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Costa Concordia inchiesta: sequestrata nave Carnival Triumph

Sequestrata in America nave da crociera Carnival Triumph come cauzione per il risarcimento chiesto dalla famiglia di una delle vittime del naufragio della Costa Concordia

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

02 Aprile 2012

costa concordiaLa struttura commissariale della Protezione civile ha reso noto, attraverso un comunicato, che le ditte Smit & Salvage e Neri, incaricate fino ad oggi del recupero carburante situato a bordo della nave, operazione conclusasi la settimana scorsa, sono già impegnate da alcuni giorni nelle operazioni di caretaking, godendo anche di favorevoli condizioni meteo.

Il Caretaking è una vera e propria operazione di pulizia del fondale. In seguito al naufragio, la Costa Concordia ha riversato in mare i vari oggetti presenti al suo interno (divani, sedie, mobili, etc.), oggetti che, chiaramente, sono rimasti fino ad ora depositati sul fondo marino, in attesa che finissero le operazioni primarie, come il recupero dei corpi delle vittime e il prelievo del carburante a bordo.

I materiali prelevati dal mare verranno portati ad un sito di stoccaggio provvisorio.

Intanto, per quanto riguarda l’inchiesta, anche in America qualcosa sta iniziando a muoversi.

Infatti John Arthur Eaves, legale del figlio di una turista tedesca deceduta nel naufragio del Concordia, Siglinde Stumpf, aveva chiesto un deposito cauzionale di 10mila dollari alla Carnival – società che controlla anche la Costa Concordia e quindi responsabile legale del disastro – come garanzia per il risarcimento spettante ai congiunti della vittima.

carnival sequestroUna richiesta presentata al tribunale di Galveston che, dopo averla accolta, ha provveduto al sequestro della nave Carnival Triumph,  dichiarando la procedura “misura cautelativa a tutela del risarcimento”.

La Triumph, nave da crociera con a bordo circa 2700 persone, era in procinto di partire per una crociera di 5 giorni in Messico. Le autorità alle 8:30, ora locale, hanno disposto il sequestro del natante.

“Con questo passo, e con altre azioni che stiamo considerando, intendiamo dimostrare che le navi da crociera non sono sicure”, ha così commentato l’avvocato Eaves che, oltre ad assicurare il risarcimento ai suoi assistiti, mira ad ottenere una maggior sicurezza su questi giganti del mare.

La nave è stata poi rilasciata in tarda serata dopo un accordo confidenziale preso tra la Carnival e la famiglia Stumpf.

E se l’odissea marina del Concordia sta lentamente volgendo al termine, quella legale è solo all’inizio.

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