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Norina Matuozzo: uccisa con 3 colpi di pistola dal marito

di Redazione VitaDaMamma

03 Marzo 2019

Un’altra mamma come noi è morta per mano del papà dei suoi figli, un altro femminicidio, un’altra vita sottratta al futuro dei sui bambini, un altro uomo con le mani sporche di sangue e il cuore carico di violenza: a Melito di Napoli (hinterland del napoletano non lontano da Scampia) Norina Matuozzo ha perso la vita quando è stata raggiunta da tre colpi di arma da fuoco saragi dall’ex marito.

 

Norina Matuozzo femminicidio

Immagine di repertorio – fonte immagine 123RF con licenza d’uso.

 

Norina Matuozzo, 33 anni, sposata, con due figli, è stata rinvenuta cadavere, uccisa a colpi d’arma da fuoco sparati da distanza ravvicinata.

 

Norina era distesa in una pozza di sangue in un appartamento probabilmente di proprietà dei suoi genitori, i vicini avevano allertato le forze dell’ordine dopo aver sentito più spari, esattamente sono tre i colpi che hanno strappato la vita a questa donna.

 

Poco dopo l’intervento delle autorità, il marito (da cui pare che Norina fosse separata) si è costituito dichiarandosi colpevole della morte della moglie:

 

alle forze dell’ordine ha raccontato di essersi recato in quell’abitazione con l’intento di togliersi la vita dinnanzi agli occhi della donna, ma le cose sono andate del tutto diversamente. Il marito killer si dice vittima di un raptus che lo ha portato a uccidere Lei anziché se stesso.

 

Norina Matuozzo

Immagine di repertorio – fonte immagine 123RF con licenza d’uso.

 

Norina Matuozzo lascia due figli di 14 e 7 anni, rispettivamente una femmina e un maschio.

 

La dinamica dell’omicidio, così come il movente, sono tutti da accertare:

 

il delitto è avvenuto in un complesso urbano d’edilizia popolare; i Carabinieri sono intervenuti d’urgenza, dopo le segnalazioni degli spari arrivate telefonicamente al 112; quando le forze dell’ordine sono giunte sul posto Norina Matuozzo giaceva già cadavere. Il marito – che alcune fonti stampa dichiarano separato della donna – si è costituito poco dopo.

 

La sua confessione, fosse anche il suo pentimento, non potranno, però, restituire mai la mamma a quei due figli che oggi restano senza la guida, l’amore e la dedizione dei genitori.

 

Se le nostre preghiere da mamme vanno a Norina, perché la sua memoria basti a far sentire ai figli l’amore di una mamma, un urlo di giustizia deve accompagnare, contemporaneamente, il pensiero rivolto a questi ragazzini, bambini a cui è stato sottratto l’amore più grande e nobile, quello della madre.

 


L’immagine social che accompagna questo scritto mostra, accanto alla foto di repertorio (identica a quella di copertina), il volto di Norina, nello specifico la foto della vittima provine da fonte web:internapoli.it



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