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Vaccini neonati: OMS le vaccinazioni possono salvare la vita

di Maria Corbisiero

17 Aprile 2012

vaccinazioni morbilloIn occasione della Settimana Mondiale dell’ Immunizzazione, organizzata in Europa nelle giornate che vanno dal 21 al 27 aprile 2012 (European Immunization Week, EIW), l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha presentato dei dati secondo i quali il 17% delle morti infantili mondiali sarebbe facilmente prevenibile attraverso le vaccinazioni effettuate nella prima infanzia.

Eccovi la “classifica” dell’ OMS delle più pericolose malattie infantili, prevenibili con i vaccini:

  1. Pneumococco, causa 476 mila vittime ogni anno in tutto il mondo;
  2. Rotavirus, colpisce 453 mila bambini all’ anno;
  3. Hemofilus influenzae B, è il batterio più importante nella patologia umana ed è la più comune causa di meningite nei bambini di età fra 2 mesi e 5 anni (fonte Wikipedia), causa 199 mila vittime l’ anno;
  4. Pertosse, 195 mila vittime;
  5. Morbillo e tetano.

I dati vengono riportati dall’ Organizzazione per una maggior sensibilizzazione al problema.

vaccinazioni morbilloSi è riscontrato infatti, attraverso i dati di ricerca dell’ Ecdc , che, nel mentre aumentano le vaccinazioni per le malattie ritenute maggiormente pericolose (meningite e difterite), altre malattie infettive, quali morbillo, parotite, rosolia e pertosse, vengono prese “sottogamba” evitando le vaccinazioni nella prima infanzia e aumentandone così la diffusione, generando dei veri e propri focolai di epidemie.

In Italia, sempre secondo i dati riportati dall’ ANSA, la situazione è sviluppata a macchia di leopardo. Gli ultimi dati disponibili dell’ Iss, risalenti al 2008, contano che più del 96% dei bambini di età compresa tra i 12 e i 24 mesi ha effettuato il ciclo primario di vaccinazioni in modo completo, mentre l’ 86,5% è stato vaccinato contro il morbillo, percentuale in netto calo se si considerano i bambini di età compresa tra i 12 e i 15 mesi.

Maggior preoccupazione destano le percentuali degli adolescenti le cui vaccinazioni totali per il morbillo rasentano il 78,1%, con alti picchi registrati in Veneto (97,1%) e minori quelli registrati in Calabria (53,2%).



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