.

 

Il dilemma si è risolto in lunghi anni di allattamento privato. Oggi, quando questo capitolo della vita familiare di mamma e figlia potrebbe direi finito, Sharon lo rende più che pubblico: ne fa una faccenda virale con molte foto che per la “grandezza” della ragazzina sono quassi anacronistiche.

Allatta al seno la figlia di 9 anni

Mentre tra i sostenitori dell’allattamento a oltranza c’è chi condivide la posizione di Sharon; moltissimi la hanno avversata, appellando la mamma anche con termini forti, sino ad arrivare a chiamarla “mostro”.

 

La mamma che allatta la figlia di 9 anni dice, a sua discolpa, che il loro è un rapporto solidificato, che l’allattamento prolungato ha creato una profonda intimità, che la bambina lo ha vissuto con naturalezza e persino che in nove anni di vita si è ammalata molto raramente (il che non equivale a dire mai).

 

Chi avversa Sharon ne fa una questione di autonomia, emancipazione, crescita affermazione del bambino dalla mamma. Perché se è vero che l’allattamento serve anche a condurre il bebè verso un sereno approccio al mondo esterno, è egualmente vero che le coccole della mamma devono mutare forma e sostanza a seconda delle età e delle esigenze del figlio.

 

La stessa Sharon confessa che l’allattamento della sua ultima figli ha scatenato qualche gelosia nella terzogenita.

 

Inoltre, dopo la popolarità mediatica di questa scelta peculiare, Sharon ha dovuto spiegare alla sua piccola signorinella il perché di tanti insulti, di molte critiche e di cotanta opposizione.

Da mamma mi chiedo se la pubblicazione delle immagini di questo allattamento “ingombrante” (perché il corpo della bambina è quello di una signorinella) sia stata accettata con piena consapevolezza dalla figlia.

 

Allatta al seno la figlia di 9 anni, perché decide di raccontarlo al mondo e pubblicare le foto?

 

La giustificazione di mamma Sharon è etica: ha voluto pubblicare l’intera storia per stimolare le mamme che allattano a oltranza a uscire allo scoperto. Secondo questa mamma, per la sua sensibilità di madre, donna e consulente dell’allattamento, sono molte le mamme che allattano oltre i due anni e anche oltre età considerate convenzionali, tuttavia lo farebbero privatamente per paura del pubblico giudizio.

 

Ebbene, Sharon vorrebbe che queste mamme si sentissero libere di allattare dove come e quando vogliono senza condizionamenti, senza doversi chiedere se è giusto o meno. L’età è però un fattore oggettivo che non può prescindere da una valutazione della autonomia e dell’emancipazione di un figlio. Setsso discorso varrebbe se si dicesse che un ragazzino a 9 anni dorme ancora solo e soltanto nel lettone con mamma e papà.

 

Allatta al seno la figlia di 9 anni, il papà cosa dice?

 

Il padre 45eenn viene citato solamente marginalmente, lui accetta, questo quel che emerge dall’intervista alla mamma.

 

L’intervista di Sharon Spink racconta di una esperienza singolare di allattamento, ma è molto incentrata sulla mamma, lascia gli altri “protagonisti” della famiglia quasi sullo sfondo.

 

Ovviamente questa è una mia personalissima lettura da madre, compiuta forse con quello spirito critico che sempre mi caratterizza: io ritengo che da mamme dobbiamo costantemente sforzarci di mettere l’interesse dei figli (tutti i figli) al primo posto, anche quando ciò equivalga a rivedere e ridimensionare dei nostri personali convincimenti o obiettivi.

 



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