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Yara Gambirasio ultime notizie sull’omicidio di Brembate: le indagini ritornano su Mohamed Fikri

di Maria Corbisiero

26 Gennaio 2012

omicidio yaraIl caso di Yara Gambirasio, la ragazza tredicenne uccisa il 26 novembre del 2010 nel suo paese, Brembate Sopra in provincia di Bergamo, non ha ancora trovato fine, anzi gli inquirenti fanno un passo indietro.

Dopo aver indagato sulla pista della donna ciociara, Elisa Fusciello, residente a Cassino, il cui cellullare si ipotizzava avesse agganciato una cella proprio nelle vicinanza del luogo di ritrovamento del corpo di Yara, che è successivamente esclusa, dopo aver effettuato tutti gli esami corrispondenti, gli investigatori ritornano sulla telefonata effettuata dal marocchino Mohamed Fikri verso la sua fidanzata.

Arrestato in un primo momento con l’accusa di sequestro e omicidio, mentre cercava di ritornare in Marocco nel momento in cui le indagini coinvolgevano il cantiere e gli operai dove lui lavorava, fu poi liberato per mancanza di prove a suo carico. Le stesse prove che ora, viste sotto diversa forma, assumono una certa importanza.

Infatti risulta che, nella telefonata con la fidanzata, Fikri chieda perdono in lacrime affermando:

“L’hanno uccisa davanti al cancello”.

Pronta la risposta della ragazza:

Se non hai nulla da nascondere, non hai nulla da temere, che cosa avresti da farti perdonare?”

Perché chiedere perdono? Cosa ha visto quella sera Mohamed Fikri?

omicidio yaraIntanto Letizia Ruggeri, il pm incaricato di seguire il caso e custode degli atti che riguardano le lunghe indagini, rifiuta l’accesso di questi ultimi al consulente al quale i genitori della tredicenne hanno chiesto aiuto.

La notizia è di alcuni giorni fa. Fulvio e Maura Gambirasio, i genitori di Yara che sono rimasti fino ad ora a guardare, rinchiusi nel loro dolore, hanno chiesto la consulenza del biologo, ex tenente dei Ris, Giorgio Portera, affinché affianchi gli investigatori, senza però interferire in alcun modo con le indagini.

Purtroppo il pm, con l’affermazione di proteggere il segreto istruttorio, ha negato al biologo l’accesso agli atti, impedendone così la collaborazione.

Un’indagine questa che si preannuncia ancora molto lunga.



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