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Alluvione Genova oggi

di Federica Federico

05 Novembre 2011

genova alluvione danniAlluvione a Genova, esondazione del torrente Ferreggiano: 6 morti – tutte donne – tra loro anche due bambine.

E’ come se ci fosse una guerra in corso. In questo momento non c’è altro da fare che mettersi in salvo“, ha dichiarato il sindaco di Genova Marta Vincenzi.

La natura non conosce la modernità, non ha pietà della cementificazione né del progresso, gli eventi naturali avvengono ovunque allo stesso modo: seguendo il loro corso ambientale, indipendentemente dalla presenza dell’uomo.

L’uomo, nella fattispecie le autorità, avrebbero solo il compito di prevedere la gravità di certi moti della natura e tutelare la cittadinanza interessata.

I fatti:

genova alluvione oggi danniGenova aspettava il maltempo, la tempesta era stata prevista e nei giorni precedenti era stato diffuso l’allerta meteo 2, il massimo grado di attenzione.

Andando forse oltre le più disperate previsioni, la tempesta si è abbattuta ieri su Genova, ove sono caduti dal cielo trecento millimetri di pioggia in poco più di 12 ore, dalla mezzanotte alle 13 di ieri, un volume d’acqua pari ad un terzo della pioggia che in media cade sulla città in un anno.

L’acqua ha portato morte e devastazione: 6 morti, tutte donne e tra loro anche due bambine.

Le zone più colpite dalla esondazione del torrente Fereggiano sono state quelle del quartiere Marassi.

I danni sono enormi: le immagini disperate mostrano strade sommerse dal fango, auto trascinate da fiumi di acqua fangosa e poi abbandonate le une sulle altre ai bordi delle vie, scaraventate lì dalla tempesta implacabile ora rappresentano pietosi cumuli di angoscia.

L’acqua è stata furiosa, i fiumi fangosi che hanno invaso le strade sono stati incontenibili e la forza delle correnti inesorabilmente ha trascinato ogni cosa: auto, cassonetti, arredi stradali e finanche persone!

I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte e lavorano ancora incessantemente, con loro gli addetti alle fognature, le forze dell’ordine e gli operatori del pubblico soccorso.

Genova è una città profondamente ferita.

La situazione attuale:

dalle ore sette di questa mattina vige il divieto di circolazione come disposto dal sindaco Marta genova alluvione il giorno dopoVincenzi. Per le strade, quindi, si muovono soltanto mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, taxi e autobus.

C’è qualcuno che disperatamente viola il divieto e circola con la propria autovettura – attenzione chi lo fa, non solo agisce in contrasto con una disposizione importante dettata per mantenere l’ordine pubblico e la sicurezza, ma, soprattutto, agisce mettendo a repentaglio la propria incolumità.

 

Genova è per sua natura una città a rischio esondazione, ciò è di fatto dimostrato dalla sua geografia:

genova cartina e’ una striscia di terra compresa tra mare da un lato e monti dall’altro; il territorio è segnato da diversi corsi d’acqua che si muovono anche tra le zone abitate in quanto la cementificazione ha raggiunto persino i pendii.

Il Fereggiano è il torrente esondato ieri, quello che ha provocato la tragedia.

Il Fereggiano nasce come affluente del Bisagno.

Il suo letto e’ stato parzialmente coperto e la sua porzione terminale ad oggi scorre sotto via Fereggiano e via Monticelli, nella parte a levante di Genova (le zone più colpite dalla esondazione, quelle ove è “scoppiata la bomba d’acqua e fango”).

Che il Fereggiano non fosse sicuro si sapeva? Al torrente si erano interessati Bertolaso nel 2006 e Prodi nel 2007:

  • di fatto nel 2006 l’allora capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, preannunciò dei lavori volti alla messa in sicurezza del torrente: interventi sugli argini e sul letto del Ferreggiano;
  • nel 2007, l’allora presidente del Consiglio, il professor Romano Prodi rilevò una condizione di emergenza ed attenzione rispetto al torrente Fereggiano.


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