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Legge 40 modifiche: una nuova legge per la procreazione assistita è possibile?

di Mamma Simona

02 Aprile 2012

Nel solo 2011 ben 4.000 coppie italiane sono ricorse alla procreazione assistita all'estero per avere figli.

Nel solo 2011 ben 4.000 coppie italiane sono ricorse alla procreazione assistita all’estero per avere figli.

Ammonta a 2.000 il numero di coppie che hanno scelto la fecondazione eterologa, ovvero la decisione di scegliere un donatore estraneo alla coppia, pratica assolutamente vietata in Italia.

Di questi almeno 32 coppie certe hanno optato per l’ “utero in affitto”, cioè il ricorso ad una donna che si sottopone a trattamenti per il concepimento, portando a termine la gravidanza, il cui frutto diventerà il figlio della coppia mandante.

I dati precisi relativi a questo percorso sono incerti perché l’illegalità della procedura porta a celare il fatto, si stima si tratti di un centinaio di coppie.

Il traffico degli uteri in affitto coinvolge una trentina di “agenzie” che procurano le donne che sNel solo 2011 ben 4.000 coppie italiane sono ricorse alla procreazione assistita all'estero per avere figli. i offrono per mettere al mondo figli di altri. I maggiori paesi procacciatori sono: Stati Uniti, Ucraina, Armenia, Georgia, Grecia, Russia e India, ma nuovi scenari si stanno aprendo anche in Spagna, Svizzera e Repubblica Ceca.

Delle 32 coppie italiane “scoperte”, 18 si sono rivolte a strutture in Russia, 9 in Ucraina, 5 in Georgia-Armenia.

In alcune strutture di appoggio in loco è possibile trovare addirittura personale che parla italiano, poco propenso a comunicare la presenza di coppie italiane, mantenendo la segretezza per non esporre i clienti a condanne in paese.

La tendenza è in allarmante aumento, come denuncia l’Osservatorio sul turismo procreativo.

In Italia la legge 40 legifera la materia.

Il problema che sNel solo 2011 ben 4.000 coppie italiane sono ricorse alla procreazione assistita all'estero per avere figli. pinge molte coppie a ricorrere a paesi esteri per trattamenti permessi anche in Italia (il 50% delle 4.000 coppie su citate), è principalmente la confusione della legge stessa; agli aspiranti genitori non è chiaro ciò che è permesso e quello che è illegale.

Manca informazione e le diverse e contrastanti sentenze della Corte Costituzionale, non hanno prodotto un sufficiente chiaro quadro informativo.

E così accade che chi voglia congelare gli embrioni prodotti o chi si sottoponga a una diagnosi genetica pre-impianto, voli oltre-confine, quando potrebbe rimanere in Italia senza compiere azione illegale.

Emerge inoltre un dato poco edificante per le strutture italiane, che godrebbero di poca fiducia da parte dei pazienti italiani, che dirottano l’attenzione all’estero dove trovano maggiore disponibilità, facilità di informazioni e buona presentazione sullo scenario internazionale.

Inoltre nei paesi dell’est europeo, new entry in campo, si va incontro a costi nettamente inferiori rispetto Nel solo 2011 ben 4.000 coppie italiane sono ricorse alla procreazione assistita all'estero per avere figli. a quelli tradizionali italiani.

Anche il passaparola tra conoscenti risulta essere una discriminante di scelta che condiziona la decisione del luogo in cui intraprendere l’iter.

Per il 22 maggio è attesa una rivisitazione della legge 40 da parte della Consulta.

L’Italia, che ha tardato ad allinearsi con gli altri paesi UE, è approdata solo ora ad un discreto successo delle tecniche di fecondazione assistita, facendo scendere all’1% il rischio di gravidanze trigemellari.

Attendiamo con la riforma in merito, chiarimenti e disponibilità maggiori.



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