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Bambina non riconosciuta dalla madre: da 50 giorni in ospedale

di Redazione VitaDaMamma

25 Agosto 2020

Il diritto al parto in anonimato è tra i più grandi traguardi civili della nostra società: garantisce a quelle mamme che non siano in condizione di accogliere i figli di avere un’alternativa all’aborto e all’abbandono, rappresentando una soluzione pacifica, sicura e rispettosa della vita.

A norma di legge è ammesso che la madre possa non riconoscere il bambino e lasciarlo presso l’ospedale dove è nato (DPR 396/2000, art. 30, comma 2) ove al neonato sarà garantita assistenza e tutela giuridica.

 

nata una bambina non riconosciuta dalla madre, attende l'adozione.

Ospedale Dimiccoli di Barletta – nata una bambina non riconosciuta dalla madre, attende l’adozione. Immagini di repertorio, fonte 123RF.com con licenza d’uso.

Il 5 luglio scorso presso l’ospedale Dimiccoli di Barletta è nata una bambina non riconosciuta dalla madre, è in attesa di essere immessa nel circuito dell’adozione, intanto a 50 giorni dalla sua venuta alla luce attende ancora il calore di una casa.

 

Il nome della madre, che intenda rimanere anonima, resta per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”.

 

nata una bambina non riconosciuta dalla madre, attende l'adozione.

Nata una bambina non riconosciuta dalla madre, attende l’adozione. Immagini di repertorio, fonte 123RF.com con licenza d’uso.

Barletta – nata una bambina non riconosciuta dalla madre, dopo quasi 50 giorni è ancora nell’ospedale dove è venuta alla luce.

 

Questa vicenda accende i riflettori su un’esigenza antica, già dibattuta legislativamente e discussa a livello etico e sociale: i procedimenti relativi alle adozioni nazionali vanno resi più celeri e fruibili. Allo stesso modo, va sostenuto il diritto al parto in anonimato.

 

A Barletta i medici e gli infermieri del reparto di pediatria e neonatologia dell’ospedale stanno dando la più umana e calorosa assistenza alla neonata. La stampa riporta la dichiarazione di Alessandro Delle Donne, direttore generale dell’Asl Bat (Barletta-Andria-Trani):

(La neonata, ndr.) sta bene ed è continuamente monitorata e controllata nel reparto di Neonatologia e Pediatria, è protetta da cure amorevoli e solidarietà. Ci stiamo prendendo cura di lei, in attesa che si esprima il Tribunale dei Minori, con l’augurio che il suo futuro possa essere più roseo”.

 

E’ stata una dottoressa a comperare per lei il corredino: vestitini, body, magliette e calzini. E, mentre è già avvenuta la nomina di un tutore, si attende che la legge concorra a rendere possibile il compimento del più grande gesto d’amore dell’adozione.



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