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Violenza sulle donne come difendersi

di Dott.ssa Mariangela Saulino

06 Settembre 2012

violenza sulle donne come difendersiOgni volta che un nuovo cliente entra nel nostro studio, nell’accoglierlo è naturale domandarsi quale possa essere il motivo che lo spinge a chiedere il nostro aiuto. Quando alla nostra porta bussa una donna, invece, in molti casi basta una rapida occhiata per capire. Basta incrociare quello sguardo triste e smarrito per comprendere che quella donna è una vittima di violenza domestica.

Sono i casi più difficili, quelli che mettono a dura prova non solo la tua abilità giuridica ma, soprattutto, la tua sensibilità ed etica professionale. Se poi sei una donna la possibilità di lasciarsi coinvolgere ed immedesimarsi nel caso concreto è ancora più facile e naturale.

 

La persona che si è scelto quale compagno di vita, colui nel quale sono state riposte tutte le speranze per il futuro si trasforma in un carnefice e la casa che doveva custodire quell’amore diventa una prigione.

violenza sulle donne come difendersi Infatti, la violenza domestica “si compie all’ interno del rapporto di coppia, ha come caratteristica prevalente la violenza verbale e psicologica, ma non solo, frequenti sono le botte, le minacce e l’imposizione del rapporto sessuale”.

violenza sulle donne come difendersiColui che commette azioni violente fra le mura domestiche di solito ha come unico obiettivo il desiderio di porre la sua vittima in uno stato di “sudditanza” psicologica che attua attraverso l’isolamento, il rifiuto, il non ascolto. Ciò accade sia perché vuole sentirsi potente, sia perché la possibilità di esercitare azioni di comando e di controllo su un membro della famiglia lo fa sentire appagato e sicuro di sé. I suoi comportamenti hanno come unico scopo quello di controllare la vita del partner per rafforzare il suo senso di potere e, per raggiungere questo obiettivo è convinto di dover eliminare tutto ciò che possa ostacolare il rafforzamento di questo sentimento di sicurezza.

Di solito, infatti, gli abusanti sono soggetti estremamente insicuri nella vita sociale, non hanno grandi possibilità di sfogo e relazioni sociali appaganti. Lo sfogo più facile a tali frustrazioni è quello di colpire i membri della propria famiglia, soprattutto, se questi hanno bisogno di lui per il sostentamento economico.

Per fuggire, poi, alla responsabilità delle proprie azioni, l’abusante tenta con qualunque mezzo di mantenere il segreto perché vuole impedire che si creino attorno alla vittima relazioni sociali rassicuranti.

La vittima tende a perdere il contatto con il mondo, diventando introversa ed asociale, perde la propria autostima e, spesso, la propria autonomia personale ed economica.

Tuttavia la reazione, violenza sulle donne come difendersinella maggior parte dei casi, tarda ad arrivare, non per mancanza di consapevolezza, ma perché sempre più spesso i figli vengono usati come arma di ricatto.

Ci si ritrova impotenti, di fronte a quell’uomo nel quale erano state riposte tante aspettative che, purtroppo, lui non ha tardato a tradire.

Ma le donne sono coraggiose e sanno trovare dentro se stesse la forza per reagire, perché se tante di queste storie finiscono nel sangue, molto più numerose sono quelle che si risolvono in modo positivo. Basta un’amica, un medico, un avvocato con cui confidarsi per rendersi conto che non si è colpevoli solo perché un uomo è violento.

Fondamentale è raggiungere la consapevolezza che non è possibile salvare un “amore malato”, sacrificarsi per rimettere in piedi una situazione che non potrebbe che degenerare.

Tutte queste energie devono essere indirizzate verso un unico scopo, quello di costruirsi una nuova vita ed un nuovo futuro.



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