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Beatrice Morici, morta a 5 mesi a seguito di un intervento al cuore

di Federica Federico

25 Agosto 2019

Quando una madre mette al mondo un figlio, così come quando un padre lo prende per la prima volta tra le braccia, tutto il futuro, i progetti, le aspettative, i sogni, si sintetizzano nel primo incontro di sguardi: gli occhi si dicono ce l’abbiamo fatta e ce la faremo l’uno per l’altra, ed è questa l’essenza della vita.

 

A Beatrice Morici la vita è stata sottratta dopo 68 giorni di agonia attaccata ad una macchina cuore polmoni, dopo 12 ore di sala operatoria e dopo soli 5 mesi di vita. Il suo decesso è avvenuto in circostanze ancora da chiarire e come conseguenza di un intervento chirurgico che avrebbe dovuto rimediare a una malformazione cardiaca.

 

Beatrice Morici morta dopo un intervento chirurgico

Sono due le indagini giudiziarie aperte per la morte della piccola Beatrice Morici, per una il PM ha chiesto l’archiviazione. I genitori vogliono verità e giustizia.

 

Ma procediamo con ordine partendo dalle condizioni in cui Beatrice Morici è nata, dalla sua salute al moneto del ricovero e dell’ingresso in sala operatoria, per arrivare, infine, alle indagini sul suo decesso.

 

Gli occhi mare di Beatrice hanno smesso di affacciarsi sulla vita, Benedetta Bua, la mamma, e Marco Morici, il papà, stanno conducendo una battaglia in nome della verità e della giustizia, la loro voce merita di essere condivisa e di avere una vasta eco.

 

Partiamo dalle circostanze della morte di Beatrice Morici, come al momento sono note e riportate alla stampa nazionale:

 

Beatrice veniva alla luce il 2 marzo 2018 presentando una malformazione cardiaca già evidenziata durante la gestazione. La mamma tutt’ora definisce la condizione di sua figlia come “gestibilissima”.

 

La piccola presentava un difetto intraventricolare (cosiddetto Div) già diagnosticato durante la gravidanza e tenuto sotto controllo in utero. Il Div di Beatrice non ne metteva a rischio la vita; stando alle prospettive che i medici avevano esposto ai genitori, con la debita attenzione e con i necessari controlli, la bambina avrebbe potuto condurre una vita serena e lunga.

 

Guardando l’ultima foto scattata alla bimba pochi minuti prima che le porte della sala operatoria si aprissero per accoglierla, Beatrice sembrava l’immagine della salute. Se quanto appena esposto è il sunto di quella che era la condizione medica della paziente, è lecito chiedersi:

 

perché Beatrice Morici è stata operata?

 

Nell’affidare la bimba nelle mani del cardiochirurgo, i genitori seguivano il consiglio di un cardiologo dell’ospedale Cervello, struttura in cui Beatrice era nata. Il medico consigliò loro di agire prontamente per la correzione del Div, lo racconta la mamma. Così ad operare Beatrice è stato un cardiochirurgo del Bambino Gesù di Taormina, l’intervento, preceduto dalla indagini necessarie, doveva durare 4 ore e si prospettava in un clima di assoluta tranquillità.

 

La piccola aveva effettuato il ricovero il 30 giugno 2018 ed era stata sottoposta a ecocardiogramma e angioTAC. Come la mamma stessa sottolinea, detti esami hanno, per protocollo e logica, lo scopo di rendere palese qualsiasi condizione in cui i chirurghi opereranno, sono la mappa attraverso cui i medici si muovono nel campo operatorio, cioè nella sala e una volta aperto il corpicino del paziente.

 

In sede di ecocardiogramma il cardiologo di Taormina aveva notato una deviazione del percorso dell’arteria (cosiddetto sling polmonare).

 

Il cardiochirurgo — scrive la mamma in una lettera aperta e assetata di giustizia, recentemente divulgata via Facebookci aveva però assicurato di avere la situazione molto chiara, avendo effettuato l’angioTAC“.

Beatrice Morici morta a 5 mesi, indagini

Alle 10,30 del 3 luglio 2018 Beatrice Morici entrava in sala operatoria. La mamma disegna il ritratto della sua bambina 12 ore dopo, l’immagine che evoca è agghiacciate:

 

Esce dopo 12 ore in condizioni pietose, maltrattata, esausta, piena di tubicini che uscivano dal naso, dalla bocca, dalla pancia. Il cardiochirurgo ci dice che l’intervento è stato più complicato del previsto: a Beatrice manca l’arteria polmonare sinistra.

 

Malgrado l’angioTAC nessuno sapeva che Beatrice non aveva l’arteria polmonare sinistra? E’ valido il consenso prestato dai genitori all’operazione? E’ ammissibile la mancata osservazione di un dato così cruciale?

 

I genitori di Beatrice propongono queste domande a chi detiene la responsabilità del percorro della giustizia. Ciascuno di noi, in qualità di padre o di madre, non può non accogliere questi stessi dubbi e farli propri.

 

Signori Morici, purtroppo vi ho omesso che l’angioTAC era illeggibile“, sarebbe stata questa la giustificazione del cardiochirurgo e sarebbe l’illeggibilità dell’angioTAC il dubbio principale della famiglia.

 

I chirurghi hanno aperto un corpicino senza averne la mappa e lo hanno fatto in una condizione di pacifica buona salute? Sta di fatto che, malgrado la sua malformazione, Beatrice non aveva alcun sintomo e cresceva bene, pertanto non vi era alcuna urgenza operatoria.

 

Perché operare una bambina senza l’unico esame che avrebbe chiarito la situazione e quindi la diagnosi? Perché, non essendo Beatrice in fin di vita, non ripetere l’esame?Queste le domande che la mamma impone all’attenzione di tutti, ed è innegabile che una risposta resta doverosa!

 

Dopo l’intervento, il cuore di Beatrice non ha retto allo sforzo, la bimba ha avuto un arresto cardiaco con conseguente ischemia cerebrale. Allertata l’Aeronautica Militare, l’ospedale dispone il trasferimento della piccola al Bambino Gesù di Roma dove la bimba si è spenta 68 giorni dopo. I genitori l’hanno vista attaccata ad una macchina cuore polmoni, hanno pianto e pregato, hanno cercato risposte e trovato dolore.

 

Beatrice, la sua mamma e il suo papà meritano giustizia.

 

A fronte di una denuncia incardinata presso la Procura di Roma, il corpo di Beatrice è stato posto sotto sequestro ed è stata disposta l’autopsia. Tuttavia, a otto mesi dal decesso, ancora non è stata depositata la relazione conclusiva.

 

Contemporaneamente un’altra denuncia ha dato luogo a un’indagine a Messina, indagine per la quale, però, il PM ha già domandato l’archiviazione. Si può archiviare l’indagine per una morte ancora tutta da chiarire?

Secondo i genitori di Beatrice Morici no, quantomeno restano aperte delle domande\dubbi nodali:

  • il medico legale incaricato non è un esperto in materia di cardiologia pediatrica e, pertanto, ha dei limiti che possono essere superati solo incaricando un tecnico specializzato, come la legge ammette e indica. Perchè?
  • Si dovrebbe appurare se l’intervento ha o meno avuto luogo su una diagnosi sbagliata e sulla base di un esame ripetibile laddove illeggibile.
  • Ammesso che l’angioTAC fosse illeggibile, perchè ai genitori non era stato comunicato?

 

I genitori di Beatrice Morici chiedono la condivisone della lettera aperta che la mamma ha pubblicato su Facebook, vitadamamma fa suo questo appello e coinvolge tutte voi per portare lontano la voce di questa madre disperatamente in cerca di giustizia:



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